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Dr. Death 1×06 – Occam’s RazorTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dr-Death-1x06 “Dear Dr. Death, I wish you knew how satisfying it felt to rip your medical license out of your grubby paws this past summer. I sleep better at night knowing you’ll never practice in Dallas or the state of Texas again.”

Una costante, elaborata, estenuante fuga dalla verità. A questo si è dovuto prestare Christopher Duntsch per riuscire a venire a patti con i propri fantasmi e poter dormire sonni tranquilli e beati dopo i numerosi pazienti debilitati fisicamente. L’ultimo avvenuto on-screen? Niente di meno che Jerry Summers, il compagno di infanzia che ha fin dal suo re-incontro con Duntsch supportato, aiutato e spalleggiato l’amico senza chiedere mai nulla in cambio e donando la propria totale devozione, perché di questo si trattava: devozione.
La ricompensa? Essere reso tetraplegico, abbandonato in una stanza d’ospedale in completa solitudine e non essere preso minimamente in considerazione dal proprio migliore amico (o presunto tale) nonostante le grida d’aiuto urlate con la voce spezzata dal dolore. Una sequenza, quella d’apertura, che ribadisce nuovamente di che pasta fosse fatto Duntsch e quali comportamenti lo hanno reso non un “semplice” terribile chirurgo, ma un vero e proprio macellaio senza anima e cuore.
Ciò che infatti lo show di Peacock inquadra alla perfezione non è tanto il risultato negativo delle operazioni portate a termine da Christopher, quanto piuttosto la realizzazione dell’errore da parte dell’uomo e la ricerca di sfuggire dalla verità, negandosi ai pazienti o ai loro parenti, allontanando dubbi e domande dal suo operato e gettando fango su anestesisti o equipe medica. Duntsch per tutta la propria vita ha convissuto con un l’effetto Dunning-Kruger.

WAS HE DOING IT ON PURPOSE?


Tutto ruota attorno ad una domanda già posta nelle precedenti recensioni e che qui torna in auge in relazione ad una email, prova utilizzata all’interno del processo che coinvolse il neurochirurgo, il cui oggetto dà il titolo all’episodio stesso: “Occam’s Razor”.
Il principio del rasoio di Occam prevede che, tra più ipotesi riguardanti la risoluzione di un problema, andrebbe scelta quella più semplice. Una chiave di lettura che getta ulteriori dubbi, soprattutto quando in un passaggio della lunga email Duntsch afferma di essere ormai pronto a diventare “a cold blooded killer”. Non un’ammissione di colpa, forse, ma parole di una persona frustrata, ricolma d’odio e da interdire da una sala operatoria. Eppure, anche in questo caso, Kim Morgan (a cui era stata inviata l’email), seppur scioccata dal messaggio e dalle parole utilizzate, si allontana da Duntsch ma non interviene formalmente nei suoi confronti.
Un compito che verrà lasciato più avanti a Kirby, Henderson e l’assistente del procuratore distrettuale, Michelle Shughart che lentamente sta preparando il proprio attacco nei confronti di Duntsch non per interdirlo da una sala operatoria quanto, piuttosto, per gettarlo in galera.

“I mean, honestly, Steph, if you heard these people… their stories, saw what he did to them… and they have no recourse. Can’t sue anybody. The state of Texas took that option away from them. I feel bad. I want Duntsch to die in jail.”

LA SCOMPARSA DEL MACELLAIO


Parallelamente ad una ricerca di giustizia che si sta facendo via via sempre più rigogliosa, il personaggio del Dr. Death sta progressivamente appassendo: fisicamente mutato, flaccido, indebitato fino al collo, privato di ogni briciolo di buon senso, ridotto a rubare in un banale centro commerciale. Christopher Duntsch sembra essere stato ingurgitato da una persona totalmente diversa, priva di quella verve e di quel desiderio di grandezza. Il cambiamento non è solo fisico, quindi, ma anche mentale e di approccio alla vita stessa: sentire affermare, candidamente, da parte del chirurgo che non riuscirà mai a riottenere la propria abilitazione ad operare è forse il punto più alto per Christopher-persona, ma è anche il punto più basso per Christopher-il macellaio. E non c’è da stupirsi visto e considerato che al termine della stagione mancano solamente due puntate.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’operazione di Jimmy: ignorato da Christopher che successivamente gli intima di chiudere la bocca decretando la fine della loro amicizia
  • Kirby – Henderson
  • Michelle e la scoperta di fondamenta solide per il caso contro Duntsch
  • La progressiva caduta nel baratro di Christopher
  • L’email inviata a Kim, solo menzionata e non mostrata
  • Nulla da segnalare

 

Una puntata dal coefficiente forse più alto rispetto alle precedenti che evidenzia il definitivo cambiamento fisico e mentale di Duntsch avvicinandolo alla figura mostrata in apertura di serie, nei primissimi fotogrammi di “Diplos“.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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