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Dr. Death 1×03 – Dock EllisTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dr-Death-1x03 “Pain’s a pain, bro.”

Dr. Death, la nuova serie Peacock (servizio streaming della NBC), porta avanti la propria narrazione rimanendo in un pericoloso equilibrio tra due diversi punti di vista riguardo il dottor Christopher Duntsch (un sempre ottimo Joshua Jackson): il neurochirurgo è un puro e semplice psicopatico oppure è un incapace lasciato sfortunatamente per troppo tempo con la facoltà di poter operare all’interno di una sala operatoria?

SOCIOPATICO O INCAPACE?


Difficile a dirsi, soprattutto considerata la rappresentazione che ne viene fatta all’interno della serie e dai dettagli riguardo la sua carriera da studioso. Il dottor Duntsch è ben lontano dall’ideale di stupido che uno potrebbe farsi: quindici anni di studio tra scuola di medicina, tirocinio, borse di studio, senza contare le sue menzioni all’interno di diversi paper. Emblematica la scena in cui si ritrova a spiegare, ad un suo diretto superiore, come poter intervenire chirurgicamente per risolvere un annoso problema ad una paziente. La sensazione, quindi, è quella di una persona terribilmente preparata sulla carta, ma inadatta al lavoro “manuale”, considerata la poca dimestichezza con strumenti, oggetti e parti del corpo “dal vivo”. Cosa plausibile se si tiene in considerazione che durante il periodo di tirocinio presso l’Università del Tennessee aveva partecipato a meno di cento operazioni, mentre la media per un neurochirurgo tirocinante si attesta attorno al migliaio. Una vistosa differenza che spiegherebbe l’incapacità in sala operatoria, ma che non spiegherebbe come sia riuscito ad arrivare indenne fino all’abilitazione ed oltre senza che nessun ospedale, medico, superiore si frapponesse tra lui ed un paziente impedendogli di fare ulteriori danni che sono, all’epoca dei fatti narrati, più che conosciuti dai colleghi del settore.
A contrastare Duntsch ci pensano solo l’eccentrico Randall Kirby (Christian Slater) ed il placido Robert Henderson (Alec Baldwin) che anche in questa puntata proseguono la loro personale battaglia contro i mulini a vento cercando risposte e verità da chi, prima di loro, ha avuto la sfortuna di dividere il settore medico dello stesso ospedale con il Dottor Morte.

SCARICA BARILE


Messi di fronte all’evidenza delle disastrose operazioni, tuttavia, viene estratta spesso e volentieri la carta dello scarica barile, portando Kirby ed Henderson ad essere rimbalzati da un ospedale all’altro, ricevendo anche numerose puntualizzazioni sul fatto che “in questo Stato non è capitato, non operava così qui da noi, tocca allo stato del Texas intervenire”. Uno scarico di responsabilità che lascia inebetiti soprattutto perché mentre questi dialoghi sui massimi sistemi vengono portati avanti, Duntsch si sta preparando con tutta calma a tornare all’opera in sala operatoria armato del suo inseparabile scalpello.
Lo show procede in maniera interessante ed intrattenendo per i consueti cinquanta minuti di durata senza annoiare minimamente, riuscendo ad alternare passato e presente di Duntsch per poter dare allo spettatore uno spaccato via via più completo del personaggio. Viene mostrato alle prese con la sua personale start-up e gli studi sulle cellule staminali, elemento che sottolinea la brillante intelligenza del ragazzo; ma vengono mostrate anche le grandi debolezze, partendo dall’amicizia con Jerry Summers, passando per lo smodato uso (leggasi “dipendenza”) di Adderall, Oxycodone e LSD.
Il finale di puntata rappresenta il tanto atteso congiungimento delle due sottotrame: Duntsch, Kirby ed Henderson, uno di fronte all’altro pronti per il confronto medico. Qui si nasconde il vero punto di svolta dello show.

Scienziata russa: “I question if you understand the most basic science.”
Christopher: “Um…may I see that for one second? Thank you. Um, if you’ll all turn to page… 13. This is your work in spherical clone generation. You were able to demonstrate stem cell markers OCT 3/4, NANOG, and STAT3, unless I misunderstood.”
Scienziata russa: “That is correct.”
Christopher: “Right, but unlike with STAT3, where there was robust expression in both spheres and adherent cultures, NANOG and OCT 3/4 had more variable patterns of expression. Ergo, the key determinant in self-renewal and pluripotency for stem cells in embryonic settings are variable. Am I right? I’m right. So all I’m asking is that we take your work into stem cell self-renewal markers and we use it to create a new cell therapy. We build stem cells to repair diseased spinal discs. Will you help me out?”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • …hacking’s not really my area of expertise“: Christian Slater, smettila di prenderci in giro, sappiamo benissimo non essere così
  • Slater e Baldwin alla ricerca della verità
  • L’omertà medica
  • Duntsch, un sadico da scalpello e sega elettrica in sala operatoria
  • L’intelligenza di Duntsch che confonde e rende complicato poterlo inquadrare
  • Il finale con il tanto atteso confronto a tre
  • Pochi particolari, in realtà. Forse una leggera confusione tra le varie narrazioni temporali visto che vengono esplicitate solo in determinate occasioni

 

Dr. Death è arrivato al tanto atteso confronto e ritrovarsi nella stessa scena Joshua Jackson, Christian Slater e Alec Baldwin è un piacere per gli occhi.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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