Constantine 1×07 – Blessed Are The DamnedTEMPO DI LETTURA 5 min

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Constantine ci riprova, non contento e pienamente soddisfatto del risultato confezionato con “Rage Of Caliban“. Così, cambiando contesto e tematiche, con “Blessed Are The Damned” lo show riprova a sfornare una puntata stand-alone, cercando di regalare al pubblico il massimo risultato, pur facendo leva sul minimo sforzo, riuscendo (bene o male) a sfornare lo stesso risultato della puntata precedente. Sarebbe troppo cattivo e troppo falso dire che questa settima puntata della prima stagione, sia un clonazzo spudorato della sesta, perché (pur scadendo nel filler), il serial demoniaco riesce a portare a casa interessanti migliorie e godibili scene ben orchestrate.
Come già detto qualche riga fa, diciamo subito che il problema principale dell’episodio, è lo stesso meglio spiegato nella precedente recensione della precedente puntata: la volontà di rendere un episodio riempitivo un qualcosa di più, senza però mettere la mano nella manica e tirare fuori gli assi narrativi che il serial si sta tenendo buono per gli eventi futuri, sul quale non vuole rivelare troppo, preferendo annaffiarli come una pianta dalla crescita delicata e bisognosa di cure. Ma tutto ciò non basta, perché sappiamo benissimo che fare una frittata senza rompere l’uovo, è decisamente impossibile da cucinare; se si vogliono ottenere dei risultati, a volte bisogna rischiare, e se si vuole colpire un certo bersaglio, il grilletto deve essere per forza di cose premuto e il proiettile esploso: troppo comodo (e fin troppo fantascientifico) pretendere di buttarlo giù semplicemente mirando ed esclamando “Bang”. 
Il modo in cui viene trattata la storyline principale, quella che vede Constantine e i suoi strampalati aiutanti contro l’Oscurità Nascente, è l’esempio perfetto per spiegare questo concetto; tutti i vari riferimenti alla suddetta trama, non sono altro che i soliti criptici messaggi che volano da inizio stagione, quando la puntata invece, voleva spacciarlo come una sorta di avanzamento di trama e far capire che, episodi come quello del Caduto, sono sempre più frequenti a causa di questo intangibile e sfuggevole nemico. Il fatto è che la produzione dona l’effetto contrario: un continuo suggerirsi di previsioni criptiche e minacciose di quello che verrà, senza però darci in pasto qualcosa di concreto, trasformando “Blessed Are The Damned” in una puntata ancor più filler di quanto volesse evitare. 
Fortunatamente per il serial con protagonista il nostro bastardo inglese preferito, la puntata riesce a risollevarsi su altri punti, grazie a personaggi su cui difficilmente si sarebbe scommesso qualcosa. Dall’inizio delle nostre recensioni di Constantine, abbiamo sempre detto che il perno del microcosmo di questo telefilm, è il suo protagonista: John Constantine, uomo dalla discutibile morale e dall’indiscusso caratteraccio. Questa volta, pur ritagliando sul personaggio gran parte delle scene, sono Zed e Manny a ritagliarsi una gradita fetta di protagonismo, togliendo luci della ribalta la Maestro delle Arti Oscure in loro favore; la prima, lo fa con il suo continuo fuggire da domande che abbisognano di una risposta fin troppo estroversa e, sopratutto, con la scena finale che fa presagire ad una probabile resa dei conti: un “blast from the past” che promette di portare scompiglio e problemi nella vita della chiaroveggente e soci; il secondo, in due occasioni: quando interviene per aiutare John e Zed, e quando si intrattiene con il Caduto nel parlare del dolore e dell’umanità. 
La tematica della scoperta delle emozioni è stata, poco ma sicuro, trattata meglio in altri telefilm, ma questo non ha impedito alla scena di rendersi speciale a modo suo, grazie ad una recitazione molto genuina e sentita degli attori, i quali hanno caratterizzato la scena quasi come se fossero dei bambini alla scoperta di qualcosa di doloroso (ma al tempo stesso) magico e degno di essere scoperto.  
Il tutto viene poi, a vostra scelta, impreziosito o impoverito dalla scelta di trattare un argomento delicato e difficile: il tema della cristianità, della fede e dell’esistenza di paradiso, inferno e rispettivi padroni di casa. Una decisione alquanto singolare, poiché: da una parte è molto strano e bizzarro parlare di “fede” in un serial dove angeli e demoni esistono; ma dall’altra parte, questo è un tema che non lascia indifferenti e spinge (chi più e chi meno) a dire la propria sull’argomento, nessuno escluso. Alla luce di ciò, la decisione di trattare il tema cristianità, risulta a pari merito un Pro e un Contro; è un Contro, perché sono argomenti che possono spazientire e infastidire chiunque, ma è anche un Pro, perché lo show ha capito che nella narrativa (che sia di origine televisiva, cartacea, ludica e quant’altro) nulla deve lasciare impassibile e indifferente lo spettatore: tutto, nel bene e nel male, deve dare la possibilità di coinvolgere e spingere ad una discussione. 

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action del maghetto inglese? (intendo Constantine eh, non quell’altro quattrocchi sfregiato). Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents OfS.H.I.E.L.D.The Flash e Gotham eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata
  1. Quando John mette sullo scaffale quello che sembra essere il cervello del Caduto, vicino alla bacinella di vetro c’è una maschera dorata: quella è la Maschera di Medusa, l’arma per eccellenza del villain Psycho-Pirate. In origine, il criminoso alter-ego di Roger Hayden possedeva un set formato da più versioni della Maschera, tutte in grado di controllare solamente uno spettro emotivo per oggetto, fino a quando non decise di fonderle tutte assieme; così facendo, Hayden ottenne una sola Maschera, ma in grado di controllare tutti gli spettri emotivi. C’ha pure guadagnato in comodità.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Cosa ci nasconde Zed?
  • Manny agisce
  • Due angeli alla scoperta dell’umanità
  • Il tema della cristianità
  • Tentativo di rendere l’episodio meno filler, fallito (anche se non troppo)
  • Poco avanzamento di trama principale
  • Il tema della cristianità

“Blessed Are The Damned” fallisce, nuovamente, nel creare una puntata memorabile pur lasciando la targhetta di filler, sfociando ancor più nel filler, ma riconfermando la guardabilità e la godibilità dello show. Quella che, dalle prime battute della puntata, sembrava una copia spudorata del tenore di quella precedente, nel successivo minutaggio da prova di sfornare qualche intrigante miglioria e qualche momento interessante, dall’alto contenuto d’intrattenimento e (addirittura) degno di un’animata discussione.

Rage Of Caliban 1×06 3.54 milioni – 0.8 rating
Blessed Are The Damned 1×07 3.10 milioni – 0.8 rating

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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