Ash VS Evil Dead 1×01 – El JefeTEMPO DI LETTURA 4 min

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Sebbene per Sam Raimi la fama, almeno su scala mondiale, sia giunta con la popolare trilogia dedicata all’Uomo Ragno, la carriera del regista affonda le sue radici in un’altra saga, forse meno conosciuta ai non amanti del genere, ma senza dubbio rappresentativa per quanto concerne il genere horror/splatter anni ’80. Stiamo naturalmente parlando di “The Evil Dead” (La Casa), a cui seguirono “Evil Dead II: Dead By Down” e “Army Of Darkness“. Nel corso degli anni il film diretto da Raimi, diventato un vero e proprio cult, con il suo mix di violenza e demenzialità ha ispirato remake, sequel non-ufficiali, videogiochi e perfino trasposizioni a fumetti. Arrivati al 2015, trentaquattro anni dopo l’uscita del primo capitolo della saga, per Ash Williams è arrivato il momento di fronteggiare una nuova impresa, forse la più dura in termini di intrattenimento contemporaneo: la serialità televisiva. Se poi teniamo conto del genere di nicchia, basato sulla delicata commistione tra horror, splatter e comicità demenziale, e la pressante necessità di attirare quella fetta di pubblico completamente all’oscuro della trilogia originale, allora le difficoltà aumentano ulteriormente. Non è certo facile riuscire a mantenere intatto questo fragile equilibrio e allo stesso tempo garantire livelli d’intrattenimento come quelli visti in questa fantastica premiere, avendo a disposizione un minutaggio così ampio, invece delle canoniche due ore di girato. Eppure, dopo aver visto El Jefe, dubbi e paure sembrano svanire, soffiati via come sabbia nel vento, grazie ad un vero e proprio one-man-show messo in scena da un immenso Bruce Campbell, diretto magistralmente da un ancor più immenso Sam Raimi, in grado di autocelebrarsi trasponendo la sua creatura in un contesto totalmente moderno, senza però snaturarla in alcun modo.
Per venire incontro alla sopracitata esigenza di catturare l’attenzione di una fetta di pubblico al di fuori del fandom creatosi negli anni, si è scelto così di sviluppare la narrazione lungo due filoni al momento ben separati l’uno dall’altro. Da una parte abbiamo l’epopea del nostro Ash, alle prese con l’ennesima evocazione demoniaca, stavolta avvenuta al termine di una sbronza colossale, durante la quale il Necronomicon finisce per essere nuovamente letto risvegliando così il male assoluto rimasto sopito per anni; dall’altra parte invece abbiamo Amanda Fisher, interpretata da Jill Marie Jones (Sleepy Hollow), che con la sua storyline ha il delicato compito di equilibrare il lato demenziale dello show, affidato quasi esclusivamente a Campbell, offrendo inoltre un approccio più vicino al’horror tradizionale. Un approccio che comunque, nel suo tentativo di dare un tocco di classicità, non si discosta mai eccessivamente dall’impostazione classica di Raimi, basti pensare alla pistolina dalla potenza dirompente, alle fontanelle di sangue volutamente irrealistiche, o alla sequela di scelte tecniche e stilistiche perfettamente in linea con il suo primo lavoro (Raimi torna a utilizzare la shaky cam, una sorta di steady cam di sua invenzione fissata su supporto mobile per dare un effetto tremolante della camera; frequente è l’uso del jump scare, espediente utilizzato per spaventare lo spettatore con un evento improvviso o inaspettato; abbiamo inoltre l’uso della soggettiva nelle sequenze dove i demoni inseguono i protagonisti). Senza contare il continuo autocitazionismo su cui il regista dimostra di non voler lesinare – le corna di cervo su cui viene scagliato Carson, evidente riferimento all’animale che sbeffeggiò Ash nel secondo capitolo della saga, la tenuta inconfondibile e la motosega che si incastra al braccio di Ash al termine di un balzo proprio come in “Army Of Darkness”, l’aspetto prettamente estetico della possessione demoniaca praticamente identico a quello dell’originale e così via.
Infine, passa un po’ in sordina Ruby, il personaggio interpretato da Lucy Lawless (Xena – Principessa Guerriera, telefilm di cui Raimi è produttore e nel quale Bruce Campbell interpretava Autolico) in questa puntata relegato a mera comparsata, ma certamente destinato ad emergere nel corso del telefilm. Le premesse per un prodotto di qualità ci sono tutte, adesso toccherà ai vari registi che si alterneranno nel corso di questa prima stagione rendere giustizia all’ottimo lavoro fatto da Sam Raimi in questo scoppiettante episodio pilota.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Giusto mix tra splatter e demenzialità
  • Bruce Campbell la fa da padrone
  • Ottima trasposizione dell’opera in un contesto del tutto attuale
  • Tocco inconfondibile di Sam Raimi
  • Scelte estetiche che rievocano l’opera madre
  • Parte umoristica affidata a Campbell e parte più seria lasciata a Jill Marie Jones
  • Curiosità attorno al personaggio di Lucy Lawless
  • Episodio che scorre in un lampo e ultimi dieci minuti assolutamente da applausi
  • Nulla

 

Con dieci episodi in programma e un rinnovo già in tasca, Ash VS Evil Dead fa il suo esordio ripagando appassionati della saga e non con un pilot perfetto sotto ogni punto di vista. Senza Raimi alla regia, dal prossimo episodio sarà affidato a Campbell il compito di portare avanti lo show, una responsabilità che alla luce di questa magistrale premiére sembra essere pienamente alla sua portata. La mano del regista e la conseguente impostazione tradizionale della serie madre sono elementi che inevitabilmente pesano sulla realizzazione di un prodotto di qualità come El Jefe, la speranza è che, senza il tocco di Raimi, lo show non finisca per appiattirsi piegato dalle tempistiche ben più longeve della logica seriale, conservando invece quell’atmosfera quasi magica creatasi nel corso di questo primo episodio. “Gimme some BLESS baby!”

 

El Jefe 1×01 0.43 milioni – 0.1 rating

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2 Comments

  1. Se nel palinsesto moderno c'è spazio per una serie surreale come Z-Nation, penso proprio che una serie come Ash vs Evil Dead abbia tutte le carte in regola per far breccia nei fan vecchi e attirarne di nuovi.
    Comunque non c'è niente da fare, Campbell ha una faccia da culo che non si può non amare

  2. Caro AngelsCry, personalmente credo che la serie abbia un altissimo potenziale in virtù della sua duplice natura horror/comica e che, come dici tu, abbia tranquillamente le carte in regola per conquistare affezionati dell'opera madre e non. Il tutto sta nel gestire in maniera accurata il prodotto dal punto di vista dello sviluppo a lungo termine (visto il rinnovo "sulla fiducia"), curando in particolar modo lo sviluppo dei personaggi e il loro lato più umano ed evitando così di trasformare i protagonisti in caricature di se stessi. Per quanto mi riguarda questo pilot è stato veramente perfetto sotto ogni punto di vista – anche nella colonna sonora che ho dimenticato di elogiare nella recensione – e ti dirò che ha superato ogni mia più rosea aspettativa. Su Campbell concordo in pieno: anima indiscussa dello show!

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