Galavant 2×03 – 2×04 – Aw, Hell, The King – Bewitched, Bothered, And BelittledTEMPO DI LETTURA 4 min

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Continua la cavalcata di questa seconda occasione stagione di Galavant, arrivando a sfornare due episodi che potrebbero erroneamente essere considerati di passaggio, anche se, sotto un certo punto di vista, non lo sono.
Partendo dalle cose che “Aw, Hell, The King” e “Bewitched, Bothered, And Belittled” hanno in comune, una di queste è sicuramente avere un numero considerevole di canzoni. Tralasciando l’approfondimento musicale al nostro angolo qui sotto, qui ci limitiamo a dire che sentire così tante canzoni nell’arco di quaranta minuti è stato per noi motivo di sincero divertimento, non tanto per i variegati generi messi in scena (che comunque aiuta) quanto per l’irriverente, sprezzante e tagliente umorismo dei testi, diventato oramai marchio di fabbrica del serial. Che i brani fossero il punto forte del telefilm era già chiaro fin dall’inizio della prima stagione, ma arrivati alla seconda stagione, possiamo dire che la comedy extravaganza riesce in una piccola, grande impresa, cioè creare uno stile distintivo e immediatamente riconoscibile: uno stile “alla Galavant”. Ulteriore nota di merito è il fatto che, pur avendo sfoggiato svariati brani, questi non distolgono l’attenzione dello spettatore dallo sviluppo dei personaggi e dalla trama, che qui continua spedita e riceve un’importante svolta.
E questa svolta è l’altro elemento che hanno in comune questi due episodi, cioè quello di puntare l’attenzione su due personaggi in particolare, facendogli intraprendere un percorso di ri-formazione che, con tutta probabilità, finirà per cambiare il loro status quo nel corso della serie. Diciamo “con tutta probabilità” perché Galavant ha già dato prova di saper orchestrare colpi di scena piuttosto spiazzanti (ricordate l’episodio scorso?). Ma anche rimanendo sul chi vive e attendendo di veder concretizzati questi sviluppi, non si può comunque non apprezzare il lavoro di ri-caratterizzazione intrapreso da King…ehm, buddy? vabbè, facciamo solo Richard e Queen Madalena. Proprio qui, le strade delle due puntate si dividono.

Da una parte abbiamo l’ex King Richard – personaggio che tanto ricorda lo sfigatissimo Principe Giovanni del “Robin Hood” targato Disney – affrontare una crisi esistenziale. La sua missione ora è passare da caricatura di un essere umano a… beh, qualunque cosa: l’importante è essere qualcuno. Gli eventi lo condurranno così verso un goffo e spassosissimo hero’s journey, reso irresistibile dalla bambinesca spontaneità dell’ex sovrano. Dall’altra parte abbiamo Queen Madalena, la quale intraprende involontariamente un processo di umanizzazione come conseguenza di svariate e cocenti umiliazioni. Entrambe le ri-caratterizzazioni sono rese ulteriormente godibili dalle magistrali recitazioni di Timothy Omundson e Mallory Jansen, ormai così tanto a loro agio da far apprezzare questi cambiamenti come naturale evoluzione dei personaggi, anche se soltanto sviluppi appena accennati e ancora da sfaccettare.
C’è solo un piccolo difetto da segnalare, che è comunque poca roba. Si tratta dell’improvviso controllo mentale di Isabella, infilato nella trama in maniera abbastanza forzata; è indubbiamente un espediente che può portare delle novità e degli accattivanti sviluppi, soprattutto nel rapporto Galavant/Isabella. Ciò non toglie che, tra la versione triste della principessa e quella posseduta dal diadema diabolico, sembra mancare un passaggio. Trovata quindi apprezzabile, ma che sbaglia la tempistica. Forse se fosse arrivata qualche episodio dopo, non avremmo riscontrato alcun difetto.

L’angolo di quello che: “Suoni la chitarra? Mi fai Smoke On The Water?”

Due episodi pieni di canzoni. Ma proprio tante. C’è da dire qualcosa su queste canzoni? No.
A pensarci bene qualche piccolo spunto c’è. Neanche tanto piccolo, anzi, è un bel mindblowing a pensarci. Dunque, la canzone (“The Happiest Day Of Your Life”) che viene cantata nel palazzo di Valencia, da parte del wedding planner e non solo, ha un ritmo ben familiare. Trattasi di un Calypso, genere musicale da ricondurre alla tradizione caraibica. E fino a qui, ok. Ma anche non essendo esperti di Calypso, una campanellina suonerà nella nostra testa. “Under The Sea” (o “In Fondo Al Mar”, che dir si voglia), nel celebre cartone animato “La Sirenetta”, ha infatti la stessa derivazione musicologica. Oltretutto, la canzone era cantata dal granchio Sebastian, cui era stata data una voce con sfumature proprio giamaicane. Chi ne aveva scritto le musiche? Mmm
Nella precedente stagione, Sid disse a Galavant “kiss the girl“, imitando proprio la voce del celebre granchio. Nel cartone animato del 1989, tale “slogan” è diventato iconico anche per l’altra celebre canzone cantata da Sebastian. In “Bewitched, Borhered And Belittled”, Galavant cerca di fare il cupido, esattamente come Sebastian e, nel far partire la serenata (su Wikipedia riportata proprio come “Serenade”), al ristorante, dà l’attacco a tutti i vari strumenti uno dopo l’altro, esattamente come nella serenata disneyana. Lo stile musicale pure è lo stesso? No. E’ una serenata messicana. Quindi niente.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una sfilza di canzoni
  • King Compaesà Quel Che L’è Richard
  • Queen Madalena
  • Timothy Omundson e Mallory Jansen
  • I titoli degli episodi: quanto sono fantastici?
  • Lyrics delle canzoni sempre pregni di umorismo pungente ed intelligente
  • Isabella in “evviva mi sposo” mood
Senza prendersi troppo sul serio, ma mostrando una trama che suscita curiosità e intrattenimento, Galavant continua la sua esilarante e brillante storia con lo stile che l’ha sempre contraddistinto, puntando in questa coppia di puntate sullo stretching caratteriale al fine di creare nuovi status quo dei personaggi. Tante le canzoni e tanti i momenti di empatia verso i protagonisti, cose che rendono “Aw, Hell, The King” e “Bewitched, Bothered, And Belittled” due episodi eccellenti. 

World’s Best Kiss 2×02 3.22 milioni – 0.9 rating
Aw, Hell, The King 2×03 2.41 milioni – 0.6 rating
Bewitched, Bothered, And Belittled 2×04 2.41 milioni – 0.6 rating

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