Marvel’s Agent Carter 2×10 – Hollywood EndingTEMPO DI LETTURA 5 min

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Con questo episodio arriviamo all’ultimo episodio di Marvel’s Agent Carter, puntata che non sappiamo ancora se si classificherà come un season o un series finale. Essendo anche il serial stesso dubbioso al riguardo, il telefilm ABC/Marvel Studios opta per l’ottimismo e decide di orchestrare “Hollywood Ending” più come un season finale, cercando di solleticare l’interesse dello spettatore anticipando una continuazione certificata e la scelta ha ovviamente i suoi pro e i suoi contro dove, paradossalmente, i primi si manifestano ai fini di una ipotetica terza stagione. Mettendo le mani avanti, “Hollywood Ending” non è un brutto episodio e in questi ultimi quaranta minuti dà alcune soddisfazioni però, allo stesso tempo, molte delle decisioni prese regalano allo spettatore ben più di qualche perplessità su cui riflettere.
In un season finale di qualsiasi telefilm, di norma, si tende a lasciarsi andare e a tenere un profilo narrativo più sbarazzino e spericolato: questa volta, invece, Marvel’s Agent Carter cerca il compromesso. Il suo tentativo è quello di rilasciare dei momenti di grande tensione senza però prendere decisioni troppo radicali o che abbiano delle conseguenze circoscritte a questo episodio, poiché ci sono delle cose e dei personaggi che si vuol tenere anche per la prossima (difficilmente realizzabile) stagione, privando così i propri spettatori di alcuni momenti anticipati sin dall’inizio e che avrebbero visto il pieno raggiungimento del loro climax proprio nel season finale: lo scontro con Whitney Frost, per esempio, è uno di quelli. La villain principale di questa stagione si palesa sul campo di battaglia ma lo scontro avuto con Peggy Carter e i suoi alleati è quasi parodistico, clownesco e organizzato parecchio male; a tutto ciò, va anche aggiunta l’aggravante degli effetti speciali utilizzati durante la schermaglia, dimostrazione che i soldi del budget stavano finendo. È anche vero che l’obiettivo della stagione non era la battaglia con la futura Madame Masque ma la chiusura totale del portale verso la dimensione della Forza Oscura però la Frost presentava l’ostacolo da superare per poter completare la missione. Dopo tanti episodi passati a dipingerla addirittura come una versione distorta della Carter, vederla eliminata così crea davvero molta amarezza nello spettatore.
Inoltre, gran parte dell’episodio procede con una lentezza disumana a causa del continuo cianciare dei personaggi e dei troppi dialoghi pregni di nozioni scientifiche. Per carità, discorsi utili ai fini dell’episodio ma dopo un po’ sembrava di assistere ad una lezione di fisica quantistica dell’università, piuttosto che a un telefilm; è vero che alla Marvel c’è anche tanta scienza e fantascienza ma almeno negli episodi precedenti queste nozioni erano fornite a piccole dosi e intervallate da momenti di altro genere, che fossero sparatorie o meno. A peggiorare la situazione, c’è la massiccia e imbarazzante dose di humor di cui tanto ci siamo lamentati in “The Atomic Job“, cosa che ha prodotto scene assolutamente superflue e inutili (lo “scherzone” di Manfredi a Casa Stark, per esempio). Alcune battute sono state davvero carine per via dei tempi comici azzeccati ma una battuta fa ridere quando viene pronunciata al giusto momento. Una battuta senza il giusto tempo comico è solo fuori luogo.
Tuttavia, nonostante il carattere prettamente anti-climatico del season/series finale, c’è qualche lato positivo che vale la pena valorizzare. Per esempio, anche se la dipartita di Whitney Frost è stata ingloriosa, questo ha promosso il personaggio a parte integrante della rogue gallery di Peggy Carter e/o del Marvel Cinematic Universe, classificandosi come preziosa aggiunta alla galleria dei nemici dell’Agente Carter e dei cattivoni di questo universo: bello sapere che qualche villain ritornerà e che non farà una morte da “ciula”, vero Ronan e Calabrone?. In più, durante la risoluzione finale del problema della Zero Matter, tutti i personaggi del cast di supporto di Peggy coinvolti hanno avuto il loro momento di protagonismo in cui si sono resi utili al completamento della missione. Marvel’s Agent Carter non è mai stato un serial dal cast ampio, quindi a maggior ragione si rimane piacevolmente soddisfatti quando i volutamente pochi personaggi disponibili – fra cui si esprime una certa gioia per il ritorno di Dominic Cooper come Howard Stark – uniscono le forze per comportarsi come una vera squadra ben collaudata e funzionante: alcuni di loro, in particolare, dimostrano di essere ben più che affiatati. Stiamo ovviamente parlando di Peggy stessa e Daniel Sousa, i quali finalmente si lasciano andare alla (tanto tirata per le lunghe) effusione amorosa: alleluja per la nota rosa finale dell’episodio che arriva con tanto piacere e stupore quanto il cliffhanger finale.


Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la prima stagione di Marvel’s Agent Carter, come succedeva per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata. 

  1. Quello che abbiamo visto nell’episodio è ufficialmente (e cronologicamente) il primo prototipo della automobile volante dello S.H.I.E.L.D., nei fumetti comparsa per la prima volta su Strange Tales #159 del 1967. Anche questa, nei fumetti, è stato progettata e costruita dalle Stark Industries. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Qualche momento comico azzeccato…
  • Whitney Frost sopravvissuta: in futuro la vedremo come Madame Masque?
  • Tutti i personaggi hanno il loro “time to shine
  • Bacio tra Peggy e Sousa
  • Howard Stark
  • Cliffhanger finale
  • …ma qualcun’altro, invece, decisamente meno
  • Lo scontro con Whitney Frost
  • Season Finale abbastanza anti-climatico
  • Effetti speciali da Nintendo ’64
Avrebbe potuto prendere un voto più alto ma un season finale la cui caratteristica principale è l’anti-climax meritava un voto più contenuto. Questo è infatti dovuto al fatto che “Hollywood Ending” è un finale di stagione dai toni conservatori, in cui gli eventi mostrati sono stati scritti con il freno a mano da sceneggiatori più interessanti a salvare elementi da importare nella terza stagione, più che orchestrare una degna conclusione della seconda. Certo è bello sapere che (se la ABC opterà per un rinnovo) la nuova stagione avrà già una trama, personaggi ed elementi da sviluppare, ma sarebbe stato preferibile concentrarsi più sul presente, che sul futuro.
Il serial solista dell’Agente Peggy Carter finisce qui. Se sia uno stop momentaneo o definitivo ancora non è dato saperlo. Difficilmente con il series low registrato in quest’occasione ci sarà una luce verde da parte della Disney, mai dire mai comunque.

A Little Song And Dance 2×09 2.57 milioni – 0.7 rating
Hollywood Ending 2×10 2.37 milioni – 0.7 rating

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