GLOW 1×09 – The Liberal ChokeholdTEMPO DI LETTURA 4 min

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GLOW ha brillato di luce propria sin dal principio. Niente da dire riguardo la gestione del parco di personaggi, principali o secondari che siano, davvero niente da ridire. Tutti hanno avuto i riflettori puntati addosso in un paio di occasioni, chi più chi meno ovviamente, ma ciascuno ha avuto i propri “5 minuti di celebrità”. Non si può davvero recriminare niente nemmeno nella gestione della trama o nell’alternanza di genere drammatico e comico, visto pressoché in ogni episodio e con il picco più alto riscontrato nella precedente “Maybe It’s All The Disco” durante il dialogo tra Sam e Ruth nella clinica. Ad un episodio dal termine accade però qualcosa di strano, in parte inaspettato ma che prima o poi poteva accadere: GLOW commette il suo primo passo falso.
“The Liberal Chokehold” ricopre un ruolo non facile e vive purtroppo tra il season (si spera non series) finale e quell’ottima puntata chiamata “Maybe It’s All The Disco“, puntata che porta con sé diverse conseguenze che collimano con la necessità di abbassare leggermente il ritmo in vista del canto del cigno. Avere aspettative alte è quindi sbagliato in questo caso ma in generale si sente la mancanza di mordente in diverse scene perché, per quanto possa essere piacevole il party di beneficenza organizzato dalla mamma di Bash, l’unico vero momento degno di nota arriva sullo scoccare del gong finale rivelando un’inaspettata paternità. E anche in maniera inaspettata.

Sam: You are pretty.
I don’t even know if you’re over 18.
But I don’t care.

Justine: I am your daughter!
Sam: Oh shit.
All right.
So, what the fuck do you want? Do you want money? Do you want bone marrow?

Justine: No, I…
Sam: What? Stop fucking looking at me.

Il dialogo qui riportato è, e rimane a posteriori, l’unico ricordo che lo spettatore si porta a casa dalla puntata. Il che è un grosso problema visto e considerato che è posizionato come plot twist finale. In un attimo la vita di Sam Sylvia viene stravolta da una paternità totalmente inaspettata, completamente non voluta e dannatamente mal presentata (parlando dal punto personale del regista, sicuramente non quello dello spettatore). La reazione misogina e sulla difensiva è totalmente in linea con il character, la richiesta di soldi a cui fa riferimento è ovviamente la prima cosa a cui pensa un attore/regista/produttore di Hollywood ma le conseguenze di una reazione del genere però sono altrettanto facilmente intuibili.
Ecco quindi che ai vari problemi insiti nella produzione GLOW si aggiunge un ulteriore dramma personale che va a colpire un’altra protagonista ed il regista stesso. Premesso che la sensazione di un lieto fine era, è e rimane nell’aria anche dopo la conclusione della puntata, non si può non notare una certa concatenazione degli eventi che vede un susseguirsi di problemi nel momento in cui i precedenti vengono risolti. Esattamente come in una staffetta di atletica in cui i runner si passano il testimone, anche in GLOW i “problemi” si susseguono non appena si trova una soluzione: prima il taglio dei fondi per il progetto, poi la ricerca di una location dove girare il tutto, infine la paternità di Sylvia. Liz Flahive e Carly Mensch, le due creatrici e showrunner della serie, optano per una struttura narrativa che è ormai diventata prevedibile nella sua evoluzione pur preservando quell’alone di bonario ottimismo che mantiene la serie patinata come dovrebbe essere. Il lato drama non sovrasta mai quello comedy ed è esattamente il motivo per cui si percepisce quell’ottimismo di fondo che fa sentire il pubblico sicuro di un happy ending finale. Con tutte le controindicazioni del caso.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Plot twist: Sam è papà
  • Monologhi sul crack delle wrestler al party
  • Back To The Future
  • Generale situazione di attendismo
  • 90% della puntata senza mordente
“The Liberal Chokehold” volutamente non vuole lasciare un segno nella storia di GLOW. O forse non può perché di occasioni alla fine ce ne sono ma Flahive e Mensch scelgono di rispettare i canoni degli anni ’80 e lasciare al season finale il compito di portare a compimento la trama orizzontale. La 1×09 allora diventa una prefazione, un riscaldamento, un’esercitazione, ma anche un’occasione sprecata per fare di più.
Maybe It’s All The Disco 1×08 ND milioni – ND rating
The Liberal Chokehold 1×09 ND milioni – ND rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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