12 Monkeys 1×01 – SplinterTEMPO DI LETTURA 3 min

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Quando si cerca di trasporre sul piccolo schermo un’opera cinematografica come “L’esercito Delle 12 Scimmie”, è inevitabile che non si possa mirare ad eguagliarla, né tantomeno a superarla. Se poi si decide di azzardare un paragone tra comparti, in primis recitativo ma anche autoriale, il risultato non può essere che uno schiacciante 2-0 per i padroni di casa. La serialità televisiva ha dimostrato che un remake non è sempre sinonimo di scarsa qualità, Fargo su tutti ne è la prova inconfutabile, ma è altresì vero che nel caso del rifacimento del capolavoro firmato Joel ed Ethan Coen, come direbbe un celebre anziano fondatore di parchi a tema dalle scarse misure di sicurezza, non si è certo badato a spese in fatto di attori e autori.
La prova di Aaron Stanford (reso celebre, una decina di chili anni fa, grazie al ruolo di Pyro nella saga cinematografica X-Men) nei panni di James Cole non colpisce per la sua incisività, ancora meno se paragonata alla presenza mastodontica di Bruce Willis, protagonista nella pellicola di Terry Gilliam, datata 1995 e già ai tempi remake del cortometraggio francese “La Jetée“. Se poi si pensa che Joeffrey Goines (all’epoca un giovanissimo Brad Pitt) qui diventa Jennifer, allora appare subito chiaro il tentativo degli autori di staccarsi dall’originale alla ricerca di un’identità nuova da assegnare allo show. Contestabile la scelta di allontanarsi dallo stile del regista britannico, uno degli elementi che contribuì al successo del film, probabilmente accantonato per questioni di budget, ma soprattutto per la difficoltà nel mantenere uno stile di regia univoco all’interno di uno show nel quale la direzione viene, per forza di cose, alternata fra più registi.
Preso coscienza dell’evidente gap qualitativo tra le due opere, sarebbe comunque ingiusto additare 12 Monkeys come un totale fallimento. L’idea alla base del telefilm è certamente accattivante e i quaranta minuti dell’episodio forniscono il giusto mix di azione e mistero, coinvolgendo lo spettatore e mettendolo di fronte ad una serie di interrogativi che, se sviluppati adeguatamente, potranno sicuramente garantire una certa vivacità allo show. Bisogna inoltre tenere conto che SyFy, come suggerisce il nome, è un canale dedicato alla fantascienza, ed è dunque difficile che il pubblico di riferimento si sia fatto scappare la pellicola di Gilliam, così da evitare l’inevitabile paragone. Si tratta dunque di una partenza in salita, e questo gli autori sicuramente l’avranno messo in conto. Quello che il pilot ha messo in chiaro fin da subito è la mancanza di paura per quanto concerne la gestione dei viaggi temporali, e quindi dei relativi paradossi che ne conseguono. Un coraggio da non sottovalutare. Il minimo errore e si rischia di finire come Misfits, o ancor peggio come Terra Nova, due esempi di come il viaggio nel tempo debba essere usato con estrema cautela, se non si vuole correre il rischio di essere cancellati. Dal network, non dalla propria linea temporale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Storia accattivante
  • Uso sapiente del salto temporale
  • Ritmo incalzante e un sacco di azione
  • Netta (e inevitabile) differenza qualitativa tra serie tv e prodotto originale
  • Aaron Stanford poco incisivo nel ruolo di James Cole

 

Dimenticandoci per un secondo dell’opera madre, “Splinter” si guadagna la sufficienza a mani basse, mostrandoci una storia originale, tanta azione e un mucchio di interrogativi a cui gli autori si dovranno affidare per mantenere alto l’interesse nello spettatore. Il pilota ha fatto il suo lavoro, adesso la vera sfida è compiere un salto fuori dall’anonimato in cui la serie rischia di sprofondare, minacciata dall’imponenza del suo predecessore e dalla montagna di aspettative che essa porta con sé.

 

Splinter 1×01 1.35 milioni – 0.4 rating

 

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