Mr. Robot 1×04 – Eps1.3_da3m0ns.mp4TEMPO DI LETTURA 5 min

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Daemons: they don’t stop working.
They’re always active.
They seduce.
They manipulate.
They own us.
And even though you’re with me, even though I created you, it makes no difference. We all must deal with them alone.
The best we can hope for… the only silver lining in all of this… is that when we break through, we find a few familiar faces waiting on the other side.

Come si evince sia dal nome del file della puntata, sia dall’inciso qui riportato, i “Daemons” sono l’argomento portante della puntata. Tutti ne hanno almeno uno, Elliot in questo momento sta affrontando quello della droga, non l’unico nella sua vita ma al momento quello con l’impatto più diretto.
Bisogna dare atto a Esmail e soci che il coraggio alla loro serie di certo non manca. Non manca per diverse ragioni ma, almeno per quanto riguarda “Eps1.3_da3m0ns.mp4”, il merito va dato all’audacia con la quale decidono di giocarsi un’intera puntata con un trip onirico difficilmente discernibile. Non una pazzia ma semplicemente una scelta dannatamente coraggiosa sia per la serie che per il canale in cui viene trasmessa. Scelte del genere sono raramente scorgibili nel panorama telefilmico e, se ci sono, di certo non vengono realizzate durante la prima stagione, il tutto per non “cagare fuori dal vaso”. Realizzare qualcosa di non meramente canonico è un’arma a doppio taglio che può finire bene ma anche estremamente male, ad una prima e ad una seconda visione della puntata possiamo dire che è finita decisamente bene e la cosa innalza ulteriormente il collocamento di Mr. Robot distanziandolo dalle “serie comuni”.
Molti ricorderanno come “Fly” di Breaking Bad sia assurto agli onori delle cronache per la capacità di focalizzare un intero episodio sull’uccisione di una mosca, escamotage utile sia per ritornare nei limiti del budget imposti dalla AMC (e all’epoca ampiamente sforati dalla produzione), sia per fare il punto della situazione nel difficile rapporto tra Jesse Pinkman e Walter White. “Eps1.3_da3m0ns.mp4”, pur non arrivando ai livelli di razionalità di “Fly”, mira a razionalizzare a modo suo l’universo narrativo propostoci da Elliot, il tutto dopo un inizio difficile sia per il protagonista che per gli spettatori e le tante domande nate in soli 3 episodi. Difficile per via della distanza e dei modi con cui Sam Esmail ha deciso di impostare il suo gioiellino, non tanto per la difficoltà nel narrare il plot.
È un quarto episodio particolare, meramente introspettivo e volto a chiarire tutte le turbe ed i demoni che si celano nel subconscio complesso di Elliot, un quarto episodio doveroso in un certo senso, in quanto agevola la presa di coscienza dello spettatore ma, tuttavia, non richiesto e questo è sicuramente un punto a suo favore. Una serie, stagione dopo stagione, ha il compito di prendere lo spettatore e portarlo in viaggio dal punto A (premiere) al punto B (season finale) accompagnandolo durante un percorso di maturazione indiretta dei personaggi. Prendendo di base questa definizione, per Mr. Robot si è optato per una continua “discussione” con il pubblico, rendendolo parte dello show tramite la distruzione formale della 4° parete. È un escamotage intrigante e complesso al tempo stesso perché, ammettendo un’insanità mentale del protagonista sin dal principio, per arrivare al raggiungimento di un percorso di crescita si necessita dell’uso del subconscio dello stesso, subconscio che si manifesta dando linee guida in ogni puntata tramite la figura di Mr. Robot, ormai quasi certamente non reale. Per compiere coscientemente questo progresso narrativo il cui fine ultimo è la distruzione della Evil Corp, l’utilizzo del trip è uno step fondamentale perché pone ben in evidenza tutti gli elementi cardine della vita di Elliot: Angela, Mr. Robot e, non ultimo, Qwerty (“There’s really only one thing you can do for a brother in a fishbowl. Move him to a goddamn window!“).
La disconnessione degli eventi che caratterizza il trip è piuttosto normale ed accettabile, in fin dei conti il subconscio non è un luogo chiaro per definizione, va invece apprezzata la modalità con la quale Esmail mette insieme dei pezzi del puzzle che fungeranno da base per le restanti 6 puntate. La sconfitta dei propri demoni è solo uno step per arrivare al compimento del piano iniziale, oltre a questo viene reso nero su bianco il bisogno di identificare il mostro, un bisogno insito ed esplicitato dal subconscio ripetutamente. I cambi di scena all’interno dello stesso trip, oltre ad essere voluti per non dipanare completamente il mistero, sono espliciti blocchi di coscienza imposti da Elliot che non è ancora pronto ad affrontarli: la casa che all’improvviso sparisce e viene sostituita da un foglio con scritto “Error 404 Not Found” e la discussione con Angela nella sede della Fsociety sono solo alcuni esempi. Mr. Robot è una creazione del subconscio di Elliot che serve a identificare il mostro, serve a trovare una serratura entro cui inserire la chiave, serve a sconfiggere il suo demone.
Non è che tutto all’improvviso diventi più chiaro, semmai in parte si offusca ulteriormente, ma guardando al complesso “Eps1.3_da3m0ns.mp4” è la massima rappresentazione di Mr. Robot come serie: complessa, non per tutti, onirica e falsa. Non si può credere a tutto ciò che si vede ma non tanto perché sia irreale o fasullo quanto piuttosto perché noi stessi, come pubblico e come amici immaginari di Elliot, non siamo pronti ad affrontarlo. Dobbiamo affrontare i nostri demoni per capirlo.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • There’s really only one thing you can do for a brother in a fishbowl. Move him to a goddamn window!
  • Il trip, in generale, dannatamente ben fatto
  • L’unico momento in cui una 3° persona parla a Mr. Robot è durante il trip, il che la dice lunga sulla veridicità del personaggio
  • “Error 404 Not Found”
  • La parte riguardante Trenton e Darlene è trattata malamente e non rende bene il rapporto che intercorre con il gruppo di hacker cinese The Dark Army
Non si può non apprezzare l’episodio sia per l’audacia con il quale ci è stato propinato, sia per la sua fattura. L’enorme mole di dati (non zippati) che dobbiamo immagazzinare è l’unico lato negativo della puntata, un lato che poteva essere spiegato meglio soprattutto perché la parte che lo riguarda è l’unica reale. Tuttavia, considerate le difficoltà visive nel trasporre uno script del genere, ci sentiamo di premiare l’episodio proprio per il carisma e l’arroganza con cui si presenta.
Eps1.2_d3bug.mkv 1×03 1.60 milioni – 0.6 rating
Eps1.3_da3m0ns.mp4 1×04 1.27 milioni – 0.4 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

2 Comments

  1. Dannazione. Ora sarò costretta a riguardare gli episodi precedenti, alla luce (?) della "vera" identità di Mr. Robot. Non mi era proprio venuto il sospetto. Sono una spettatrice troppo passiva?

  2. No non sei passiva ma datti tempo, arriva al season finale e poi valuta se riguardarlo tutto ora o se aspettare Giugno per fare un re-watch prima della 2° stagione…

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