Mercy Street 1×01 – The New NurseTEMPO DI LETTURA 5 min

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La rete televisiva PBS, famosa per presentare prodotti seriali del Regno Unito al pubblico americano (Doctor Who, Downtown Abbey) produce Mercy Street, dramma storico diviso in sei episodi ideati da Lisa Q. Wolfinger (Yankee Jungle), David Zabel (E.R.) e dall’altisonante presenza del regista inglese Ridley Scott.
La serie è ambientata durante uno dei periodi più turbolenti della storia statunitense, la Guerra Civile, e segue le vicende di due infermiere volontarie: l’abolizionista del New England Mary Phinney (Mary Elizabeth Winstead) ed Emma Green (Hannah James), a favore delle truppe confederate.
Per rendere tutto più accurato e credibile, gli sceneggiatori hanno collaborato a stretto contatto con esperti dell’epoca, avvalendosi anche di lettere e ritrovamenti di chi ha vissuto quel momento storico.
Il pilot introduce allo spettatore circostanze culturali, sociali, politiche del tempo e almeno per il momento gli addetti ai lavori mostrano di voler restare fedeli ai meccanismi del genere storico, curando molto bene i costumi e raccontando la vicenda con toni che ricordano a tratti il melodramma.
“The New Nurse” pur risultando accattivante e accurato nella fotografia, nei costumi e nella ricostruzione, non approfondisce molto i personaggi e le vicende, ma è plausibile che questo accada nei prossimi episodi, visto anche la quantità di avvenimenti storici e non che si possono sfruttare a favor di trama.
Ci viene presentata Mary che, dopo la morte del barone suo marito, decide di ascoltare la propria vocazione e si arruola come infermiera; è chiaro fin da subito come tale ruolo sia considerato molto importante. “We are instruments of mercy and order” questo viene spiegato a Mary, come riassunto di quello che lei come infermiera dovrà rappresentare, non solo nel proprio lavoro ma anche eticamente e moralmente. Mary è una donna volitiva e indipendente che crede in determinati ideali e non accetta che la condizione femminile non sia considerata al pari di quella maschile. Questo lo si denota già durante lo scambio di opinioni con Miss Dix sulla schiavitù e sul dovere morale che ognuno ha, uomini e donne, nell’ eliminare questa brutalità.
Le sue idee la condurranno all’ ospedale di Alexandria, ex hotel convertito in struttura sanitaria in cui le truppe nordiste si sono da poco trasferite; Mary diventerà la nuova infermiera Capo e dovrà rapportarsi a colleghi ostili, medici militari che non amano essere contraddetti o aiutati da un proprio sottoposto, ancor di più se di sesso femminile e con convinzioni come le sue.
Dall’altra parte invece c’è Emma, ragazza sudista di buona famiglia, figlia dei proprietari dell’hotel dove si è stabilito l’ospedale. Indignata dalla presenza degli invasori chiamati volgarmente yankee, è una figura opposta rispetto a Mary. Ricca e viziata, non sopporta che lo status quo a cui è abituata stia irrimediabilmente cambiando.
Ciò che accomuna le due donne è la determinazione a perseguire i propri intenti e le convinzioni a cui sono aggrappate, come l’orgoglio tipicamente sudista di Emma. Sarà interessante vederle accettare compromessi, combattere per le proprie posizioni, esplorare la loro vita personale, seguire la loro crescita emotiva all’interno degli avvenimenti che accadono intorno a loro.
Uno dei volti noti della serie è quello del Dr. Foster, interpretato da Josh Radnor (che tutti ricorderanno per questo), abolizionista convinto che mostra l’ipocrisia che si cela anche dietro a chi difende delle idee più civili e liberali di quelle esistenti. Foster prima si rifiuta di curare un soldato dell’opposizione, Tom (il talentuoso Dominic Monaghan), ma, complice il battibecco tra lui ed Emma, si avvicina al ragazzo. La figura di Foster è tra le più interessanti perché le motivazioni che stanno dietro alle sue scelte etiche e ai suoi comportamenti risultano chiare da un lato ma ancora misteriose dall’altro, creando curiosità e attesa intorno a lui, anche se probabilmente sarà coinvolto in un intreccio amoroso.
Il pilot mette sul piatto molti personaggi diversi tra loro che per un motivo o per l’altro sicuramente si scontreranno; la nota dolente, ma non è detto che resti tale, riguarda alcuni character un po’ stereotipati. C’è il medico dal passato oscuro, la ragazza che vuole cambiare vita, chi deve dimostrare tutto e chi nulla; per alcuni già si intuisce uno sviluppo eventuale e il rischio di cadere nel facile melodramma è presente. Sarà quindi importante per la riuscita della storia sviluppare le tematiche che quel periodo offre, le tensioni che si evincono tra schiavi e bianchi, tra Nord e Sud, combattere strenuamente per un giusto ideale senza ipocrisie mettendo al di sopra l’essere umano, non guardando al colore della pelle o all’appartenenza ad una fazione. Sono questi gli argomenti più succulenti e che possono fare la differenza trasformando Mercy Street in un prodotto diverso da altri dello stesso genere, allargando in modo più crudo e realistico un certo tipo di approfondimento, senza scadere eccessivamente nel mélo.
Con “The New Nurse” la serie dimostra di saper intrattenere il suo pubblico, giocandosi al meglio le sue carte e avvalendosi di un cast di buon livello: resta soltanto da capire che tipo di piega prenderanno gli eventi e se riuscirà ad attrarre non solo gli amanti di queste storie ma anche un pubblico più vasto.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Mary ed Emma: due donne diverse ma ugualmente interessanti
  • Ricostruzione fotografica e storica del periodo
  • Cast di buon livello
  • Personaggi interessanti 
  • Tematiche accattivanti 
  • Personaggi al momento non troppo approfonditi e alcuni stereotipati
  • Pericolo di caduta nel melodramma se i temi non verranno ben sviluppati

“Mercy Street” si presenta al mondo seriale con un buon pilot, abbastanza solido, che promette bene: al momento viene promosso ma se non si è amanti del genere storico-melodrammatico potrebbe non essere il prodotto giusto. Ha delle potenzialità ma se saranno espresse o meno sarà il tempo a dirlo.

The New Nurse 1×01 3.3 milioni –  2.2 rating

Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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