Outcast 1×02 – (I Remember) When She Loved MeTEMPO DI LETTURA 4 min

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Continua la storia di Kyle Barnes (interpretato dall’ottimo Patrick Fugit) e della sua ricerca della verità contro il Male che ha causato parecchi danni a lui e alla sua famiglia.
Dopo il primo episodio la storia aveva due possibilità: continuare con altri casi di esorcismo e relative indagini su di esso, magari scoprendo nuovi “superpoteri” di Kyle, oppure proseguire da dove c’eravamo lasciati e approfondire le conseguenze del ritorno di Kyle in città.
L’autore dell’episodio, Jeff Vlaming, sempre supervisionato da Kirkman, sceglie di proseguire con una narrazione orizzontale facendoci vedere i giorni immediatamente successivi al ritorno in città del “Reietto” (questa la traduzione di “Outcast”) e aprendo l’episodio con nuovi particolari riguardo la possessione della madre di Kyle da cui tutto ha avuto origine.
Questo meccanismo fa sì che la puntata in questione risulti un proseguimento del pilota, quasi un “pilota parte 2 ” e potrebbe sembrare un semplice raccordo con quanto visto nella scorsa puntata visto che il cliffhanger finale lascia intendere nuovi sviluppi nella trama. È una scelta che quindi non esclude a priori nuove soluzioni per trame sempre diverse, come ci auguriamo e auspichiamo, per non rischiare di appesantire la narrazione con elementi non necessari che causano rallentamenti evitabili e rischiano di lasciare lo spettatore in uno stato di attesa troppo prolungato per gli sviluppi della trama.
Per il resto, la puntata si dimostra ben costruita e perfettamente in linea con la prima. Scena per scena è possibile notare come l’autore e il regista abbiano costruito un buon meccanismo narrativo che alterna momenti di distensione a momenti di pura suspense, fondamentali per una serie horror.
Il cambio di fotografia, l’interpretazione degli attori, le location, le musiche (in particolare quelle infantili che si susseguono incessanti e martellanti per tutto il tempo) seguono pedissequamente la lezione del maestro Alfred Hitchock con tutti gli stilemi e i cliché del genere come meglio non si poteva fare. Peccato solo per la scena in CGI dell’entità malvagia che cerca di strozzare Kyle-bambino, realizzata con una CGI molto approssimativa che la fa assomigliare più a un cartone animato che a una serie horror, togliendo buona parte dell’effetto horrorifico che aveva avuto fino a quel momento la storia.
Bisogna sottolineare che chi recensisce non ha letto il fumetto omonimo di Robert Kirkman, per cui non è possibile dire con precisione quanta fedeltà sia riportata nella serie televisiva (anche se il fatto che lo stesso Kirkman sia il burattinaio che tira le fila dietro le quinte lascia intendere che il suo imprinting sia presente nell’opera) ma certamente abbiamo una serie di stilemi di riferimento al genere horror americano a cui siamo da sempre abituati. La serie, infatti, altro non è che l’ennesimo pretesto per parlare del Male esterno che colpisce una tranquilla comunità (che sia un’epidemia portata da un virus sconosciuto, un’invasione aliena o una serie di possessioni demoniache di qualsiasi tipo) a cui siamo abituati da Twin Peaks in poi. E proprio da Twin Peaks arriva una delle migliori caratteriste presenti in questa serie, Grace Zabriskie, stavolta nei panni di una parrocchiana del reverendo Anderson, alquanto acida nei confronti di Kyle. Presente in una delle poche scene inutili della serie, quella del “the con i pasticcini con Don Matteo il reverendo dopo la messa”, riesce comunque ad emergere come presenza scenica e interpretazione. Allo stesso tempo uno dei personaggi secondari dello scorso episodio: il maresciallo Cecchini l’agente Giles, che era stato lasciato in ombra, in questo episodio ha un ruolo centrale per lo sviluppo delle indagini ed è protagonista della scena dei procioni crocifissi, di forte impatto visivo, che lascia intendere ulteriori sbocchi all’interno della trama.
Conclude la carrellata di personaggi interessanti il misterioso individuo che compare nel cliffhanger finale (interpretato da Brent Spiner, il Data di Star Trek: The Next Generation) che è poi il vero motivo per continuare a seguire l’episodio fino alla fine sebbene, per la maggior parte del tempo non succeda di fatto nulla di nuovo, motivo per cui diamo solo un Save alla puntata come prosecuzione di quella precedente, ma confidiamo nel fatto che dalla prossima ci saranno nuove rivelazioni e un ulteriore sviluppo della storia.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Interpretazione di Patrick Fugit
  • Grace Zabriskie
  • Scene di suspense
  • Musiche inquietanti di sottofondo
  • CGI pessima
  • Scena del the con i pasticcini dopo la messa

 

La seconda puntata di Outcast riprende seguendo la trama orizzontale lasciata aperta dal pilot con nuove informazioni riguardanti il passato di Kyle e la possessione della madre e fa entrare in scena un personaggio misterioso che (quasi sicuramente) avrà un ruolo fondamentale nelle prossime stagioni.

 

A Darkness Surrounds Him 1×01 0.15 milioni – 0.1 rating
(I Remember) When She Loved Me 1×02 0.19 milioni – 0.1 rating

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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