Mr. Robot 2×12 – Eps2.9_pyth0n-pt2.p7zTEMPO DI LETTURA 6 min

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This is just another of Mr. Robot’s mind tricks.
He won’t. 
He can’t. 
He doesn’t exist. 
I’m the only one that exists.
It’s time to finally take back control. Real control.

È sulle note di Kraftwerk – The Hall Of Mirrors (2009 Digital Remaster) che sono inaugurati gli ultimi 45 minuti di questa stagione e l’intro tecnologico che riporta subito alla mente i videogiochi arcade degli anni ’90 non può che essere la soundtrack perfetta per sposarsi con tutto ciò che Mr. Robot è e racconta.
Eps2.9_phyt0n-pt1.p7z” e “Eps2.9_pyth0n-pt2.p7z”, al contrario della doppia premiere “Eps2.0_unm4sk-pt1.tc” e “Eps2.0_unm4sk-pt2.tc“, in comune hanno solo il nome e niente più. Sam Esmail, autore e regista di tutti e quattro gli episodi, ha sottotitolato i primi due come “Part 1” e “Part 2” (ed effettivamente erano collegati tra loro anche dalla presenza di apposite schermate volte a sottolinearne la continuità narrativa), mentre per questi ultimi, a parte la presenza nel titolo di pt1 e pt2, non c’è davvero alcun legame diretto in termini di trama, anzi. Al termine della visione si potrebbe quasi pensare che la sceneggiatura delle due puntate sia stata scritta da mani diverse.
La cripticità della scorsa puntata, coadiuvata da una regia ed un focus non indifferente audace e subdolo su Angela e Whiterose, è totalmente estranea alla pragmaticità di “Eps2.9_pyth0n-pt2.p7z”. Lo shock prodotto dall’apparizione di Tyrell è qui oggettivato dalla sua presenza ed interazione, una presenza costante, coerente e, soprattutto, utile a dare alcune certezze al mare di domande create finora. Il toto-morte di Wellick è sempre stato molto più di una semplice domanda, si è infatti trasformata in un’ossessione a cui sia il pubblico che Elliot pretendevano una risposta sin dallo scorso season finale e che è arrivata: Tyrell è vivo; Tyrell è un essere umano; Tyrell non è un’altra persona immaginaria frutto della mente di Elliot.
Se il dubbio, insinuatosi subdolamente sotto la nostra pelle nel corso dei 21 episodi precedenti, si è mantenuto vivo e vivido a causa della percezione errata della realtà da parte di Elliot, è però dalla sede dell’F.B.I. che arriva la certezza che Tyrell Wellick sia reale e non frutto dell’immaginazione di Elliot. La foto segnaletica messa al centro della lavagna è l’ultima, e più importante, prova presentata per confutare ogni tesi creatasi nei forum. Tra le poche certezze che Esmail ci ha permesso di raggiungere col tempo, l’esistenza di un modus operandi univoco che permetta di discernere verità da finzione irrealtà è probabilmente la più importante: la presenza o meno di Elliot nella scena è la discriminante essenziale. Condividendo la sua visione soggettiva del mondo, la sua assenza implica automaticamente la mancanza di dubbio e l’autenticità della narrazione dei fatti per come sono effettivamente.

It’s one thing to question your mind. It’s another to question your eyes and ears. But then again, isn’t it all the same, our senses just mediocre inputs for our brain? 
Sure, we rely on them, trust they accurately portray the real world around us, but what if the haunting truth is, they can’t? 
That what we perceive isn’t the real world at all but just our mind’s best guess? 
That all we really have is a garbled reality, a fuzzy picture we will never truly make out.

Esmail ha impostato Mr. Robot in modo da poter far vivere allo spettatore la storia in prima persona, creando un legame univoco tra Elliot ed il pubblico che, tramite i suoi occhi, i suoi pensieri e le sue orecchie, vive direttamente tutto ciò che lo riguarda. Se è vero che Elliot stesso ci ha mentito per circa metà stagione nascondendo il fatto di essere in prigione, è altresì vero che lo stesso Elliot ha stretto un patto vincolante con il suo “friend” in cui si impone di non mentire più: se Mr. Robot inganna la mente di Elliot, allo stesso modo anche lo spettatore non discerne ciò che è reale da ciò che non lo è e tutto deve essere quindi rimesso in discussione.

Questo season finale non vuole essere messo a paragone con quello della 1° stagione, non ne ha interesse perché, esattamente come il suo predecessore, ricopre il ruolo di chiusura di un capitolo narrativo e, come tale, è realizzato. L’anno scorso l’obiettivo primario era la distruzione della Evil Corp, quest’anno lo scopo era di proseguire il piano per accompagnare il mondo verso il “next level” attraverso la famigerata e misconosciuta Phase 2. La realtà dei fatti è però un’altra, ovvero che per arrivare all’attuazione della Phase 2 c’era bisogno di capire la nuova realtà e, catarticamente, arrivarci superando gli ostacoli posti lungo il percorso: Elliot si è rivelato essere l’ostacolo per eccellenza, un ostacolo che ora è stato eliminato.

La potenza narrativa di “Eps2.9_pyth0n-pt2.p7z” non è immediata ma è più post-datata: Tyrell che spara ad Elliot, Angela che riceve la chiamata programmata di Tyrell, l’FBI che in realtà attua “The Python Approach” e l’ennesima vittoria di Mr. Robot manifestata dalla sua visione alternata sono tutto ciò su cui si dovrà riflettere per il prossimo futuro. Per l’ennesima volta ci si ritrova ad essere spettatori di una storia che sembra di non aver mai visto perché tutte le carte in tavola sono cambiate nuovamente, spaesando e sorprendendo chiunque, tanto da poterlo chiamare “The Esmail Approach”.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Novità narrative che sconvolgono tutte le aspettative degli spettatori e dei personaggi principali
  • Tutte le sequenze coinvolgenti Elliot e Tyrell
  • La rivelazione riguardo la pistola
  • Il cliffhanger
  • Il cliffhanger dopo il cliffhanger i titoli di coda
  • Elementi narrativi che mantengono una co-dipendenza con le aspettative del pubblico?
  • La necessità di riguardare tutto quanto con il senno di poi

 

Mr. Robot ha un’enorme virtù, probabilmente anche sua grandissima pecca. Non si capisce una mazza. Impone allo spettatore di ripensare a tutto ciò cui ha assistito. E andrebbe bene, se non fosse che la dimensione seriale di Mr. Robot, scandita in settimane (non più formula così scontata), potrebbe indurre a cali di tensione e attenzione. Figuriamoci quello che può accadere dopo un annetto scarso, prima della successiva stagione, con la nostra attenzione deviata da molteplici altri stimoli seriali.
“Eps2.9_pyth0n-pt2.p7z” si pone a porta bandiera di questa caratteristica, con il suo scombinare le carte, come simbolo di una stagione intera che ci ha fatto dire tra noi “forse occorreva un rewatch”/”forse occorrerà un rewatch”.
Di nuovo: questo è un elemento unicamente virtuoso o un’arma a doppio taglio?

 

Eps2.9_phyt0n-pt1.p7z 2×11 0.68 milioni – 0.3 rating
Eps2.9_pyth0n-pt2.p7z 2×12 0.85 milioni – 0.4 rating

 

 

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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