StartUp 1×01 – Seed MoneyTEMPO DI LETTURA 5 min

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La potenza narrativa scaturita dalla presenza di diversi character apparentemente disgiunti tra loro per stato sociale, lavoro ed interessi che vivono in parallelo le loro vite è enorme. La cinematografia, così come il piccolo schermo, si è espressa in lungo ed in largo giocando sempre di più su questo modo di raccontare una storia. L’interesse iniziale scaturito da questo agglomerato apparentemente non coeso è molto forte, questo perché, implicitamente, il pubblico è a conoscenza di un loro incontro futuro o nel breve o nel lungo periodo ed è quindi da questa informazione onnisciente data allo spettatore che lo sceneggiatore imposta il suo lavoro. Personaggi che nella loro vita non hanno mai avuto a che fare tra di loro sono predestinati ad incrociarsi, a relazionarsi vicendevolmente per cause o situazioni che rappresentano esse stesse il motore della storia. Non è infatti nuova la tecnica di sviluppare un intero pilot, se non addirittura più episodi, giocando con queste vite parallele che, all’improvviso, cominciano lentamente a cambiare direzione fino ad intersecarsi, a incontrarsi per la prima volta per poi convergere e collassare tra loro.
“Seed Money” può essere descritto in questo modo.

PayPal is an online payment system. It works with whatever currency you put in it. Gencoin is a currency in and of itself. It runs off a complex algorithm. It took me almost seven years to develop. It predicts, it adjusts and adapts to foreign markets and political shifts in order to remain stable. 
[…] Bitcoin? It’s a cute idea. I mean, its code is open source. True democratization of money. Which makes it susceptible to third party interference and ultimately corruption. Here’s what’s up, folks always saying that money corrupts people. But what everyone fails to recognize is that people corrupt money. 
Gencoin can put an end to that. It offers more stability, security and anonymity than any digital currency out there.

I 4 character intorno cui ruotano le vicende di StartUp sono figure estremamente diverse tra loro, alcune si sono scontrate per la prima volta nel corso di questa series premiere, altre sicuramente si incroceranno nell’arco dei restanti 9 episodi prodotti e già distribuiti da Crackle.
Il personaggio interpretato da Martin Freeman, l’agente FBI Phil Rask, è sicuramente quello più altisonante, se non altro per la caratura e la valenza che l’attore porta con sé in ogni apparizione del piccolo (Sherlock, Fargo) o grande (Il Signore Degli Anelli) schermo; ad accompagnarlo incrociarlo nella serie c’è Adam Brody (indimenticato ed indimenticabile Seth Cohen di The O.C. qui anche nella veste di produttore) che ricopre il ruolo di Nick Talman, un giovane e tranquillo finanziere che, al termine del pilot, sarà anche l’unico ad aver incontrato tutti i protagonisti. I personaggi di Nick e Phil, vuoi per il minutaggio dedicatogli, vuoi per questioni legate alla trama, vuoi perché i due attori sono i più famosi del cast, si ergono fin da subito a main character della serie, fulcri del plot e perni intorno a cui girano tutti gli altri personaggi. E la cosa, almeno per quanto visto sinora, sembra funzionare bene.
A “supporto”, anche se in realtà sono gli altri due protagonisti, ci sono Edi Gathegi (The Blacklist) e Otmara Marrero: il primo come capo di una gang di haitiani che ha investito e “smarrito” diversi milioni affidandoli al padre di Nick; la seconda come ideatrice di una nuova moneta virtuale, Gencoin, che ha bisogno di finanziamenti per essere creata. Come si diceva: tutti vivono vite completamente diverse e parallele tra loro ma tutti stanno per incrociarsi. Insistiamo su questo concetto dell’incontro perché è la metodologia scelta da Ben Ketai per presentare la sua creatura.
Per essere una series premiere, “Seed Money” purtroppo soffre di una necessaria (ma giustificata) tempistica di presentazione di trama e personaggi proprio a causa della loro differente “origine”, una lentezza narrativa che non aiuta moltissimo per niente il primo approccio allo show, così come non agevola l’empatizzazione istantanea con il pubblico o l’interesse a proseguire la visione.
Phil Rask è totalmente detestabile, apprezzabilissimo nel ruolo di agente FBI corrotto ma, proprio per questo, totalmente avulso da ogni possibile empatia; Izzy Morales è tratteggiata in maniera fredda e poco incisiva anche a causa del poco spazio dedicatogli; Ronald Dacey invece, con la sua parlata pacata ed un comportamento da gangster che sa come trattare le persone, riesce fin da subito a guadagnarsi gli onori della cronaca anche per merito dell’interpretazione di Gathegi che, chi segue The Blacklist, ha già potuto ammirare in azione; Nick Talman infine ricorda fin troppo Seth Cohen in versione adulta per timidezza e movenze, probabilmente caratteristiche proprio di Adam Brody che mette in ogni suo personaggio, ma proprio per questo motivo si fa apprezzare.
L’intreccio casuale, in cui i 4 stanno per infilarsi, gira tutto intorno ai Gencoin e ad i soldi con cui si vuole creare il progetto, soldi rubati dal padre di Nick alla gang di Ronald, soldi che però Phil Rask pretende e sente già suoi. Il potenziale latente della serie si può già pregustare, garantito da una sorta di alleanza coatta a cui tutti dovranno sottostare nel bene o nel male, o almeno è questo quello a cui Ben Ketai sembra voler puntare. Nonostante la generale lentezza, il cliffhanger finale permette alla serie di guadagnarsi una “puntata bonus” per convincere ulteriormente delle sue caratteristiche.
Una seconda chance non si nega a nessuno.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Vite parallele che si intrecciano
  • Plot interessante
  • Lentezza generale
La sensazione è che “Seed Money” sia solo una prefazione inespressa delle vere potenzialità della serie. Nel dubbio una visione fugace non ve la sconsigliamo.
Seed Money 1×01 ND milioni – ND rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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