Mars 1×02 – GroundedTEMPO DI LETTURA 3 min

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Come è stato ben mostrato durante la series premiere “Novo Mundo“, l’alternanza di scene delle due timeline (2016 e 2033) è la chiave attraverso cui Mars vuole continuare ad esprimere sè stesso.
Il lato meramente documentaristico di Mars è fonte di un’infinità di lati positivi per lo show e, soprattutto, non tradisce la sua natura ed il canale di appartenenza. In un certo senso, ciò che accade nel 2033 è quasi meno interessante di quanto viene raccontato nel 2016 durante i filmati veri e durante le interviste a tutte le persone interessate dal e nello sbarco dell’uomo su Marte. Si perché il succo di Mars non è tanto racchiuso nella trama in sé, quanto piuttosto da tutte le difficoltà che un evento del genere si porta appresso.

The trip to Mars is a long trip, seven months, and so we have to understand, what does it mean for an astronaut to be in orbit for that amount of time. 
Pretty much any system in the body you can think of is affected from space flight. The cardiovascular system is affected, the muscular system is affected. The immune system is affected. Lots of things can go wrong the longer you’ll spend in space.
Frankly we don’t have very much data about exactly what twelve months is gonna do to Scott’s body.

Uno dei principali vantaggi che derivano dal potersi fregiare della parte documentaristica è quello di non aver bisogno di spiegare alcunché nel 2033 perché tutto ciò che accade nel 2016 è impostato in maniera tale da supplire al gap informativo. Quindi se durante le scene ambientate nel 2033 si dovesse denotare un “lack” di informazioni o di nozioni su come degli astronauti possano fare 16km in 4 ore con -35° o su come possano sopravvivere con -70° sul suolo di Marte solo con la tuta spaziale e con una riserva praticamente infinita di ossigeno, tutto è più o meno spiegato nel 2016 dalle “immagini di repertorio”.
“Grounded” si dimostra un piacevole interludio tra il viaggio verso Marte e la conquista di Marte stesso, un interludio doveroso se non altro per enfatizzare le difficoltà ed il dramma che l’essere umano potrebbe vivere sul pianeta rosso nel caso di sbarco. La parte documentaristica per certi versi si fa più amare della parte recitata perché, essendo solo il 2° episodio su 6 previsti, è prevedibile che gli astronauti si salvino, altrimenti che protagonisti avrebbe lo show per i restanti 4 episodi? Discorso diverso invece va fatto per il 2016 che si può permettere di spaziare in lungo ed in largo, fino quasi a piegare al suo volere la trama.
C’è poi un momento, durante le ultime scene, in cui il Comandante della missione Ben Sawyer, dopo essere stato “milzizzato” e aver subito cure mediche con l’attenzione ed il dettaglio che si potrebbe trovare nel mezzo di una missione in Iraq (quindi poche), si alza, si veste e se ne va a spasso per Marte come se nulla fosse. Ecco, in quel preciso istante la serie aveva due possibilità: virare totalmente verso il fantascientifico mietendo molte vittime tra il proprio pubblico oppure oniricizzare il tutto rivelando nel finale il sogno a cui apparteneva la scena. Fortunatamente, forse anche per merito di Ron Howard, si è optato per la prima opzione e Mars può ancora considerarsi uno show di qualità, nonostante la perdita del suo protagonista dopo 2 episodi, anzi proprio grazie a quella.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Morte del protagonista
  • Lato documentarista
  • Riprese e rese sceniche del Marocco come Marte
  • Prevedibile la salvezza di tutti gli astronauti
  • Per essere una serie, forse il lato documentaristico non dovrebbe prevaricare quello seriale

 

Per il coraggio nel far fuori il protagonista dopo 2 episodi, per la CGI che non è CGI e per il documentario montato ad arte, promuoviamo ancora una volta Mars.
National Geographic lo stai facendo bene.

 

Novo Mundo 1×01 1.41 milioni – 0.3 rating
Grounded 1×02 0.97 milioni – 0.2 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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