Vikings 4×13 – Two JourneysTEMPO DI LETTURA 4 min

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Anche se nel titolo c’è il numero due, in verità, in questa 4×13 di Vikings, i viaggi mostrati sono molti di più. Certo, è chiaro che con l’espressione “Two Journeys”, l’episodio si riferisce ai due viaggi intrapresi fisicamente da Ragnar e Bjron: il primo approdato in Inghilterra, il secondo deciso a conquistare Roma. Ma ci sono altri viaggi in atto che, con questa puntata, mettono in moto un concatenarsi di eventi che potrebbero finalmente far partire la serie.
Come detto prima, uno dei viaggi è quello di Ragnar, cammino dagli obiettivi ancora sconosciuti reso interessante dal rapporto che il protagonista sta costruendo con il figlio Ivar. Questa volta la loro intesa raggiunge livelli inaspettati e fortemente umani, dove i due personaggi si parlano con il cuore in mano e dicono apertamente quello che l’uno pensa dell’altro, impreziosendo la loro relazione con un tocco di fragile umanità raro da vedersi nella dura epoca dei vichinghi. Novità della loro porzione di storyline è la sequenza utilizzata come (signor) cliffhanger, ovvero il ricongiungimento con le trame legate a Re Ecbert, uno dei primi personaggi con cui Ragnar ebbe a che fare quando espatriò da Kattegat nella prima stagione, sottolineando nuovamente il ritorno alle origini della serie. O forse la naturale conclusione della leggenda di Ragnar Lothbrok?
Ma un altro viaggio è anche quello di Bjorn, mosso dalla brama di conquista ed espansione ereditata dal padre, verso la capitale dell’imponente Impero Romano. Addirittura, l’impresa scelta Bjorn “Ironside” Lothbrok è più ardua di quella del genitore, in quanto stiamo parlando di uno dei primi, veri e grandi imperi della storia: forse quello che, più di altri, coniò l’esempio su cui si basa il concetto stesso di “impero”. Benché interessante la premessa di alzare la posta in gioco rispetto alla precedente conquista del padre, attualmente Vikings (per questa porzione di storyline) commette un errore, cioè ri-caratterizzare Rollo. 
Se il fratello voltagabbana del protagonista della serie fosse riapparso e fosse rimasto fedele a Parigi, il suo ritorno avrebbe anche potuto essere interessante, in quanto avrebbe potuto ergersi come ambiguo villain; e invece, Rollo cade nuovamente preda del vizietto di Michael Hirst, ovvero quello di prenderlo e farlo passare da una caratterizzazione all’altra. E’ giusto che ogni personaggio debba evolversi all’interno di una serie, ma passare da uno status quo all’altro equivale a rimanere sempre lo stesso, mettendosi semplicemente in un punto diverso da quello di partenza, ma senza mai fare il primo passo. 
E l’ultimo viaggio è quello di Lagherta, personaggio finalmente tornato nelle grazie di Hirst e a cui affida una importante missione: riprendersi Kattegat, non tanto perché è la sua città, quanto più perché presidiata da Auslag. Le due donne non sono mai andate d’accordo, non solo perché Auslag fregò senza pudore alcuno il marito a Ragnar, ma sopratutto perché lo fece in modo meschino e arrogante. Lagherta venne umiliata quella volta e, per un guerriero, vichingo o samurai che sia, l’onore è tutto. Con parsimonia e mosse calcolatrici e diaboliche, Lagherta riesce a spostare la vendetta sul terreno di sua competenza, ovvero la guerra, così da costringere la Regina Auslag ad un confronto faccia a faccia. Le premesse per questa cat-fight dal gusto nordico sono eccitanti e fanno ben sperare per una violenta resa dei conti. 
Questa parte di trama, poi, andrebbe valorizzata un po’ di più rispetto alle altre perché si prende l’onere e l’onore di un qualcosa che è mancato in questa seconda parte della quarta stagione: le battaglie, che qui ritornano con prepotenza e soddisfazione. 
THUMBS UP
THUMBS DOWN
  • E’ tornato Rollo…
  • Ragnar & Ivar (sigla di Cat Stevens)
  • Lagherta Strikes Back
  • Ottimo uso dei personaggi
  • …nuovamente ri-caratterizzato
  • C’è ancora troppa lentezza

Con “Two Journeys”, pure Vikings si rende conto che, forse forse, ci è andato un po’ troppo coi piedi di piombo finora, quindi sarebbe il caso di accelerare la sua corsa. Purtroppo la puntata è ancora intrisa della lentezza che sembra essere diventata, tristemente, il marchio di fabbrica di questa quarta stagione… Ma! Qualcosa, da questa 4×13, comincia a cambiare e lo si vede dal sapiente uso del personaggio creato da Michael Hirst, dove lo sceneggiatore riesce a bilanciare ogni storyline attiva per fornire allo spettatore una puntata variegata, omogenea e molto convincente. Vuoi vedere che siamo vicini alla tanto bramata esplosione della serie?  

1.94 milioni – 0.5 rating
Two Journeys 4×13
2.05 milioni – 0.6 rating
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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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