Sneaky Pete 1×03 – Mr. SuccessTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Do you want to be an eagle or a shit bird?”


Giunto alla terza puntata lo show decide di riassestarsi sui binari della serialità dopo aver messo lo spettatore nelle condizioni di doversi sorbire due pilot al prezzo di uno.
Quello che rimane, però, dopo quasi un ora di visione, è molto misero rispetto alle attese che aveva suscitato il concept generale e le prime due puntate.
Se, infatti, queste puntavano tutto sul carisma del protagonista principale (Giovanni Ribisi) e sul nome (e il volto) di Bryan Cranston, adesso che tali armi sono state sfoderate e usate, che cosa può ancora tenere incollato lo spettatore alle vicende di Marius Josipovic/Pete Murphy?
Innanzitutto abbiamo un elemento non comune a molte serie crime: il lato comedy. Le vicende della “famiglia adottiva” di Marius sono sicuramente da sit-com familiare, cosa che, mischiata al lato crime basato su un personaggio ambiguo e sfaccettato, può essere un bel mix. Tra i componenti della famiglia sono soprattutto i due caratteristi principali, ovvero Peter Gerety e character actress Margo Martindale (nei panni dei coniugi Bernhardt), a reggere tutto il lato comico e a dare i ritmi giusti delle battute, mentre le altre due donne della famiglia (Marin Ireland e Shane McRae) ancora faticano a trovare uno spazio che risalti le loro qualità all’interno di una trama che diventa, di puntata in puntata, molto raffazzonata (evitiamo, per carità di patria, di parlare del cugino Carly in quanto esponente dell’umorismo più becero di questa serie). Segnale questo di come questa serie non sfrutti, in maniera opportuna, tutti gli input che le vengono dati e che rendono veramente originale questo show.
A partire dalla struttura in sé delle puntate, si nota come i “casi verticali” (di cui dovrebbe occuparsi Pete come investigatore per l’agenzia della sua famiglia acquisita) vengano messi in secondo piano rispetto alla trama orizzontale della serie. Trama orizzontale che, però, risulta sempre più labile in quanto sempre più persone, ormai, sembra siano a conoscenza della vera identità di Pete (che ha diverse difficoltà a NON farsi riconoscere). Nel teaser di questa puntata, per esempio, basta poco al misterioso individuo dall’occhio pesto per localizzare Pete (e viene da chiedersi come mai Vince non lo abbia già fatto pestare davanti alla sua famiglia).
Gli elementi di suspense, dunque, che in teoria dovrebbero tenere in piedi lo show, vengono smorzati quasi subito. In compenso la puntata viene riempita di storyline secondarie che risultano poco attraenti per lo spettatore. Perfino un personaggio ben costruito come Mr. Success (uno strano misto tra un agente di sicurezza e un mental coach che cerca di redimere i suoi protetti) non riesce perfettamente a inserirsi all’interno della trama, risultando un inutile allungatore di brodo (sebbene l’attore riesca a farne un’ottima parodia dell’American way of life) che alla lunga è ridondante e, quindi, inutile.
Sia trama orizzontale, dunque, che verticale sembrano essere mal gestite e i numerosi buchi di sceneggiatura vengono colmati malamente da intuizioni di Pete che sembrano essere quasi dei piccoli miracoli (il personaggio è tanto abile a mentire solo quando occorre alla trama, così come i suoi interlocutori risultano ingenui solo quando serve).
Tutto risulta estremamente facile e prevedibile e la sensazione, alla fine della puntata, è quella di aver assistito a un meccanismo tanto complesso e sofisticato, con ottimi spunti qua e là, ma inserito in una trama che non ha nessun fondamento, molto più vuota e superficiale di quello che vorrebbe essere. La speranza è che questa sia solo una sensazione e che, dalla prossima puntata, le due linee narrative (verticale e orizzontale) si riallineino tra di loro e la storia proceda con più logica e con una maggiore introspezione dei personaggi, anche perché di spunti interessanti, se ben approfonditi, ce ne sarebbero molti.
A Yost e alla sua banda di sceneggiatori rimane la scelta se essere “aquile o polli”.
   

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Misto di crime drama e sit-com familiare
  • Mr. Success
  • Peter Gerety e Margo Martindale
  • Più va avanti più Marcus rischia di essere scoperto: per quanto ne avrà ancora?
  • Il cugino Carly
  • Buchi di sceneggiatura risolti in modo grossolano
  • Storyline secondarie parecchio inutili
Puntata brillante sotto molti aspetti: cominciano ad avanzare le dinamiche familiari e si procede lungo i binari della storyline orizzontale con elementi verticali. Tuttavia la sensazione, a fine episodio, è quella di una lunga e complessa architettura che non porta però nessuna tensione drammatica e risulta così molto vuota e superficiale.
Safe 1×02 ND milioni – ND rating
Mr. Success 1×03 ND milioni – ND rating

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Laureato presso l’Università di Bologna in “Cinema, televisione e produzioni multimediali”. Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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