Me, Myself & I 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 3 min

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Sin dagli Upfronts si poteva avere una certa idea di come Me, Myself & I potesse essere e, a distanza di qualche mese e post visione della series premiere, si può felicemente confermare l’opinione positiva avuta dal trailer. Me, Myself & I mantiene esattamente quanto promesso nei primi 2 minuti condivisi dalla CBS a maggio e si presenta per quello che è: una comedy atipica che si suddivide in 3 filoni temporali in cui lo stesso protagonista viene mostrato in diverse fasi della sia vita. Ecco quindi la riuscitissima presentazione della vita di Alex Riley nell’adolescenza (1991), nella vita adulta (2017) e all’alba della pensione (2042).

Keep shooting.

L’idea di partenza è molto buona, non innovativa nè rivoluzionaria ma perfetta per permettere alla serie di differenziarsi dalle altre comedy. Volendo fare un paragone azzardato si potrebbe scomodare How I Met Your Mother per la fruizione della componente temporale che, nonostante l’utilizzo diverso, ricopre in entrambe le serie un ruolo fondamentale: se in HIMYM il Ted del futuro raccontava ai propri figli come conobbe la famigerata Mother, Me, Myself & I copia l’idea della voce narrante prendendo l’Alex Riley del 2017 e presentando 3 situazioni completamente diverse le une dalle altre. Il motivo per cui questa scelta paga è ovviamente connesso al fattore curiosità, si spinge molto sul desiderio dello spettatore che vuole sapere come si è passati dal 1991 al 2017 (un’adolescenza poi trasformatasi in una crisi dei 40 anni) e dal 2017 al 2042 (quando dalla crisi dei 40 si passa al pensionamento del protagonista ora però milionario e a capo della sua società).
La serie creata da Dan Kopelman (che nel curriculum si può fregiare di capolavori ingiustamente bistrattati dal pubblico come Malcolm In The Middle e Galavant) gode infatti di questo vantaggio iniziale dato dalla freschezza narrativa che l’utilizzo delle 3 linee temporali permette di avere. Nessuna sovrasta le altre e, anzi, si fanno amare tutte proprio per la loro diversità, quasi come se si stessero seguendo 3 comedy diverse allo stesso tempo. Il casting, a tal proposito, è perfetto e tutte le versioni di Alex sono estremamente facili da amare ed empatizzare, lo stesso dicasi per il parco di supporter character, fondamentale in comedy come questa.
Se davvero si vuole trovare un qualche elemento negativo allora bisogna guardare alla “classicità” con cui certi eventi vengono presentati, “classicità” che rimanda a quello spirito hollywoodiano disilluso che vive e prospera di happy ending, situazioni in parte prevedibili che portano il protagonista da una situazione di disadattamento ad una redenzione sentimentale e/o lavorativa. Come si diceva all’inizio, Me Myself & I non sta inventando l’acqua calda e nemmeno prova a vendersi come comedy rivoluzionaria, tuttavia non si può che constatare alcune situazioni comuni agli stilemi della comedy americana che potevano essere approcciate con maggiore audacia (primo bacio nel 2042, ballo scolastico nel 1991).

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ottimo utilizzo delle linee temporali
  • Casting ben fatto e personaggi godibili
  • Potenzialità per il futuro
  • Generale buonismo delle comedy americane
La storia della vita di Alex Riley potrà non essere eccezionale ma il modo in cui viene raccontata merita di essere visto.
Pilot 1×01 7.46 milioni – 1.6 rating

 

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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