A Very English Scandal 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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Quando la storia incontra il cinico umorismo inglese, la sceneggiatura di Russell T. Davies ed uno Hugh Grant semplicemente esemplare allora non si può che essere contenti di ciò che si sta vedendo. A Very English Scandal è una miniserie in tre parti della BBC che verte sullo scandalo che investì Jeremy Thorpe ed ha come base l’omonimo scritto di John Preston. Date le premesse, questa serie prometteva quanto meno un ottimo livello di intrattenimento vista e considerata la teatralità scenica di Grant e la sua capacità di tenere in piedi ogni singola scena con il suo semplice sguardo.
Trattandosi di una miniserie di sole tre puntate, questo primo episodio focalizza la sua attenzione più sul background di Thorpe, della sue vere passioni, di ciò che realmente era, rapportandolo pari passo che l’episodio procedeva con quello che invece era solito mostrare a tutti.
In questo abile gioco di maschere, dove Thorpe cerca di salvaguardare la propria figura di inglese rispettabile, Hugh Grant riesce ad impreziosire la caratterizzazione con la sua mimica ed il suo modo di tenere la scena: in particolare riesce a rendere credibile, tangibile e vero il personaggio di Thorpe e questo suo duplice carattere.
È importante parlare anche del contesto storico in cui la storia avviene.
Siamo nella Londra del 1965 e l’omosessualità non era semplicemente “mal sopportata” o vista di cattivo occhio: fino all’emanazione del Sexual Offences Act del 1967, tutte ciò che riguardava fatti/atti di carattere omosessuale tra due uomini era illegale nell’intero Regno Unito e comportava pesanti risvolti giudiziari. Con l’entrata in vigore del SOA del 1967, molti atti omosessuali vennero decriminalizzati in Inghilterra e Galles, tuttavia solo nel 1982 l’intero Regno Unito riuscirà ad allontanare dalla propria terra lo spettro dell’omofobia, almeno per quanto riguardava il campo legislativo.
Ma ciò che spaventava veramente Thorpe, forse più dei pericoli giudiziari, era il rischio di vedersi disintegrare davanti ai propri occhi ciò che faticosamente era riuscito a costruirsi: una carriera politica egregia ed una famiglia. Se si considera che questo secondo elemento risulta semplicemente una facciata, posta in essere solo per rendere ulteriormente credibile agli occhi del popolo la propria figura politica, è facilmente intuibile cosa intendesse veramente proteggere (dagli occhi indiscreti del pubblico giudizio) Jeremy Thorpe.
A conti fatti, quindi, questa serie tv potrebbe benissimo essere etichettata come storica dal momento che vuole far ripercorrere allo spettatore un determinato avvenimento storico che, nel suo piccolo, scosse fortemente sia l’opinione pubblica, sia il popolo inglese. Tuttavia, il più grande dubbio quando ci si trova di fronte ad una serie tv di carattere storico è essenzialmente uno soltanto, volendo circoscriverlo: questo avvenimento necessitava e/o meritava di essere narrato?
Al giorno d’oggi la produzione seriale si palesa il più delle volte come una immensa e frettolosa catena di montaggio dove raramente si bada alla qualità, dando precedenza alla quantità: dopo il boom delle serie tv di carattere supereroistico, anche le serie di carattere storico sembrano riuscire a ritagliarsi il loro posto (solo quest’anno Trust, Waco, The Looming Tower). Ma tutti gli avvenimenti storici, quindi, meritano di essere raccontati?
Come in tutte le storie non è tanto l’argomento in sé a dover essere interessante, magnetico e valido, quanto piuttosto sceneggiatura e regia a sopperire a probabili mancanze, così da poter dar modo allo spettatore di fruire di un prodotto sì di carattere storico, ma dal sapore di cinema d’autore (si pensi a Trust).
A Very English Scandal risulta ancora acerbo, forse anche per un primo episodio volto più a colmare gap conoscitivi nello spettatore, disegnando l’intero background storico e dei personaggi, piuttosto che introdurre il fatto vero e proprio. Nonostante ciò, il dialogo conclusivo di Hugh Grant lascia ben sperare ed apre le porte ad un secondo episodio che potrebbe facilmente far alzare il tiro alla serie.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Puntata estremamente lunga
  • Molta introduzione, forse solo quella a conti fatti

 

A Very English Scandal potrebbe essere un’ottima serie d’intrattenimento con cui poter scoprire un particolare avvenimento storico di cui altrimenti si potrebbe far fatica a carpire qualche notizia. I nomi di Hugh Grant e Russell T. Davies risultano essere una certezza, data la connotazione della serie, tuttavia questo primo episodio fatica a carburare, concentrandosi particolarmente nella costruzione del background della storia. Chiaramente, essendo un pilot, la cosa era prevedibile, tuttavia i minuti a disposizione erano sessanta e qualcosa di più la si poteva portare in scena.

 

Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating

 

 

 

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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