Eye Candy 1×01 – K3UTEMPO DI LETTURA 4 min

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Avete presente quella sensazione di frustrazione e risentimento quando un amico non ascolta un vostro suggerimento, finendo poi in una situazione deprecabile e contorta? Bene, trasponetela nel mondo delle serie tv ed applicate al consiglio l’etichetta “per l’amor del cielo, MTV risparmiaci da altre oscenità”.

Più o meno, pur non essendo un ottimo paragone, la sensazione generale che pervade lo spettatore durante la visione del pilot di Eye Candy è essenzialmente questa. Il nulla più totale prolungato per circa quaranta minuti, inframmezzato da scene simil-romantiche. Scene che collimano alla perfezione con il genere (thriller) con cui viene presentata la serie. Ovviamente qualche spiraglio e flebile segnale che richiamano il genere in questione ci sono, ma sono così pochi e languidi da finire persi nel mare di pattume scaturito dalla visione dell’episodio.
Ma iniziamo ad analizzare la puntata e i suoi (pochi) lati positivi. La trama, per quanto banale e scontata, risulta accattivante, abbastanza coinvolgente, pur mancando molti fattori che fanno venir meno le buone premesse; la recitazione non è eccellente ma sicuramente non da buttare via a priori.
Molto più lunga ed articolata è invece la sequela di fattori negativi che appesantiscono la visione: la storia non ci viene presentata per quello che è (ossia uno spregiudicato thriller-drama), bensì come pallida e squallida storiella d’amore. Per vedere qualcosa di veramente coinvolgente a livello di trama, dobbiamo aspettare il finale di puntata; si converrà che l’attesa è stata decisamente eccessiva, soprattutto se si prende in considerazione il fatto che essendo un pilot, dovrebbe catturare l’attenzione dello spettatore da subito e non annoiarlo fino allo sfinimento, con patetiche scene fini a sé stesse.
Stupefacente poi come nell’arco dell’episodio la protagonista, Lindy, cambi in continuazione sentimenti verso Ben: si inizia con lei che sembra allontanarlo e si finisce con una dichiarazione d’ amore:  trasformazione del personaggio un pochino eccessivo.
Da sottolineare anche come l’incipit, con cui la storia ha inizio, non venga poi minimamente ripreso durante il proseguo dell’episodio: diventando Lindy una sorta di cacciatrice di teste relativamente a cyber stalker, si fatica a trovare una connessione riguardo l’uomo (o gli uomini), che rapirono la sorella tre anni prima.
E’ palese e abbastanza prevedibile che poi il tutto troverà una connessione, ma non potrà che essere dovuta ai fattori del caso e non giustamente e correttamente collegata agli eventi.
Nota a margine: la scena in cui Lindy cerca di uscire dall’auto per correre in aiuto della sorella, la portiera è bloccata dal muro e notando l’ambientazione (un fast food), torna alla mente una delle tante scene catastrofiche e portatrici di morti di Final Destination 3. Sempre riguardo la stessa scena, risulta abbastanza incredibile che nessuno abbia udito e si sia per lo meno affacciato dalle altre auto presenti nelle successive inquadrature: è concepibile l’omertà e il fatto che ognuno possa aver preferito non intervenire, ma che nemmeno una persona all’infuori di Lindy e della sorella compaia, risulta decisamente poco credibile.
Per quanto concerne gli attori, la protagonista è interpretata da Victoria Justice che vestì i panni di una delle ragazzine presenti in Zoey 101, serie che viene essenzialmente ricordata per la presenza della sorellina di Britney Spears, non per altro. Sophia è invece interpretata dai Kiersey Clemons, che verrà ritrovata più avanti nella nuova serie tv di Amazon: Transparent.
Proprio la scelta di un cast talmente giovane è sintomo, in certe scene, di alcuni dubbi anagrafici: quant’è credibile che un ragazzo come Tommy (Casey Deidrick) sia un detective della polizia? Ora, non possiamo esserne certi, ma crediamo che le scelte degli attori da parte della produzione si siano essenzialmente basate sul bell’aspetto e su nessun’altro metro di giudizio. E il Rasoio di Occam rafforza questo pensiero.
Il direttore di regia è Russell Mulcahy, nel caso il nome non vi dicesse nulla vi basti sapere che dalle sue mani sono usciti i pilot (e altre puntate) di due delle serie teen più seguite e apprezzate: Skin e Teen Wolf. Tanto basta per poter affermare che con Eye Candy abbia fatto un grosso buco nell’acqua.
Ne consigliamo quindi la visione?
Il commento al pilot sembra abbastanza eloquente, ma se doveste essere masochisti accomodatevi pure: qui c’è materiale a sufficienza.
Nota bene: per i non più giovini che se lo stanno chiedendo, il titolo della puntata (K3U) non è l’inizio di un codice fiscale, bensì l’abbreviazione di “I <3 (love) you”, frase con la quale poi si conclude il momento di suspance dell’episodio.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Recitazione non ottima, ma non necessariamente da buttare
  • Una trama che poteva essere coinvolgente ma che viene abbandonata e lasciata vagare senza meta
  • Una sequela di scene simil-romantiche che servono soltanto ad allontanare la serie dal genere con la quale è stata presentata
  • Il no-sense presente in diverse scene e la reazione poco naturale dei personaggi
  • La sorella di Lindy che sparisce e nessuno poi prende più in considerazione: Chi L’Ha Visto avrà materiale per le prossime puntate
  • La noia che permea l’ambiente durante la visione di questi interminabili quaranta minuti
E’ una serie di MTV, pretendere tanto sarebbe stato eccessivo. Sicuramente si sarebbe potuto fare decisamente meglio, soprattutto perché la trama, come già ampiamente detto, sarebbe risultata interessante se non banalizzata e portata agli estremi più patetici. Purtroppo il risultato disattende anche il più candido ottimismo.
K3U 1×01 0.59 milioni – ND rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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