Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 2×20 – ScarsTEMPO DI LETTURA 10 min

in Recensioni by
In queste recensioni di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D., voi lettori di RecenSerie avete spesso letto l’espressione “se dovessimo riassumere questa puntata in una parola/frase sola”. Perdonate la deformazione personale, è che siamo consapevoli che ci sono ancora molte persone che guardano i telefilm come semplice svago, limitandosi a quello che i loro occhi possono vedere e non pensando minimamente ad andare oltre il testo, approfondendo la visione con una ricerca delle tematiche principali trattate e i metodi di regia/sceneggiatura usati: cosa che magari fanno con i film, ma per i telefilm, è ancora tutt’altro discorso (anche se la situazione sta lentamente cambiando). Quindi ci si immagina spesso come poter riassumere tutto il discorso in una frase veloce e concisa per quelli che non hanno voglia di leggere recensioni, ma non è sempre così facile; per questo, per descrivere con una sola frase quanto visto in “Scars”, useremo le parole di un paroliere di gran lunga più bravo di noi, quelle di Fabrizio De Andrè e della sua Via Del Campo, per la precisione, il verso che recita: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior“. E come poter descrivere altrimenti questa ventesima puntata del serial ABC/Marvel Studios e, contemporaneamente, tutta la seconda stagione? 
Ammesso e concesso che non possiamo ancora dare un giudizio finale e decisivo della 2° stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. (in quanto non siamo ancora al season finale), le nostre righe possiamo già tirarle e dire che non ci stancheremo mai di essere ammaliati e soddisfatti di quanto il serial Marvel Comics abbia saputo migliorarsi in questa seconda stagione: sopratutto, stupisce e convince il fatto che la nuova qualità acquisita non è diminuita di una virgola per tutta la seconda annata delle gesta del Team Coulson. Non sapremo mai come stanno veramente le cose, né tanto meno ci è dato sapere se gli showrunner avevamo in mente tutto quello che abbiamo visto in questi quarantadue episodi complessivi fin dall’inizio, ma col senno di poi, è stato un bene aver dovuto sopportare alcune puntate ignobili e pezzenti della prima stagione e resistere fino a questo momento; ovviamente, con questo non si vuole giustificare certi scivoloni da antologia confezionati dal serial nelle prime (circa) dieci puntate della prima stagione, ma sarebbe stato di sicuro peggio vedere una cosa alla Gotham: partito con ottimi propositi e numeri da capogiro, poi rovinatosi con le sue mani e trasformatosi nel trionfo del cattivo gusto in zona season finale. 
Un diamante, infatti, può fare solo due cose: o continuare a brillare, o rovinarsi col tempo, non c’è assolutamente via di mezzo; il letame, invece, da potente fertilizzante naturale qual è, può aiutare a far nascere splendidi fiori, poiché dal niente può nascere tutto. Tanto meglio che si sia avverato il secondo scenario, dando concreta prova del carattere inossidabile e battagliero del serial, che si è rifiutato di accettare le pesanti critiche e si è rimesso egregiamente in piedi con straordinari risultati che, tutt’oggi, non accennano ad arrestarsi. “Scars” non è infatti da meno e la resa del ventesimo episodio è di nuovo spettacolare e di grandissimo impatto, ripetendo addirittura la magia di “The Frenemy Of My Enemy” e riproponendo nuovamente il virtuoso controllo che gli showrunner hanno sulla loro creatura. Facendo un parallelismo proprio con “The Frenemy Of My Enemy“, se il diciottesimo episodio puntava di più sulla continua e vertiginosa costruzione/decostruzione di sottotrame confluite in una trama sola, “Scars” punta di più sui colpi di scena indirizzati verso il rovesciamento della situazione attuale con cui il telefilm ci ha abituato finora, ribaltando, quindi, l’opinione che lo spettatore s’era fatto in merito. 
Forse è troppo dire che tutte le nostre convinzioni vengono spazzate via, ma, poco ma sicuro, un corposo 80% si. Spicca, nell’atto di rovesciare le apparenze, l’ottica con cui abbiamo sempre visto gli Inumani, che qui si pongono come un mash-up tra l’originale caratterizzazione della razza Marvelliana (supponenti, regali, estremamente riservati e selettivi) e quella degli X-Men. Fin dall’introduzione degli Inumani nel Marvel Cinematic Universe, si è sempre avuta l’ufficiosa certezza che la razza creata dai Kree si sarebbe posta come rimpiazzo degli Uomini X e del loro franchise, in mancanza di diritti per l’utilizzo del sottobosco mutante; siccome nel serial gli Inumani sono sempre stati sviluppati con il contagocce, non potevamo esserne totalmente certi, ma dopo questa puntata e la reazione di Jiaying ne abbiamo avuto la conferma. Il volere dello S.H.I.E.L.D. di catalogare, in buona fede, i loro poteri, ricorda l’aggressivo atto di registrazione dei mutanti mosso dal Governo Statunitense nel tentativo di capire con che cosa avevano a che fare e come trattarlo: atto fedelmente riportato anche al cinema (nei primi minuti del primo X-Men, durante l’arringa tra Jean Grey e il Senatore Kelly), mentre la reazione della leader di Afterlife, ricorda molto lo sfogo iracondo di Magneto.
Il Signore del Magnetismo ha sempre avuto una posizione piuttosto estremista verso l’umanità, a causa del viscerale odio verso gli homo sapiens generato dalle persecuzioni che Erik Lehnsherr ha dovuto subire, in quanto mutante ed ebreo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso ed ha avvicinato la donna ad una presa di posizione simile alla nemesi degli X-Men, è stato il riduttivo paragone tra le sue ferite e quelle del compianto (?) Robert Gonzales: paragonare la malandata gamba di Gonzales, alla disumane sevizie subite dalla madre di Skye/Daisy è stato come paragonare un graffio con l’amputazione di un arto e non c’è nemmeno bisogno di dire quale sia la più grave tra le due. Difficile dire se Magneto e Jiaying abbiano ragione, ma quello che interessa davvero è capire cosa spinge questi due personaggi (ora più simili che mai) alle loro prese di posizione: e il messaggio arriva così chiaro e forte che è quasi difficile non far propria la loro causa. Questo tanto sorprendente quanto inaspettato turn heel di Jiaying pone delle basi non solo per il successivo doppio season finale, non solo per i futuri eventi di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. che (con tutta probabilità) verranno trattati nella appena confermata 3° stagione, ma anche per l’interno MCU. Qui si comincia non solo a sfaccettare meglio la razza degli Inumani in vista del loro film previsto per il 2019, ma anche a porre le basi per l’Atto di Registrazione dei Supereroi, leitmotiv per il prossimo Captain America: Civil War.
Continuando il discorso del rovesciamento della situazione, abbiamo la rimandata decisione che Skye/Daisy dovrà prendere riguardo alla fazione con cui affiliarsi ufficialmente: che sia lo S.H.I.E.L.D. o gli Inumani sarà comunque interessante analizzarne i vari per come e perché della sua scelta. E ancora, spiccano nuovamente le mine vaganti che rispondono al nome di Grant Ward e Raina. Entrambi sono ormai delle personalità dalla natura selvaggia e imprevedibile, capaci ormai di prendere sempre e comunque in contropiede lo spettatore, ma se Raina punta, tuttavia, su una caratterizzazione ambigua, intricata e misteriosa, quella di Ward si pone come l’avatar stesso dell’imprevedibilità, della contro-mossa, del saper prendere in castagna i suoi avversari nel momento che meno se lo aspettano.
Mezza ciliegina sulla torta, poi, il tanto atteso tie-in con Avengers: Age Of Ultron: mezzo, perché riuscito per metà; se da una parte questo episodio si pone come essenziale per capire la natura dell’elivelivolo presente nel sequel di Avengers, dall’altra viene presentato all’interno della puntata un po’ come una sorta di contentino per i fan che si aspettavano, all’interno del serial, una qualche menzione al film. Da una parte è stato meglio che il tie-in abbia occupato uno spazio decisamente infimo all’interno della puntata, poiché il Team Coulson ha già le sue belle gatte da pelare senza che ci si metta anche Ultron, ma dall’altra poteva essere comunque presentato con un’accortezza in più. Ma questo infinitesimo difetto, ovviamente, non va a sminuire quanto detto finora: anzi, tutt’altro. 

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la nuova stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. “Scars” è stato pubblicizzato dalla Marvel Comics con un’immagine promozionale realizzata da Marguerite Sauvage. Cliccate qui per visualizzarla.
  2. Nell’episodio vengono pronunciati i nomi ufficiali e completi dell’Agente 33 (Kara Palamas) e degli Inumani, qui proferiti per la prima volta in assoluto nel serial.
  3. Anche la Hyde Formula fa la sua prima apparizione fisica, dopo decine di citazioni all’interno della serie.
  4. Il “COD” a cui si riferiscono è un acronimo usato per abbreviare il nome del videogame “Call Of Duty”. Durante la conversazione tra i Koenigs, i due utilizzano anche alcuni linguaggi specifici e tecnici delle partite online dei videogiochi di genere first person shooter. 
  5. A proposito dei Koenigs. Le lenzuola a tema Star Wars non sono solo un riferimento al fatto che la Marvel Comics ora pubblica i fumetti del famoso franchise sci-fi nato dalla mente di George Lucas, ma anche che l’attore che interpretata i molteplici fratelli della famiglia Koenig (Patton Oswalt) ne è un grande fan. Famosa è infatti la sua arringa nell’episodio “Article Two” nel telefilm Parks And Recreation basata su Guerre Stellari.
  6. Se “The Frenemy Of My Enemy” forniva una semplice citazione al film e “The Dirty Half Dozen” era invece un prologo, “Scars” è a tutti gli effetti l’ufficiale tie-in per Avengers: Age Of Ultron. E’ proprio in quest’episodio che scopriamo che il Protocollo Theta non è altri che un altro helicarrier uguale a quello di Avengers: elemento che, nel sequel del film sui Vendicatori, si rivelerà importante e decisivo per la trama. 
  7. Alcuni fan hanno cominciato a teorizzare che la donna dai capelli rossi vista con Jaying, Gordon e Skye/Daisy, possa essere o Medusa o Crystal degli Inumani. La prima è la moglie di Freccia Nera, Re degli Inumani e con il potere di avere dei capelli pensili che può usare in svariate maniere; fece la sua prima apparizione su Fantastic Four #36 del 1965 come membro del gruppo di villain conosciuti come i Terribili Quattro, rivelatasi poi un’infiltrata nelle loro fila. La seconda è la cugina di Medusa e ha il potere di controllare tutti gli elementi e di piegarli al suo volere e per qualsiasi scopo; debutta su Fantastic Four #46 del 1965 e, più che per aver fatto la differenza nella storia degli Inumani ed essersi distinta in battaglia, Crystal è famosa per i suoi numerosi love interest, di cui i più famosi sono la Torcia Umana, Quicksilver (di cui ne è stata anche la consorte), il Cavaliere Nero e Ronan (con cui è attualmente sposata). 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Inumani: ufficialmente tra noi
  • Jiaying turns heel
  • -1 al Season Finale
  • Raina l’imprevedibile
  • Tranello di Ward e Kara ai danni di Mimo
  • Mimo VS Kara
  • Avengers: Age Of Ultron tie-in
  • Avengers: Age Of Ultron tie-in
Con il season finale alla porte, Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. prepara il terreno nel migliore dei modi, confezionando con “Scars” l’ennesima puntata impeccabile e dalla preponderante importanza sia per il serial ABC/Marvel Studios, ma anche per l’economia della trama corale del Marvel Cinematic Universe. Il serial comics della Casa Delle Idee, ormai, si è insediato in maniera assoluta nelle radici del suo universo e non ha alcun progetto di andarsene; ora non ci resta che aspettare con impazienza il finale di stagione. Che il massacro cominci.
4.57 milioni – 1.5 rating
Scars 2×20
4.45 milioni – 1.5 rating

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Recensioni

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: