Supernatural 10×23 – Brother’s KeeperTEMPO DI LETTURA 5 min

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Before there was light, before there was God and the archangels, there wasn’t nothing. There was the Darkness, a horribly destructive, amoral force that was beaten back by God and his archangels in a terrible war. 
God locked the Darkness away where it could do no harm, and he created a Mark that would serve as both lock and key, which he entrusted to his most valued Lieutenant, Lucifer. But the Mark began to assert its own will, revealed itself as a curse, and began to corrupt. God banished Lucifer to Hell. Lucifer passed the Mark to Cain, who passed the Mark to you, the proverbial finger in the dike.

È arrivato, così all’improvviso, una sorta di operazione di retro-continuity riguardo la storia della Genesi, la nascita della Terra e tutto quello che riguarda la creazione. Se si ascoltano le parole di Death non si può che essere colti di sorpresa da questo racconto che di fatto stravolge qualsiasi storia biblica che abbiamo imparato a conoscere sin da piccoli. “Brother’s Keeper”, quatto quatto, ha stravolto ogni certezza riguardo la creazione dell’universo così come il cristianesimo lo ha concepito e lo fa in maniera educata, signorile e senza strafare. Il tutto non sfociando mai in assurdità o in spiegazioni fuori da ogni logica, per quanto si possa considerare razionale l’esistenza di un’entità oscura imprigionata da Dio stesso.
Come season finale “Brother’s Keeper” ha sicuramente svolto molto egregiamente il suo compito di risolutore delle trame rimaste incompiute e di iniziatore per quelle che verranno nella prossima stagione. Ricalcando la situazione drammatica che si verificò con l’Angels Fall, anche in questo season finale assistiamo ad un evento dalle proporzioni immense che avrà ovviamente un effetto enorme sugli equilibri di Supernatural. Si spera anche a livello catartico ovviamente.
C’è sicuramente di buono che la storia del Mark Of Cain è giunta finalmente al capolinea che, ammettiamolo, aveva raggiunto un punto di stanchezza psicologica non indifferente. Il punto a favore di questo season finale è sia quello di aver finalmente messo la parola fine a questa storyline, sia di aver elevato il valore del marchio ad un livello superiore che, di fatto, porta direttamente Supernatural su un altro piano narrativo. L’esistenza di un’entità oscura con cui perfino Dio ha avuto difficoltà a rapportarsi è esattamente ciò che ci voleva per rianimare una serie che sembrava aver raggiunto un punto di stanchezza senza ritorno. Si sentiva veramente il bisogno di un rinnovamento, di un cambio degli equilibri esattamente come successo con la caduta degli angeli dal Paradiso e questa volta il cambiamento è arrivato e si porta con sé ben due svolte: la liberazione di questa Darkness e la morte di Death. Più che soffermarci a parlare di Darkness, per ora palesatasi solo come enorme nube nera in stile demoniaco, è più interessante fermarsi a parlare della morte di Death che rappresenta un twist narrativo senza precedenti che porterà ad un enorme stravolgimento nelle dinamiche della serie. La morte di Morte prevedibilmente sfocerà in due possibili situazioni: una rivoluzione ed una lotta di potere tra i mietitori oppure la sospensione (temporanea) delle morti umane di tutti gli individui. La possibilità quindi di non morire più è quindi diventata all’improvviso un’enorme falla nel sistema che sicuramente potrebbe essere resa reale nella prossima stagione. Ovviamente se non fosse questa la situazione prevista da Carver ci sarà sicuramente qualche altro effetto dovuto al decesso di Death.
La necessità di creare una nuova trama che generasse linfa vitale allo show era bramata e Carver sembra aver capito l’errore fatto durante questa stagione che, non fatichiamo ad ammettere, è stata una delle peggiori di sempre, forse di poco migliore del biennio gestito da Sera Gamble. Se il ritorno di Crowley al vero lato oscuro nella scorsa puntata era parso come il primo tassello per il ritorno alle origini della serie, l’azzeramento dei problemi tra fratelli e l’inserimento di un big bad mistico e apparentemente impossibile da sconfiggere sono gli altri due elementi che servivano a Supernatural per ritornare sui corretti binari che i fan richiedevano.
C’e solo un elemento che disturba veramente molto in “Brother’s Keeper”: la velocità. Tutta la prima parte della puntata viene giustamente dedicata a Dean e alla sua gestione della violenza dettata dal marchio, niente da dire su questo, era necessaria e utile ai fini di capire meglio lo status mentale dopo lo scontro con Castiel e la morte di Charlie. Non si possono neanche fare delle rimostranze circa il faccia a faccia tra Dean e Death, anche questo un punto di passaggio necessario e ben studiato se si tiene in considerazione quale è stato il percorso che ha dettato il loro incontro come “ultima spiaggia”. La sensazione di fretta nasce tutta nel finale dove, in totale mancanza di minutaggio a disposizione, Carver si è ritrovato a dover condensare la morte di Death, l’introduzione di Darkness e la sparizione del Mark Of Cain, il tutto in circa 4 minuti se è tanto. Ovviamente mentre in contemporanea si gestiva il nuovo status quo di Rowena e lo scontro Castiel-Crowley. Si poteva tranquillamente concedere più spazio al finale piuttosto che alla caccia al nido di vampiri ad inizio episodio, ne avrebbero giovato tutti. Sfortunatamente non è andato così e quindi la velocità ha condizionato in parte la trasposizione dello script andando ad intaccare le tempistiche dei twist narrativi, tutti condensati in pochi minuti. Per il resto però veramente non si può dire nulla.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Finalmente conclusa la storyline del Mark Of Cain
  • Morte di Death e relative conseguenze
  • Scontro Dean-Sam
  • Creazione di una nuova situazione narrativa che potenzialmente potrà dare nuovo vigore alla serie
  • Troppa velocità nel finale e troppa lentezza all’inizio
Si potrebbe dire che Carver abbia salvato in zona Cesarini una stagione lasciata allo sbando e gestita in maniera irresponsabile per buona parte. Gli ascolti sono l’esempio di come il calo qualitativo della serie si sia trasformato in un addio/arrivederci da parte di una buona fetta del pubblico. Ora con questa nuova direzione narrativa ci sono tutte le carte in regola per riportare indietro il pubblico perso e ricominciare a fare ciò che Supernatural ha sempre fatto degnamente: sorprendere.
The Prisoner 10×22 1.75 milioni – 0.7 rating
Brother’s Keeper 10×23 1.73 milioni – 0.7 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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