Hannibal 3×11 – …And The Beast From The SeaTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dopo il grande drago rosso, ovvero Francis Dolarhyde, personaggio chiave di questo arco narrativo, dopo la donna vestita di sole, cioè Reba, a cui era intitolata la puntata precedente, si procede con le similitudini e i richiami all’Apocalisse che hanno caratterizzato la seconda parte di questa terza stagione. Stavolta è “la bestia dal mare”, quella con sette teste e dieci corna e si riferisce al protagonista, Hannibal. Leggendo infatti al capitolo 13 del libro attribuito a San Giovanni, si nota come suddetta bestia proferisca “parole d’orgoglio e bestemmia”, mentre il drago le dà “la sua forza, il suo trono e il suo grande potere”. Metafora assolutamente perfetta per quanto accade in questa puntata.
Come già spiegato chiaramente negli scorsi episodi, lo scopo finale del dottor Lecter è uno: arrivare a mangiare Will Graham. Il cannibale, infatti, si sente a disagio quando scopre di voler bene a qualcuno, lo fa sentire fuori controllo, dipendente da qualcosa fuori di sé. Egli agogna quindi a ristabilire il suo equilibrio, per quanto perverso esso sia. Addirittura, cambiando quanto scritto nei libri, la serie tv lascia intendere che egli abbia mangiato sua sorella per lo stesso motivo. Questa puntata ci fa vedere come Hannibal persegua i suoi scopi, pur rinchiuso in prigione. Lo fa da vero genio del male di alta scuola, quale lui è, da manipolatore pericolosissimo, che considera gli altri come insetti, un po’ curiosi un po’ ripugnanti, sui cui fare esperimenti. Spesso, chi parla con lui si accorge del pericolo, ma non sa resistere al fascino misterioso delle sue parole e delle sue suggestioni sapientemente presentate, come un goloso piatto di alta cucina. Si crea quindi tutto un gioco complesso di fattori incrociati, coadiuvato dal fatto che Dolarhyde odia le famiglie felici, si accanisce contro di esse e Will Graham un nucleo familiare mediamente felice è riuscito a crearselo, addirittura completando il quadretto con i cani, prime vittime innocenti dello psicopatico. Il tutto con il valore aggiunto che, se il suo piano andrà a buon fine, il dottor Lecter ne uscirà pulito e la colpa verrà addossata a qualcun altro. Perché fare del male senza scrupoli né rimorsi ok, ma lasciare le conseguenze ad altri è il vero stato dell’arte. Fare in modo che l’interlocutore pensi ed agisca come se nascesse da lui quella che, in realtà, è l’idea di chi sta parlando, suggerita dopo aver capito aspirazioni e desideri dell’interlocutore e facendo leva su di essi.
Merita qui una sottolineatura la grande interpretazione di Richard Armitage nel ruolo di Francis Dolarhyde, che non fa assolutamente rimpiangere né Ralph Fiennes né Tom Noonan, protagonisti delle precedenti versioni filmate della storia. Il suo personaggio abbocca all’amo del dottor Lecter, pensando di sfogare la sua parte negativa “drago rosso” su Will e salvare così la donna amata da tanta furia distruttiva, ma ha una parte migliore di sé, la quale non si vuole arrendere tanto facilmente. Lui, non per niente, si percepisce come male in divenire, non perfettamente armonizzato e accettato come nel caso di Hannibal. Si passa pertanto dalla scena d’azione, con l’irruzione e l’inseguimento ai danni della famiglia di Will, alla lotta contro il drago rosso – parte negativa di se stesso e sono grandi soddisfazioni, non solo per gli ottimi effetti speciali nelle scene di lotta, non solo perché così si intervallano le sequenze dialogate. Con lui l’azione è d’obbligo, in quanto il suo problema, chiamiamolo così, è fisico, parte dal palato malformato e passa per l’imponente muscolatura palestrata coltivata per diventare il drago rosso. Magari ci sarà anche tempo, nei prossimi episodi, per mostrare l’infanzia del personaggio, ben descritta nel libro, nella pensione della nonna con problemi mentali. Intanto, si attende di vedere come si evolverà e si risolverà il rapporto braccio – mente creatosi tra lui e Hannibal Lecter.
Il finale, poi, riserva un’emozione speciale, almeno ai fans di lunga data: vedere Hannibal con la museruola. Questa immagine, nell’approssimarsi della fine della serie, sembra quasi voler chiudere il cerchio, rimandando ad una delle scene più emblematiche del film “Il silenzio degli innocenti”, risalente ormai a circa 25 anni fa. La reazione del cannibale non tarderà certo a manifestarsi in tutta la sua spietata violenza, ma occorrerà aspettare ancora un po’. Intanto, gli inquirenti continuano a cercare il killer da loro ribattezzato, molto prosaicamente, “Tooth Fairy” e la prossima luna si avvicina.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Francis Dolarhyde
  • Giochi mentali di alta scuola
  • La museruola, quanti ricordi!
  • – 2 al series finale e il timore è che non tutti i personaggi presentati salutino lo show in maniera soddisfacente
Con questa puntata graziata, quanto agli ascolti, dalla collocazione accanto alle partite della pre-season di football americano, ci avviciniamo al series finale e ci prepariamo alla resa dei conti. La narrazione procede con il suo consolidato stile e con il solito passo, senza fretta e senza sosta. Chi ha letto i libri sa, più o meno, come andrà a finire. Rimane, comunque, il dubbio sulla sorte di personaggi originali come quello di Bedelia, non pervenuta in questo episodio: lo sfoggio di sicumera fatto nel dialogo con Will dello scorsa puntata lascia legittimamente sospettare pesanti conseguenze in arrivo anche per lei. Mai pensare di poter gestire Hannibal, o peggio di poterlo battere in scaltrezza e sottigliezza. 
1.07 milioni – 0.3 rating
…And The Beast From The Sea 3×11 1.45 milioni – 0.4 rating

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