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Mr. Robot 1×07 – Eps1.6_v1ew-s0urce.flvTEMPO DI LETTURA 6 min

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Una buona fetta della 1×04 e il primo piano sulla droga, ad inizio 1×07, possono aver dato vita ad una macabra e sbagliata idea. Quel “I’m bleeding“, urlato da Shayla fuori dalla porta, ci induce per un microsecondo  a domandarci se non stiamo assistendo ad un altro trip, questa volta maggiormente sepolcrale.
A svelarci la verità è il maggiore protagonista del trip del quarto episodio, ovvero “Eps1.3_da3m0ns.mp4”: il pesciolino Qwerty. Il suo primo incontro con Elliot ci tranquillizza: siamo di fronte ad un nostalgico flashback. È caratteristica della prima stagione di una nuova serie non essere ancora positivamente o negativamente prevedibile allo spettatore. Un tale dualismo sulla natura della prima sequenza di questa 1×07 non fa che accrescere il valore della stessa, lasciandoci più o meno piacevolmente stupiti sullo stato di frequente incertezza che finora ci avvolge.
Eppure, se da un lato Mr. Robot appare come serie colma di citazioni ma così nuova nella sua ricombinazione, dall’altro, il suddetto flashback ci regala un topos della serialità. Quando un episodio termina con la morte di un personaggio, lo shock finale, troncato dai titoli di coda, dovrà essere alimentato (o mitigato) da una diversa collocazione nello spazio e nel tempo da parte della narrazione, talvolta mostrandoci in un diverso contesto anche il personaggio deceduto. Se ne ha un esempio nella 2×12 di Boardwalk Empire, non entrando troppo nei dettagli per evitare spoiler. Anche dimostrando un luogo comune seriale, Mr. Robot conferma la sua forza grazie ad un semplice particolare. L’esempio sopra riportato fa riferimento a una 2×12, quindi al finale di una seconda stagione, e ad un personaggio che ha avuto modo di presentarsi per più di 20 episodi. Nel caso dello show di USA Network, invece, ci troviamo solo al settimo episodio, eppure la forza dell’addio a Shayla è ugualmente efficace. D’altronde lo spettatore è soltanto una creazione di Elliot: non può non empatizzare con lui. Se a ciò aggiungiamo anche la spendibilità di un personaggio come la spacciatrice (aggiunta ad Angela e Darlene, i personaggi femminili di riferimento forse erano troppi) possiamo convenire che l’eliminazione e la conseguente gestione del lutto, presentata con un salto temporale, sia stata gestita e liquidata nel migliore dei modi.
Eppure “Eps1.6_v1ew-s0urce.flv” si presenta come episodio quasi di transizione. Ma non la transizione propria di un filler qualsiasi, bensì transizione perché coloro che avanzano veramente sono i personaggi secondari. Si parla quindi di una sospensione esclusivamente legata al protagonista, il quale si trova all’interno di uno stallo che sembra risolvere solo con la toccante dichiarazione finale.
Grazie a questo ultimo pensiero, si può dare il via ad una riflessione. Mr. Robot ha fatto tanto parlare di sé soprattutto grazie all’evocazione nei confronti della celebre opera di Chuck Palahniuk, portata sul grande schermo da David Fincher. Se nei primi cinque episodi vediamo il misterioso Mr. Robot interloquire esclusivamente con Elliot, servendo allo spettatore su un piatto d’argento la possibilità di lanciarsi in speculazioni, a partire dal precedente episodio tale figura rompe totalmente le riserve, incominciando a interagire più che mai con gli altri personaggi. Si potrebbe tranquillamente pensare alla doppia personalità di Elliot, è vero (quando nella 1×06 Mr. Robot smette di maltrattare Darlene, ecco che Elliot subentra con tono rassicurante – quasi nel classico dualismo del poliziotto buono e del poliziotto cattivo). Tuttavia i due approcci sfacciatamente e radicalmente diversi, tra la prima metà della stagione e questa seconda, sembrano richiamare a qualcosa di tuttora difficilmente prevedibile per lo spettatore. Elliot potrebbe essere Mr. Robot come potrebbe non esserlo, ma, volendo scavare più nel profondo, Elliot è anche gli altri personaggi. O meglio, a livello, per ora, esclusivamente metaforico, gli altri personaggi sono emanazioni di Elliot. Come? Ripensiamo al pilot (classificato nel titolo come “Eps1.0”) in cui tutto o quasi tutto ci veniva mostrato dal punto di vista di Elliot ed i personaggi ci venivano da lui presentati. Piano piano, con il procedere degli episodi, il punto di vista si andava disperdendo e noi spettatori – amici immaginari creati da Elliot – potevamo avere a disposizione una visione panoramica. Ad esempio, vediamo Angela più lanciata che mai verso una causa distruttiva ed auto-distruttiva per rendere giustizia alla madre scomparsa. Eppure era stato Elliot a presentarci la questione raccontando(ci) del padre, come se Angela fosse un personaggio delegato a gestire tale situazione invece di Elliot. Abbiamo poi l’Elliot hacker che nei primi episodi si introduceva nella vita di vari personaggi, condendo il tutto anche con un pizzico di proceduralità. Ora ci troviamo di fronte agli abilissimi hacker della Fsociety, i quali (a detta della stessa Darlene) sono ognuno diverso dall’altro, ognuno con un diverso obiettivo e una diversa visione della vita: ancora non riusciamo a percepire la reale presenza di tutti eppure li andiamo conoscendo sempre meglio.
Il più particolare, se vogliamo continuare a seguire questa astratta linea di ragionamento, è Tyrell. Il personaggio, come già detto nella 1×05, si conferma non tanto il “villain” della serie, quanto la sua antitesi. Il dolore inimmaginabile causato dalla perdita di Shayla viene assorbito in maniera estremamente passiva e dolorosa. Sia da un punto di vista personale (le lacrime nel finale), sia da un punto di vista narrativo (l’avanti veloce). Chiunque si sarebbe aspettato una reazione rabbiosa non può che esserne rimasto deluso. Eppure, nascosto in questo capitolo, una reazione omicida e violenta la vediamo: Tyrell, dopo aver visto smontare piano piano ogni briciolo di sicurezza e spavalderia, si abbandona ad un gesto tanto ingiustificato quanto autodistruttivo. Una personalità disturbata come quella di Elliot delega quindi la rabbia cieca al più luciferino dei suoi alter ego, tra quelli presentati.
È forse questa una qualche teoria ancora più cervellotica di quella che richiamava Tyler Durden? No. Questa vuole essere una lettura di un episodio che ad una prima visione potrebbe risultare decisamente più lento e meno significativo dei suoi sconvolgenti e affascinanti predecessori.
A tal proposito, come già detto, le trame dei personaggi “secondari” subiscono una prepotente sterzata. Si può parlare di episodio di transizione? Forse sì, ma solo perché la trama principale, ovvero le attività della Fsociety, vive una fase di stallo. La modalità Blues Brothers, in cui i vari componenti cercano di riunirsi, lascia solo presagire a sviluppi decisivi.
Il toccante finale, infine, sembra riassumere un paio di aspetti importanti di questo settimo episodio. Intanto si può riprendere il ragionamento prima esposto: quando Elliot si crogiola nella sofferenza, ci sono altri personaggi a portare avanti trame da lui stesso presentate. Il secondo aspetto è il fattore nettamente umano che si rende protagonista. Da applausi il monologo finale dove, dopo l’elenco morboso di dettagli intimi riguardanti la psicologa, Elliot si scioglie in un clamoroso e inaspettato grido d’aiuto e di disperazione, dichiarando esplicitamente la sua sofferenza nei confronti della solitudine.
Elliot è il Dio che detta il punto di vista della narrazione ma Elliot è anche debolissimo nella sua normale e anormale umanità.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tyrell e la sua sobrietà
  • Il flashback iniziale narrato musicalmente dai Cure
  • Monologo finale
  • Le origini di Qwerty
  • La svolta nella causa portata avanti da Angela
  • Minor impatto rispetto agli ultimi episodi
  • FSociety in modalità Blues Brothers

 

Non ci si stupisca per l’avidità nella valutazione, ma le aspettative sono ormai stellari. Per questo motivo chi scrive considera “Eps1.6_v1ew-s0urce.flv” l’ennesimo episodio magistrale di questa serie perfetta nella sua collocazione temporale, vista l’estrema attualità di cui si fa portatrice. Il voto finale, quindi, va considerato esclusivamente in rapporto al voto del precedente episodio, con i suoi stravolgenti sviluppi.

 

Eps1.5_br4ve-trave1er.asf 1×06 1.25 milioni – 0.4 rating
Eps1.6_v1ew-s0urce.flv 1×07 1.15 milioni – 0.5 rating

 

 

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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