Sneaky Pete 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 5 min

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Un seriomane, anche d’estate, è preso dalla visione di tante serie TV. Non basterebbero dieci vite per soddisfare la curiosità che i molteplici canali e piattaforme vanno offrendo. Per questo motivo, un seriomane dovrà essere sagace e cauto nell’evitare di incorrere in fastidiose perdite di tempo che potrebbero in qualche modo distoglierlo da più proficue visioni. Da evitare come la peste, quindi, i pilot di Amazon, niente più che semplici assaggi che, se nel migliore dei casi fanno perdere 20/50 minuti di tempo, nel peggiore danno il via al processo di assimilazione seriale senza la certezza di arrivare nemmeno al secondo episodio. Assimilazione seriale il più delle volte stroncata (ancora aspettiamo risposte per questo): un coito interrotto che rischia di gridare per sempre vendetta.
Però poi al seriomane in questione capita sotto mano il trailer di un pilot che vede protagonista Giovanni Ribisi e come produttore/ideatore, udite udite, Bryan Cranston. L’immaginario televisivo collettivo non può prescindere da una delle figure simbolo che ha caratterizzato la televisione negli ultimi anni. Il seriomane è quindi obbligato a portare avanti un atto di fede, guardare questo pilot e pregare per la sua conferma.
Il pilot di Sneaky Pete potrebbe anche deludere ma esclusivamente per il tipo di aspettative che suddetto trailer potrebbe creare. L’associazione mentale Breaking Bad-storia di un carcerato-Amazon potrebbe evocare un trucido e sanguinolento drammone composto da lunghi episodi in stile HBO. La dimensione criminale, sommata alla presenza di Cranston, non può non far aggiungere alle aspettative dello spettatore una certa dose di black humour, considerando anche la sinossi presentata. Niente di tutto questo, per ora. Il pilota di Sneaky Pete presenta una dimensione estremamente più leggera e ironica, quindi sì humour, ma tutt’altro che black (o meglio, è a tutti gli effetti black humour, ma non quello presente in un The Sopranos, Boardwalk Empire o Breaking Bad stesso, dove l’enorme mole di elementi trucidi ad un certo punto arriva anche a strappare sorrisi). L’aspetto gangster è presente ma, a quanto ci è dato vedere, fa da sfondo al vero e proprio soggetto presentato: la famiglia di Pete. L’ironia aggiunge anche quel pizzico di surrealismo dovuto all’assurdità della premessa generale, la cui effettiva entità è difficile da percepire, leggendo semplicemente la trama della serie: Marius uscito di prigione ruba, per nascondersi, l’identità a Pete, suo compagno di cella. Il fatto che lo faccia con la famiglia di quest’ultimo che non vedeva da 20 anni – quindi non in una città sconosciuta o in un paese straniero – è un dettaglio di macroscopica importanza. Le espressioni di Giovanni Ribisi riescono a centrare pienamente l’improvvisazione che il truffatore Marius è costretto a portare avanti. Le dinamiche familiari, quindi, sembrano regalare sviluppi che dire accattivanti è dire poco. Il confronto finale con la nonna (Margo Martindale) apre già al classico filone tragicomico come quello del furto di identità.
Commedia/dramma familiare aggiunto ad uno sfondo gangster, quindi. Ma Sneaky Pete non è solo questo. A sorpresa, fa capolino un’impostazione procedurale. L’episodio, più o meno dalla sua metà, viene infatti dirottato verso la risoluzione di un caso di prestiti e cauzioni che, se da un lato è utile per presentare a tutto tondo il personaggio di Marius e la sua abilità retorica, dall’altro forse introduce un ulteriore tema della serie come quello dell’investigazione assicurativa. La famiglia di Pete lavora nel campo delle cauzioni e fintanto che Marius dovrà rimanere all’interno da infiltrato, probabile che in ogni episodio – clienti di Amazon permettendo – vedremo la risoluzione di un caso diverso, in una classica dinamica di trama verticale e orizzontale.
Infine, il cameo di Cranston. Oltre alla gioia che porterà sempre la visione di tale attore su schermo, il suo apparire ci regala lo spunto per una riflessione generale su quanto visto. Che parte fa il caro Bryan? Il boss criminale, neanche a dirlo. Si è forse perso nei meandri della personalità di Heisenberg? La sua interpretazione in tale ruolo è forse un grandissimo fan-service? Forse. Tuttavia il fatto che Sneaky Pete e il suo “Pilot” abbiano “deluso” le aspettative create dal trailer è, paradossalmente, cosa buona. Vuol dire che l’ideatore Cranston (che ha scritto il soggetto insieme a David Shore – Battle Creek e Dr. House – il quale ha scritto anche la sceneggiatura di questo primo episodio) si è distaccato da un certo tipo di clima che avrebbe potuto generare una parodia o copia di ciò che è stato. Questa 1×01 ci lascia non totalmente certi sull’efficacia futura della serie (anche se per ora ci basterebbe sapere che ci sarà una serie) ma ci regala la garanzia di uno spunto originale. Non è originale la tematica dello scambio di persona, non è originale neanche quella del truffatore che si nasconde da criminali incalliti, tanto meno è originale la dimensione procedurale: combinando questo insieme di classicità, però, ci si trova di fronte ad un risultato tutto da scoprire che non può non destare, per lo meno, la curiosità dello spettatore. Con un po’ di fantasia lo si potrebbe accostare ad Orange Is The New Black (in comune le due serie potrebbero avere la leggerezza, anche semplicemente scenica, con cui si trattano questioni meno leggere), il prestigio di interpreti e produttori a fare da garanzia: che Amazon non ci deluda.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ironia nella sequenza iniziale
  • Interpretazione di Giovanni Ribisi
  • Assurdità della premessa di base
  • Cameo di Bryan Cranston
  • Possibile originalità della serie nel combinare tre elementi non così originali
  • La curiosità suscitata dai possibili sviluppi sia familiari, sia criminali
  • Rapidità forse eccessiva in alcuni sviluppi: speriamo siano in armonia con il resto della serie pensata e che non vi saranno frenate improvvise una volta ordinata la serie intera
  • La noncuranza con cui Marius gira per le strade, quando tutto il plot è basato sul suo nascondersi

 

Non si hanno elementi a sufficienza per definire questa serie con il neologismo dramedy, non si hanno nemmeno sufficienti elementi per capire se ci sarà da esserne soddisfatti o meno. E’ stata stimolata la curiosità e tanto basta. Noi per ora non voliamo altissimi come votazione, se non altro per pura scaramanzia.
 

Pilot 1×01 ND milioni – ND rating

 

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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