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Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 3×04 – Devils You KnowTEMPO DI LETTURA 9 min

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Apriamo la recensione con una piccola domanda ai nostri lettori: quanti di voi hanno avvertito una certa tensione tra i personaggi presenti in questo episodio? Se l’avete avvertita, quanti di voi, di conseguenza, si sono sentiti a disagio, fuori luogo e così stressati da una situazione così scomoda, da voler urlare al mondo il vostro disappunto nel più isterico dei modi? Se la risposta è stata positiva ad entrambe le domande, allora Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. è riuscita nel suo piccolo esperimento. 
Il telefilm Marvel Studios/ABC è sempre stato un serial fortemente incentrato su un genere di ansia e tensione tendente all’inaspettato. Dalla seconda metà della prima stagione fino ad oggi, ogni sviluppo narrativo è stato portato avanti abituando lo spettatore a tenere sempre viva una delle più grandi paure ancestrali dell’essere umano: la paura dell’ignoto e il timore/sconforto che si prova pensando/vivendo una situazione di cui non si conosce nulla. Dal tradimento di Ward e l’uccisione di Victoria Hand, alla rivelazione che Skye era la “copertura” per mostrarci le origini di Daisy Johnson, senza che lo spettatore lo sapesse: questi sono solo dei piccoli esempi su come Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. è sempre stato in grado di tenere sul “chi vive” lo spettatore, prediligendo lo svoltare verso una decisione narrativa nascosta nella selva oscura, senza però smarrirne la retta via. Pur non rinunciando a questo tipo di tensione, “Devils You Know” concentra questa tipologia di ansia solo nei minuti finali della puntata, lasciando che il resto dell’episodio venga dominato da un tipo di tensione dall’impronta decisamente videoludica. Ci spieghiamo meglio.
Nei videogiochi di nuova generazione, elementi come l’interattività sono diventati comparti tecnico/narrativi da inserire quasi d’obbligo nel titolo che si vuole presentare al pubblico. La capacità virtuale di prendere concrete decisioni di proprio pugno all’interno del gioco, e di influenzare così la trama e dare vita ad un epilogo in linea con le decisioni prese, non è stata solo una delle evoluzioni più interessanti e di successo nei videogames, ma ha anche dato modo di aumentare il livello di empatia che il giocatore può provare verso i personaggi e le situazioni che vivono. “Una storia deve sempre sembrare vera a livello umano, anche se non è mai successa” diceva sempre Alan Moore, poiché il coinvolgimento del pubblico è tutto: sia in termini di prestigio del prodotto, sia in termini di vendite. Da piccole decisioni disponibili solo in cut-scenes o scenari affini, si è passati ad interi titoli (Heavy Rain, Beyond: Two Souls, The Last Of Us, tanto per fare dei nomi) la cui caratteristica principale stava proprio nella scelta sul come comportarsi in determinati casi; tutto ciò assorbiva completamente il giocatore nella storia, lasciando che le gioie e i dolori di quei personaggi pixelati fossero anche e sopratutto i suoi. Quello che “Devils You Know” cerca di ricreare, per tutti i primi trenta minuti, è intima empatia con lo spettatore, mostrandogli delle relazioni interpersonali tra personaggi attualmente incompatibili tra loro. 
Daisy e Mack sono infastiditi dal comportamento di Coulson, a sua volta a disagio nell’alleanza con Rosalind, la quale però si sta inaspettatamente rivelando una collaborazione intrigante per via di una certa affinità tra i due. Contemporaneamente, Mimo è palesemente scocciata di stare in panchina e vedersi fuori dall’azione e all’oscuro di alcune decisioni che la riguardano, ma è anche resa nervosa da Fitz, a sua volta nervoso per Jemma, a sua volta nervosa di suo. E non parliamo poi della pungente situazione tra Andrew e May, e May e Hunter. Se escludiamo che i personaggi fanno un lavoro non esattamente da ufficio e l’ambientazione è quella del Marvel Cinematic Universe, le situazioni che vivono sono fin troppo analoghe e comuni con quelle vissute almeno una volta da ogni spettatore e, grazie anche alla grande arte recitativa degli attori del cast di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D., questo senso di fastidio e tensione si tocca letteralmente con mano, oltre che venire empatizzato. 
Se qualcuno di voi si sta chiedendo a che pro tutto questo disturbo nell’esaltare e sottolineare questo tipo di tensione, RecenSerie ha la risposta: fa tutto parte del piano del serial di alzare la posta in gioco, come promesso nella premiére. Se lo spettatore non è coinvolto di suo al 100%, certe scene non avranno lo stesso impatto e risultato emotivo, quindi era necessario creare il giusto clima per vivere la cosa al meglio. Come si è detto righe sopra:  il coinvolgimento del pubblico è tutto.
La prova del nove arriva decisamente negli ultimi minuti finali, con il disastroso e rocambolesco assalto di Hunter e May ai danni di Ward, in cui i due tipi di tensione delineati fino adesso si scontrano, incontrano e si fondono, dando vita non solo ad un risultato inaspettato, ma anche ad un autentico colpo al cuore in grado di far provare allo spettatore le stesse, probabili emozioni che i personaggi hanno avvertito. Ma benché l’esperimento si può dire riuscito, potremmo tirare le vere conclusioni solo una volta scoperto il destino di Andrew Garner, considerandolo un successo solo in caso di sua morte. Non fraintendeteci, nulla abbiamo contro il personaggio e, finora, non ha mai dato motivo di lamentele, ma presa questa strada, se proprio si vuole dimostrare che in questa terza stagione le regole sono cambiate e si vuole alzare la posta in gioco, rimanendo quindi coerente alle sue intenzioni e promesse, uccidere il “Signor May” in questo modo violento e inaspettato sarebbe la strada giusta: anche per un discorso di valorizzazione della sopracitata “paura dell’ignoto” e del lato spietato di Ward e dei suoi collaboratori, tanto minacciosi quanto il misterioso Lash, di cui si cominciano un poco a capire le intenzioni. Una situazione simile si era già presentata in Marvel’s Daredevil a seguito della morte di Wesley avvenuta in “The Path Of The Righteous“, in cui c’eravamo chiesti se la sua dipartita avesse valorizzato o impoverito la figura di Wilson Fisk: domanda la cui risposta si cela solo nella seconda stagione. Ecco: stessa situazione, ma al contrario del serial su Devil, dobbiamo aspettare “solo” una settimana per il responso. 
In questa grande puntata, abbiamo solo due rimostranze: una decisamente piccola, e l’altra davvero trascurabile. Partendo dalla seconda, visto com’è finita la puntata, se “Devils You Know” si fosse concentrato qualche scena in più su Hunter, il finale sarebbe stato ancora più grande, ma poco male. Continuando con la prima, il make-up di Lash è a dir poco inguardabile e lo fa sembrare uno di quei pupazzoni che combattevano i Power Rangers: oppure, per restare in tema videogiochi, Blanka di Street Fighter. Del resto, il serial ha dato prova di saperci poco fare col make-up già dalla trasformazione di Calvin in Mr. Hyde e, ok che non si può avere tutto da un telefilm, ma così si esagera. 
L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la nuova stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. Il mistero della scorsa recensione sul nome del braccio destro di Ward è risolto: ufficialmente, si chiama Kebo. 
  2. Nella puntata fa la sua unica e prima apparizione Dwight Frye, un personaggio inventato ad hoc per lo show che condivide curiosamente il nome con un altro personaggio Marvel, non collegato, però, all’universo dei supereroi che conosciamo. Nel 1986, in occasione del suo venticinquesimo anniversario, al fine di espandere il suo parco testate, la Marvel Comics sotto la guida dell’editor-in-chief Jim Shooter, fece partire una linea editoriale con protagonisti dei personaggi totalmente inediti e creati ex-novo, per questa nuova dimensione narrativa volutamente slegata dai celebri eroi della Casa delle Idee. Non che l’Uomo Ragno, Capitan America e soci avessero qualcosa che non andasse, ma con questa iniziativa la casa editrice dimostrò di voler tentare una strada diversa, creando un nuovo universo più incentrato sul realismo, con personaggi nuovi di zecca e lontani dall’immaginario comune: si cercò, insomma, di creare una nuova mitologia. Questo universo, catalogato come Terra-148611, è conosciuto come “New Universe”. Tra le serie, figurava quella intitolata DP7 dove, sul numero #15 del 1988, fa il suo debutto proprio il nostro Dwight Frye, presentato come un energumeno di colore super-palestrato con la capacità di generare esplosioni di piccolo e grosso calibro. Insomma, tra il Dwight dell’MCU e quello del New Universe, c’è davvero poco in comune, ma è comunque curioso vedere un personaggio con un nome non collegato all’universo 616. 
  3. Per finire un attimino il discorso del New Universe, c’è da dire che, purtroppo, la linea New Universe non riscosse il successo sperato proprio per la caratteristica che la differenziava dalle altre serie Marvel: non c’era alcun collegamento con gli eroi tanto amati dal pubblico e, quindi, l’interesse si perse velocemente. Nel 1988, il New Universe chiuse i battenti, anche se negli anni successivi ci furono alcuni tentativi di revival, ma non andarono a buon fine: anche se, sempre negli anni a venire, echi del New Universe si sentiranno eccome. Un esempio? Nella Terra-616, la linea narrativa principale, compariranno delle versioni di due personaggi del New Universe (Star-Brand e Nightmask) che si uniranno ai Vendicatori.  
  4. I nomi delle basi Hydra pronunciate da Kebo (Nemesis e Omega Point) sono nomi di rifugi dell’organizzazione presenti anche nei fumetti, comparse per la prima e unica volta su Secret Warriors #1 del 2009. I loro usi e scopi non sono mai stati completamente dichiarati. L’unica cosa che si sa è la posizione delle basi, rispettivamente in Indonesia e in Italia.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Coulson & Rosalind: inaspettata coppia affiatata
  • Relazioni tra i protagonisti del Team Coulson: tra un po’, qualcosa esploderà e li porterà a litigare. Si sente nell’aria
  • Creazione di una empatia con lo spettatore, riguardo agli eventi della puntata, senza precedenti
  • Le intenzioni di Lash vengono a galla
  • I minuti finali 
  • Il make-up di Lash
  • Forse qualche minuto in più incentrato su Hunter avrebbe reso il finale più spettacolare, ma poco male, dopo tutto

“Devils You Know” punta sulla creazione di una affinità e empatia con lo spettatore, per poi sfoderare le tonalità ansiogene di cui il serial è padrone per fomentare man mano il climax e confezionare, così, un finale letteralmente da urlo. Il tentativo di rendere la battaglia su più fronti del Team Coulson, anche una battaglia dello spettatore, si può dire decisamente riuscito: almeno, a livello di intenti. A livello effettivo, non ci resta che aspettare l’uscita della prossima puntata e tirare le conclusioni, vedendo se finora sono state vuote parole, o promesse fatte con la consapevolezza di saperle mantenere. Restano inoltre delle cosucce da rivedere ma, visto cosa ci sta offrendo il serial in queste puntate, sono davvero degli elementi superficiali. Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. continua la sua inarrestabile forza, e continua a farlo alla grande. 

A Wanted (Inhu)man 3×03 3.74 milioni – 1.4 rating
Devils You Know 3×04 3.85 milioni – 1.5 rating

2 Comments

  1. Ormai il livello raggiunto dalla serie è altissimo…ogni volta si aspetta con ansia il nuovo ep…e i cliffhanger finali sono sempre spiazzanti!
    Esatto la tensione nello scontro Hunter – May vs Ward era altissima e a me piace e non poco cosi cattivo e spietato…l'HYDRA così come la sta portando avanti fa ancora la sua bella figura nella serie!
    La rete si chiede se Lash sia Andrew dato che ha già risparmiato Daisy due volte e vista la reazione di Werner dopo l'esplosione qualcosa di strano là dentro deve aver visto!
    Per il make up soprassediamo…..visto che Blanka di Street Fighter tornava fuori prima o poi!!! ��

    Alla prossima settimana !!! 😉

  2. Luca, il tuo commento su Blanka di Street Fighter era così bello, che non ho potuto non citarlo 😀 qualcuno avrebbe creato un albo dei recensori, solo per aggiungermi e radiarmi, se non l'avessi fatto!

    Per Lash, non saprei, le teorie così campate per aria su Internet non mi hanno mai entusiasmato. Alcuni dicono addirittura che sia il braccio destro di Rosalind. Io invece, personalmente, credo che possa essere un Inumano sopravvissuto all'assalto di Afterlife. Non so, attualmente il mistero è così fitto, che è aperto ad ogni interpretazione e il fatto che l'Internet ne parla, è un buon segno: la serie interessa e tiene attenti 🙂

    Eeeeh, Brett Dalton. Che dire? Quell'uomo da il meglio di sé nel fare lo stronzo: e a noi, ci piace tanto così!

    Alla prossima Luca, grazie ancora per il commento!

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