Baskets 1×01 – RenoirTEMPO DI LETTURA 4 min

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Le comedy sono cambiate. Una frase che ormai avrete sentito decine e decine di volte (un po’ come quando un anziano dice: “non ci sono più *qualsiasi cosa* di una volta”) e che rappresenta uno dei concetti chiave della serialità di questi ultimi anni. Troppo impegnati a lodare drama come FargoThe Knick, Mad Men, The Leftovers e molti altri, spesso ci dimentichiamo di come anche l’altra faccia del mondo della tv, quella teoricamente più simpatica e scanzonata, abbia fatto dei passi in avanti non indifferenti. Appartiene a questo nuovo filone della comicità (è ancora la parola giusta? Perché alcuni show teoricamente comici spesso contengono riflessioni e situazioni degne del più cupo dei drama) la nuova produzione FX, una delle reti più acclamate del mondo via cavo americano (Fargo, Sons of Anarchy, Justified, The Americans) e che è riuscita anche ad innovare moltissimo nel settore comedy (You’re The Worst, Man Seeking Woman…). Parliamo di Baskets.
Avviso a tutti quelli che sono stati ingannati dal titolo (come la persona che vi sta scrivendo): no, non riguarda il mondo della palla a spicchi.
La trama è semplice e al contempo intrigante, in quanto si addentra in un settore praticamente mai esplorato (se non per quelle pochissime persone che hanno avuto modo di vedere Psychoville): quello dei clown. Protagonista è Chip Baskets, interpretato da Zach Galifianakis, un ragazzo con il sogno di diventare clown. Come potete ben immaginare, Chip è il più classico degli antieroi imbranati e in balia degli eventi perché, in fondo, è questo l’unico modo in cui si potrebbe descrivere una persona che si iscrive, con i soldi della madre (una fantastica Louie Anderson), ad un costosissimo corso di clownèrie a Parigi, per poi mollarlo perché non parla una parola di francese. Il character sembra è costruito appositamente sulla figura che Galifianakis si è fatto sul grande schermo. In fin dei conti lui stesso è sia creatore, sia produttore esecutivo, sia una delle penne che hanno firmato questo “Renoir”, e alla fine è anche comprensibile: interpreta un ruolo che gli dona. Comprensibile. A completare lo one man show del comico di origini greche ci si aggiunge il fatto che lui, oltre a Chip, interpreta anche il fratello gemello, insegnante/segretario/inserviente (per rimanere in tema di one man show) di un’università che insegna ai propri studenti i più svariati mestieri. Il dialogo tra i due gemelli è uno dei più riusciti dell’episodio e promette di garantire ottimi momenti comici.
Lo show è creato, prodotto e anche sceneggiato (in parte) da Galifianakis ma a credere e creare il progetto con lui c’è anche un certo Louis C.K. accompagnato da Johnatan Krisel (Portlandia). Il tenore comico è ovviamente influenzato e indirizzato sui binari che Louis C.K. in primis ha impostato sempre con la sua Louie su FX. Insomma, se per ora non ci sarà un’altra stagione di Louie almeno possiamo apprezzare una comicità simile con Baskets.
A proposito della Francia, è interessante il paragone che si fa tra gli Stati Uniti e l’Europa. In questi 20 minuti si vede chiaramente una netta distinzione culturale che porta quasi a degli opposti: alla raffinatezza e passione per l’arte del vecchio continente si contrappone brutalmente la mentalità più gretta, tendente allo spettacolo e all’estremo e, perché no, anche un po’ culturalmente povera degli USA. Emblematici, in tal senso due aspetti: quando Baskets deve ripetere quattro volte il suo nome d’arte, Renoir, al suo nuovo datore di lavoro e, soprattutto, il lavoro in sé, ovvero vestirsi da clown e cercare di non farsi incornare da un toro.
A completare questo quadro ci pensano una moglie, che lo sfrutta, e un’assistente dell’assicurazione, che non sembra avere tutte le rotelle a posto.
Il pilot scorre molto bene ed è particolarmente apprezzabile l’atmosfera, accompagnata sempre da un sottofondo di musica classica che rende il tutto molto raffinato. Molto convincente la prestazione di Galifianakis, che ha già dimostrato in “Birdman”, seppur con un ruolo marginale, di sapersi districare bene anche in situazioni non demenziali à la “Notte da leoni”.
Se proprio si vuole trovare un neo, esso risiede nella figura della moglie. Va bene il grottesco, va bene tutto, ma la richiesta di matrimonio e il servilismo nei suoi confronti (40 euro per HBO premium quando guadagni 3 euro l’ora per farti incornare?) sono eccessivi e, in generale, le parti con loro due sono le meno riuscite. Migliorabile.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Concept originale
  • Buona interpretazione degli attori
  • Sottofondo musicale
  • Louis C.K. come produttore
  • Tutta la situazione riguardo la moglie appare un po’ forzata
Baskets si presenta fin da subito come un  prodotto originale ed innovativo che, se continuerà su questa strada, potrà ritagliarsi agilmente il suo spazio nel sempre più affollato mondo seriale.

 

Renoir 1×01 1.04 milioni – 0.5 rating

 

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