Galavant 2×05 – 2×06 – Giants vs. Dwarves – About Last KnightTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni by

La seconda stagione di Galavant prosegue nella sua (purtroppo) breve cavalcata annuale, sperando di agguantare nuovamente il rinnovo e sfuggendo così per la seconda volta al temibile Cancellation Bear. Una cancellazione che, a maggior ragione in virtù dell’incredibile doppietta messa a segno questa settimana, porterebbe con sé l’amaro gusto della sconfitta. Non certo per comparto autoriale e attoriale, quanto piuttosto per le speranze di poter usufruire di prodotti innovativi in un panorama seriale tanto sfaccettato in termini di offerta, quanto standardizzato in termini di ricezione spettatoriale.
“Giants vs. Dwarves” e “About Last Knight” rappresentano sicuramente l’apice raggiunto finora da questa seconda annata. Mettendo in scena una miriade di canzoni tanto demenziali quanto geniali (a partire dalla serenata dedicata da Richard al suo nuovo amico Tad Cooper), fatta eccezione per l’evitabile parentesi pseudo rockeggiante della principessa Jubilee, questi due episodi riescono ad evocare, in maniera ancor più spiccata, atmosfere sempre più vicine ai lavori del maestro Mel Brooks, fino a portare lo spettatore a pensare di assistere ad un nuovo capitolo dell’indimenticabile “Robin Hood – Un uomo in calzamaglia”. Battute smodatamente trash, umorismo semplice e demenziale ma altrettanto efficace, folli caratterizzazioni di personaggi simili solo nell’aspetto ai classici stereotipi fiabeschi, sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono positivamente questo telefilm, arrivato oggi, immeritatamente, a raccogliere poco più della metà degli spettatori raggiunti l’anno scorso con la première.

Il solito plauso va a Timothy Omundson, protagonista morale della serie e forza motrice della stessa, magistrale nella sua interpretazione di candido e ingenuo sempliciotto picchiatore di bambini, tanto da portare verso di lui le simpatie dello spettatore a prescindere dalle assurde decisioni prese nel corso della storia. Un ruolo che fin da subito è parso essergli cucito addosso e che, in maniera prevedibile, ha dato origine ad un character geniale nelle sue tante sfaccettature.
L’assoluto protagonismo di Richard porta con sè il difetto di lasciare scoperta la storyline in quel di Valencia, dominata ora da King Gareth e Madalena, certamente bravi nella rappresentazione dei propri personaggi, ma altresì meno pungenti in termini di comicità. In quel di Hortentia abbiamo invece il wedding planner Wormwood e il suo assistente Barry a tenere in piedi la baracca, funzionali inoltre a mandare avanti la macchina narrativa grazie al diabolico piano complotto finito male, ma sfociato in un’altra macchinazione ancor più importante in termini narrativi: la minaccia di una guerra tra i regni di Valencia e Hortentia.
Se nel corso del quinto episodio l’originalità (e demenza) degli autori si palesa grazie all’assurda battaglia tra giganti molto bassi e nani molto alti, nel sesto le “perle” si sprecano: partendo dalla geniale foresta delle coincidenze, passando per il lancio del cavolo, per poi concludere in bellezza con il cliff-hangerONE che ha lasciato noi tutti a bocca spalancata con solo una domanda in testa: “e adesso?”. Naturalmente il nostro protagonista troverà il modo di scamparla (anche perché altrimenti come diavolo potrebbe proseguire la storia?) ma le dinamiche che hanno portato Galavant ad essere infilzato dal suo fedele scudiero racchiudono in pieno l’anima del telefilm, geniale nella sua imprevedibilità.

L’angolo del giro di Do
Sì vabbè, lo abbiamo capito: Alan Menken è il compositore delle musiche di Galavant, così come di tantissime altre opere del calibro de “La Sirenetta” o “Aladdin”. Ormai nei precedenti numeri della rubrica ci siamo sbizzarriti a trovare le somiglianze con le canzoni disneyane. E non è finita qui. Il ritmo particolarmente swing della geniale canzone di preparazione alla battaglia tra “giganti” e “nani” (reso interessantissimo dall’incontro tra le voci scure e profonde di Richard, Galavant e delle loro truppe, con la squillante voce di Roberta) ricorda moltissimo “Friend Like Me“, canzone cantata dal genio fresco fresco di uscita dalla lampada. E l’incedere schioccando le dita deve per forza essere una citazione di questo.
Ci vogliamo soffermare sul rock sporco della Princess Jubilee? No.
Da evidenziare, come al solito, il tema ricorrente di Galavant che ricorre soprattutto nel confronto con il padre di fronte alla collezione di arazzi con i ricordi del giovane Galavant, per poi riprendere gli ultimi versi della canzone precedentemente cantata dai bambini. 
Infine: la marcia ribelle e trionfale di Sid, non ricorda vagamente questa

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Giganti molto bassi e nani molto alti
  • La foresta delle coincidenze
  • Il lancio del cavolo
  • Cliff-hangerONE incredibile
  • La parentesi rock della principessa Jubilee
  • Storyline di Gareth e Madalena poco pungente
Due ottime puntate che confermano l’ottima qualità dello show, purtroppo lanciato in picchiata (quest’anno temiamo senza paracadute) in termini di ascolti. Il numero contenuto di episodi realizzati nel corso di ogni stagione fanno di Galavant un appuntamento settimanale frizzante, scevro da qualsivoglia rischio in merito a stagnazioni narrative per via del rivisitato contesto fiabesco, ma soprattutto mai noioso grazie alle superbe performance recitative/canore dei suoi interpreti.

Bewitched, Bothered, And Belittled 2×04 2.41 milioni – 0.6 rating
Giants vs. Dwarves 2×05 2.32 milioni – 0.6 rating
About Last Knight 2×06 2.32 milioni – 0.6 rating
Tags:

3 Comments

  1. Ma solo a me la canzone in cui Nani e Giganti, con Gal e Richard in prima fila, si preparano allo scontro mentre Roberta (la amo, davvero la amo) tenta di fermarli ha ricordato tanto la bellissima "Barbari" di Pocahontas?

  2. Guarda, può essere. Ti rispondo da autore fisso della rubrica, considera che è proprio una scelta stilistica quella di commentare la musica di ogni episodio in maniera approssimativa e dopo una sola visione. Un po' alla volemosebbene. Quindi ben vengano altre opinioni 🙂

  3. Ci ho pensato anch'io, ma piu' che altro per l'argomento e l'impostazione della scena (due schieramenti che entrambi si aizzano preparandosi alla battaglia, l'inconsistenza delle loro motivazioni, la donna in mezzo a loro unica voce della ragione). La musica in effetti mi sembra una citazione smaccata di West Side Story da quel che vedo.

    (la parte preferita per me rimane la canzone rivoltosa e trionfale ma un po' troppo realistica di Sid XD. Il pezzo di Jubilee sarebbe potuto anche essere buono se avessero preso qualcuno che, insomma, sapesse *cantare*. Che poi dico, mica si tratta di recitare Shakespeare qui, non serviva una grande attrice, ma ci vuol tanto a trovare qualcuno che non stecchi? Potevan pigliare la prima vocalist beccata a un qualunque piano bar e avrebbe fatto meglio).

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: