Galavant 2×07 – 2×08 – Love And Death – Do The D’DEWTEMPO DI LETTURA 6 min

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La commistione tra musica e comicità e il rapporto di perfetta complicità tra i due elementi sono, fin dalla prima messa in onda, parte integrante di Galavant. Come concetto può apparire abbastanza scontato a chi conosce ormai bene lo show, e magari lo è, eppure allo stesso tempo rimane un aspetto da non sottovalutare affatto. Innanzitutto, per rimanere un momento nel campo dell’ovvio, non ci piacerebbe così tanto Galavant se fosse solo un Glee medievale, in egual modo se fosse solo uno Scrubs in calzamaglia (anche se la canzone dei Giants vs Dwarfs ce l’ha riportato un po’ alla mente).
No, è una qualità da non sottovalutare perché poi semplicemente la comicità funziona, è brillante, fuori dalle righe e con mille sfaccettature; cosa non banale specialmente quando molte delle concorrenti più altisonanti scarseggiano in questa particolare (e in teoria imprescindibile) prerogativa. “Love And Death” mette subito in mostra le doti autoriali degli sceneggiatori in questo senso, evidenziandone oltremodo la loro voglia di “strafare”, di non adagiarsi sugli allori e di rompere gli schemi quanto più possibile: ed è cosi che dopo lo scioccante finale dello scorso episodio, che praticamente ogni spettatore ha in cuor suo previsto risolversi con una simpatica burla, Galavant muore davvero (come fa notare a Sid per tutto “Do The D’DEW”: “Ugh, kill me… Not you Sid, it was just an expression“). Non per finta e non con una gag temporanea, ma morto morto. E come ogni grande team di scrittori che si rispetti, non ci si limita a porre “tragicamente” fine alla sua vita premendo facilmente sull’empatia del fruitore, ma lo si fa resuscitare da un folle che in una grottesca scena che, tra l’altro, ricorda fortemente quella che vedeva entrare in scena Billy Crystal/Miracle Max in The Princess Bride (La Storia Fantastica) di Rob Reiner. canta una canzone sul velocizzare i tempi che in realtà non fa altro che rallentare il tutto. Insomma, difficile ricordare così alte vette di consapevole e raffinato non-sense, almeno non nel palinsesto attuale, men che meno all’ABC.

Ad irrobustire il delizioso e gigantesco divertissement che è Galavant, ovviamente, il suo continuo strizzare l’occhio allo spettatore, senza pretese di ricercatezza, ma palesandolo incondizionatamente con l’unico scopo di intrattenerlo. I seguaci della serie potranno così giocare a riconoscere ora la celebre citazione di Notting Hill (“Sono solo una ragazza…”) insita nella dichiarazione di Roberta a Richard, ora all’esercito degli zombie (no, non quello che pensate voi, non li ha inventati Robert Kirkman), veri protagonisti in “Do The D’DEW” con la rivisitazione del “brillantinato” Summer Nights (il nostro Angolo qui sotto vi deluciderà su tutte queste chicche). Senza contare i momenti in cui non ci sono più freni, e la cosiddetta quarta parete viene frantumata, vedi l’imprevedibile “Set your DVR” di Isabella in “Love And Death” o il divertito “Finally I’ve been waiting 2 season for this” di Gareth nella successiva. D’altronde, che il metalinguaggio dello show si fosse ancor più accentuato in questa stagione, ci è stato subito reso chiaro fin dal titolo della “Premiére” e confermato dalla sua ripresa nel finale (nella quale spadroneggia una Roberta che cerca invano di entrare nell’inquadratura).
Ma in Galavant non c’è spazio solo per il puro intrattenimento. Ogni personaggio trova un suo posto in questa pazza storia, adattandosi di conseguenza. La coppia Richard-Roberta ne è l’emblema: li vediamo affrontare problemi inverosimili per l’epoca (un Re che non è andato mai a letto con nessuna donna?), tra la scoperta dei piaceri dettati dalla carne e l’improvvisa e inaspettata rottura, conditi entrambi da toni decisamente “moderni”. Ci ritroviamo così di fronte da un lato la storia d’amore più “romantica” della stagione (quasi in sostituzione ai Gal/Isabella pressoché assenti insieme), intendendo col termine il letterario genere cavalleresco (a tal proposito, basti vedere la “spada del vero Re” che probabilmente servirà a Richard per riconquistarla, a lui che più di tutti nel comparto dei protagonisti si trova nel tradizionale “viaggio dell’eroe”); dall’altra la meno convenzionale, nel profondo, proprio per i temi affrontati, i più “veri” dello show e per questo più vicini a noi.
Madalena e Gareth fanno così da contraltare alla più pura e spensierata coppia (in quella che sembra la stagione dell'”amore” come testimoniano i sentimentali zombie), passando con disinvoltura dal comico (“Love And Death” e una delle “terapie di coppia” più spassose mai viste in tv) al tragico (“Do The D’DEW” e l’oscuro sortilegio), in quella che probabilmente è la storia meglio scritta. La ricerca del “compromesso” sarebbe dopotutto già ottimamente messa in scena dalla fisicità dei due interpreti, che ci mettono poi del loro, sfoggiando ognuno qualità recitative opportunamente complementari: una “teatrale” e dalla ricca provvista di espressioni (se avete degli ormoni funzionanti, non potrà non scorrervi un brivido ogni volta che Mallory Jansen ripete “d’dew”), l’altro un duro ex-giocatore di calcio, sottolineiamo britannico, dalla funzionale rigidità. Dopo il raggiungimento dell’equilibrio, però, il cedimento di Madalena ne annuncia la possibile rottura, la quale ora, dopo esser rimasta “bloccata” per una stagione intera in cerca di uno scopo, sembra esser finalmente libera di far esplodere tutta la propria malvagità.
E qui arriviamo alla gustosa e preparatoria carrellata finale, dalla quale si evince, una volta per tutte, la bravura degli autori anche in termini organizzativi, con l’incrocio delle storyline gestito (seppur a modo a loro, vedi la geniale Forest of Coincidence) sempre con una precisa direzione, malgrado le paure iniziali, da far quasi invidia alle infinite e spesso inconcludenti peregrinazioni di certi personaggi “famosi” attraverso degli altrettanto rinomati Sette Regni (che qui sono Tre e son pronti a darsi epicamente battaglia).

L’angolo del “daje de tacco, daje de punta, quanto è bona la sora Assunta”

Siete stati sorpresi sentendo assonanze e consonanze sibilanti su una S, espresse dalla soave e sentita canzone di Reece Shearsmith?
Avete notato la continua ripresa del tema amoroso ascoltato già nella canzone “What Is This Feeling” a sottolineare la nascita di nuovi intensi sentimenti tra Gareth e Madalena?
Avete sentito la ripresa di “A New Season” in versione più tenebrosa (e probabilmente trasportata in tonalità minore) a sancire l’epico finale?
Avete colto la citazione di Grease nella canzone di Richard e Roberta e il coro di zombie?
E avete sentito che brutta la canzone tra Madalena e Isabella?
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La “terapia di coppia” by Madalena e Gareth 
  • Le frecciatine di Galavant a Sid 
  • Gli zombie che seguono Galavant 
  • Cat fight!”
  • Oh, fine. Give it here” 
  • Questa volta, davvero nulla 
Una Nuova Stagione” sta per volgere al termine, mentre noi preghiamo tanto non sia anche l’ultima, perché, comunque vada il finale, Galavant ha confermato tutto il suo ricco, sofisticato e allo stesso tempo insano intrattenimento, per il quale potremmo anche non farne mai a meno. Se, dopotutto, è arrivata a sei stagioni Glee…

About Last Knight 2×06 2.32 milioni – 0.6 rating
Love And Death 2×07 2.10 milioni – 0.5 rating
Do The D’DEW 2×08 2.10 milioni – 0.5 rating
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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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