The Shannara Chronicles 1×01 – 1×02 – Chosen (Part 1) – Chosen (Part 2)TEMPO DI LETTURA 6 min

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It’s much worse than I thought. The Ellcrys is dying.

Una sola domanda continua a non trovare risposta nella mente di tutti gli spettatori al termine di “Chosen”: ma quanti soldi ha speso MTV per realizzare questa serie? “Tanti” è il termine che purtroppo non sazierà la curiosità di nessuno.
La trasposizione sul piccolo schermo dei libri di Terry Brooks comportava un obbligo non scritto di un uso massiccio di CGI, vuoi per l’uso della stessa magia all’interno dei libri, vuoi per la realizzazione dell’ambientazione fantasy, vuoi per la creazione degli stessi demoni. Il cruccio principale era quindi inerente la “qualità” di questi effetti speciali, qualità che, purtroppo molto spesso, non è supportata da un budget adeguato e/o da network con queste capacità (ogni riferimento a SyFy o The CW è puramente casuale voluto). La sorpresa positiva nel riscontrare che questa paura era totalmente infondata è il maggior pregio di questo pilot, ma andiamo con ordine.
Come si intuisce già dalla sigla, The Shannara Chronicles è ambientata in un futuro che lo stesso Terry Brooks descrive come “a post-apocalyptic world born after a future holocaust called The Great Wars“, situato a qualche secolo da oggi, nelle terre corrispondenti all’odierno Nord America. Qui abitano gli esseri umani e i loro discendenti, se così li vogliamo chiamare: elfi e gnomi. L’azione prende il via proprio nella capitale degli elfi, Arborlon, una raffinata città ben governata dal saggio ed autorevole King Eventine Elessedil (interpretato da quel John Rhys-Davies che nella trilogia de Il Signore Degli Anelli era il nano Gimli, un nome, una garanzia ed un gioco del destino che lo porta da nano ad elfo) e ben difesa contro ogni male dall’albero Ellcrys, Eterea nella versione italiana. La nipote del re, Amberle, decide di partecipare alla gara per entrare a far parte degli Eletti, i giovani che devono aver cura dell’Eterea, anche se questo ruolo non è mai stato ricoperto da una ragazza. Qui c’è il primo punto d’interesse della storia: come declinare al tempo degli Hunger Games il tema del sacrificio femminile, così importante e presente nell’opera di Terry Brooks? Sono romanzi scritti decenni fa, prima di Game of Thrones e di tante altre cose che, ad elencarle, fan sembrare gli anni ’70 e ’80 quasi un’altra era geologica. È bene quindi ricordare che i 25 libri di cui consta il mondo “Shannara” sono stati scritti tra il 1977 e il 2013 e non devono essere visti come delle copie ma come un mondo a sé stante, magari fatta eccezione per The Lord Of The Rings (1954).

Altro domandone fondamentale: cosa distingue questo prodotto da tanti altri simili (primo fra tutti il lavoro fatto da Peter Jackson sull’opera di Tolkien) rendendolo, in ultima analisi, degno di essere guardato? Le ambientazioni neozelandesi, tanto per dire, sono le stesse. John Rhys-Davies aveva il ruolo del nano ne Il Signore degli Anelli e, sempre in zona, nello Hobbit interpretava il ruolo di un orco Manu Bennet. Tante analogie ma un taglio completamente diverso, oltre che un pubblico diametralmente opposto. Si è sentito accostare molto spesso The Shannara Chronicles a Game Of Thrones, abbinandoci termini bambineschi, teen e altre declinazioni degli stessi. Se è vero che tra i due mondi letterari c’è un bel divario, lo è ancora di più la resa scenica che ha come target un pubblico ben diverso. Se The Shannara Chronicles fosse stato adattato da HBO o AMC non saremmo qui a scrivere queste note, tuttavia qui si parla di un prodotto che va in onda su MTV ed il target adolescenziale del network è la chiave di lettura corretta per leggere la resa scenica ad opera del duo responsabile di Smallville, Alfred Gough e Miles Millar. Non bisogna rimanere sorpresi se attori misconosciuti recitano (malamente) nei ruoli dei protagonisti, se la bellezza è preferibile alla bravura e se gli ormoni sono essi stessi presenti in molte scene. MTV ed il suo pubblico chiedono questo e ottengono questo. Manu Bennet, piacevole salvavita Beghelli del cast, qui interpreta invece il druido Allanon, giovane (almeno d’aspetto, grazie al sonno criogenico druidico) ma col fisico scolpito pronto alla battaglia, ben diverso dai saggi anziani con una lunga barba bianca stile Gandalf.
Altre differenze potrebbero essere nei segni, chiaramente mostrati, di un passato tecnologico che è l’epoca in cui noi stiamo vivendo, oppure nel fatto che i figli del re non credano all’Eterea come effettivo baluardo contro i demoni, ma solo come favola tradizionale. Ovviamente si sbagliano: ogni foglia che il magico albero perde è un nuovo demone che si libera sulla Terra. Lo scontro tra realtà e mitologia appare quindi parte integrante dello show, almeno per qualche minuto, e questo è estremamente apprezzabile.
Ad Allanon viene accostato anche Will Ohmsford, portatore sano di pietre magiche, almeno per ora: infatti non sa ancora bene come usarle, il suo “maestro di vita” è Allanon stesso ed è anche colui che l’ha avvertito riguardo il fatto che la magia esige sempre un suo prezzo (“Magic always comes with a price, Wil.” è una frase molto famigliare). Intanto per le pietre gli vengono rubate dalla nomade Eretria. Il riassunto da lui fatto della situazione in cui i nostri personaggi si vengono a trovare è talmente carino da meritarsi una citazione integrale: “Quindi dovrei usare delle pietre magiche, che non ho, per proteggere una principessa, che non vuole essere trovata, da un’orda di demoni intenti a devastare il mondo? E anche se ci riuscissi, il che è altamente improbabile, la mia vita potrebbe essere comunque condannata, perché la magia potrebbe friggermi il cervello?”. Un vero eroe per caso, eroe riluttante 2.0, papabile nuovo idolo della generazione corrente, la stessa che segue adorante Teen Wolf.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • John Rhys – Davies: un re, una sicurezza
  • Il personaggio di Will ha una certa simpatia
  • Allanon, il druido che non ti aspetti
  • Le rovine della nostra epoca
  • Effetti speciali all’altezza
  • Rischio, per la serie in generale, di non avere una sua ben precisa personalità, ma di somigliare semplicemente a mille altre
  • I figli del re: non si arrendono nemmeno davanti all’evidenza
A giudicare dal solo pilot, il prodotto è piuttosto accattivante, per chi ama il genere. Fin troppo facile prevedere, anche per chi non ha letto i libri, gli sviluppi delle prossime puntate, almeno per quanto riguarda Will, che dovrà crescere e imparare a gestire i suoi poteri, o la lotta contro i demoni sempre più aspra fino alla battaglia finale. I nomi coinvolti nell’operazione, del calibro di Jon Favreau, accanto allo stesso Terry Brooks, fanno ben sperare per un degno svolgimento del tema proposto. Certo ci si augura che dall’esperienza fatta in Smallville il duo Alfred Gough e Miles Millar abbia imparato qualcosa.
Chosen (Part 1) 1×01 1.0 milioni – 0.5 rating
Chosen (Part 2) 1×02 1.0 milioni – 0.5 rating

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