The X-Files 10×05 – BabylonTEMPO DI LETTURA 3 min

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“All I care to know is that a man is a human being, and that is enough for me; he can’t be any worse.”

Dopo l’altissimo livello raggiunto con la precedente puntata, The X-Files si concede una piccola sosta di compiacimento personale e di pura filosofia. La puntata vede infatti come fulcro attorno al quale lavorare, l’odio in tutte le sue sfaccettature. Contrapposto a questo odio, verrà posto l’amore incondizionato. Più specificatamente, l’amore materno: non un particolare da poco questo, perché permette di ricollegare la conclusione dell’episodio ad uno dei temi centrali della mitologia di The X-Files, ossia William.
La puntata mira all’introspezione, introdotta già con il finale dello scorso episodio, sia per quanto concerne i personaggi, sia per gli spettatori: accanto a Mulder e Scully vengono introdotti gli agenti speciali Miller ed Einstein. Appare fin da subito lampante come i due giovani agenti siano la copia perfetta, in quanto a modo di fare e di carattere, dei due agenti degli x-files. Il giovane agente Miller sembra essere fissato con l’inspiegabile (o come preferisce definirsi lui, è uno con la mente aperta), mentre l’agente Einstein è scettica e dubbiosa riguardo ogni teoria paventata dal collega.

“You want the truth, Agent Mulder? You’ve come to the right place.”

Messo da parte il puro lavoro filosofico, l’episodio intreccia in sé due delle religioni che ancora oggi tendono a lasciare morti sui campi di battaglia: islam e cristianesimo. Come detto, la puntata verteva sull’attacco terroristico di due estremisti islamici e sarà uno dei due a fornire l’opportunità dell’intreccio scenico a Chris Carter: quest’ultimo, infatti, ha pensato bene di riprodurre La Pietà sostituendo al Cristo il corpo dilaniato del giovane terrorista. Una scelta scenica abbastanza forte e profonda, da parte sua. Come se non bastasse, la scena si svolge su di una barca che procede lentamente su di un mare (o fiume) in tempesta: il tutto pare richiamare la figura di Caronte e l’attraversamento dell’Acheronte da parte dei nuovi morti. La figura di Caronte viene ricoperta da un personaggio di un certo peso all’interno di The X-Files: L’Uomo Che Fuma.

“The most beautiful thing we can experience is the mysterious, the source of all true art and science.”

Per quanto concerne il citazionismo o easter egg, l’episodio non ne presenta eccessivamente troppi segnando però il ritorno di alcuni dei personaggi forse più apprezzati dai fan di lunga data della serie (tanto che venne fatto uno spin-off al riguardo): i Pistoleri Solitari (The Lone Gunmen) fanno infatti il loro ritorno in quello che pare essere stato il viaggio nel mondo delle allucinazioni di Mulder. Ma non è il solo personaggio a fare il suo ritorno: dopo una fugace comparsa in “My Struggle“, possiamo riapprezzare, nelle vesti di Caronte, il tanto amato/odiato Cancer Man (l’agente C.G.B. Spender, interpretato da William B. Davis).

“Did you hear that?”

Il suono di trombe udito sul finire di puntata sarà uno dei temi che condurrà al finale di questa breve ma intensa nuova stagione. Il suono potrebbe prendere in considerazione uno degli elementi più strani e semi-complottistici presenti in rete: il rumore sembra ricordare le heaven trumpet, delle quali son presenti numerosi video amatoriali online e per le quali viene data come spiegazione l’incombente ritorno sulla Terra del figlio di Dio, Gesù.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il viaggio allucinogeno di Mulder
  • The Lone Gunmen
  • Contrasto religioso come tema dell’episodio
  • Parallelo tra Scully/Einstein e Mulder/Miller
  • Il dialogo conclusivo tra Mulder e Scully
  • Scene successive all’assunzione dei funghi
  • -1 al finale

 

Dovremo aspettare il prossimo episodio per scoprire se Chris Carter abbia deciso effettivamente di prendere in considerazione tale spunto da cui sviluppare la trama o se era solo un blando modo per depistare gli spettatori (una abile mossa Kansas City, quindi). Quello che è certo è che “The Truth Is Still Out There”.

 

Home Again 10×04 8.31 milioni – 2.5 rating
Babylon 10×05 7.07 milioni – 2.1 rating
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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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