fbpx

Girls 5×02 – Good ManTEMPO DI LETTURA 5 min

in Recensioni by

Clara, be my pal, tell me: am I a good man?

Questo chiedeva il Dodicesimo Dottore dello show di fantascienza della BBC alla sua companion, una confusa e dubbiosa Clara Oswald. Quello che poi diventava in seguito un mantra che ha accompagnato tutta l’ottava stagione di Doctor Who, diventa qui il tema portante di questo secondo episodio del (quinto) ritorno della serie di HBO. Magari, solo il tempo potrà dircelo, sarà il leitmotiv anche di tutto il percorso stagionale delle più odiate ragazze di New York, ma per ora ci limitiamo a constatarne la centralità nel corso di questi trenta minuti.
Agli abituali detrattori dello show, così come ai suoi spettatori più “obiettivi”, la presenza di una tale disputa “morale” sembrerà strana, visto il decadimento etico messo ripetutamente in scena da Lena Dunham, che fin dall’inizio ha sempre preferito un approccio senza filtri e privo di alcun gusto per la “buona condotta” sociale. “Good Man” che anche stavolta è scritto dalla giovane autrice (in compagnia di Jenni Konner), e che per la seconda volta consecutiva, dopo la première, la vede alla regia, per l’ultima volta in questa stagione: tutte nozioni che possono così far intuire quanto possa essere “personale” l’episodio per la Dunham, evidenziandone non solo l’unicità all’interno del panorama della sua creatura, vista l’eccezionalità apparente dei temi trattati, ma soprattutto la maturità artistica di un’autrice giunta al suo quinto rinnovo (e di cui è già stato annunciato un sesto).

Am I a good man?

È innanzitutto questa la domanda che affligge l’intera parabola del padre di Hanna, così come lo ritroviamo dopo l’epifania che l’ha colpito nella fase finale della passata stagione: in crisi, in una camera d’albergo, sconvolto dal suo primo appuntamento “al buio” rimediato online con un altro uomo. Quesito che però accompagna, piuttosto raffinatamente, le turbe psicologiche che la stessa figlia nutre al riguardo: lo scorso episodio eravamo noi a chiedere se Hanna fosse in qualche modo cresciuta, e per lunghi tratti dell’episodio la risposta sembra più che negativa. Si riaffacciano infatti i soliti difetti e, soprattutto, le inguaribili contraddizioni del personaggio, convinto di essere una femminista all’avanguardia e dalla mentalità aperta, che invece cade internamente (e senza che lo voglia ammettere) nei più bassi cliché della società odierna che tanto rifugge, in primis l’avversione che prova quando il padre le racconta il motivo della sua chiamata.
L’Hanna Horvath che conosciamo è quella che insegna libri dalle tematiche adulte a ragazzi delle medie, facendo poi finta di non capire davanti ai rimproveri del preside; è quella che frequenta il “good guy” Fran, per poi pomiciare allegramente col suo coinquilino omosessuale davanti a lui, pretendendo inoltre una non-reazione da parte sua. Tutto cambia però quando è costretta ad affrontare l’amante del padre (interpretato dal perfetto Ethan Phillips, ennesima grande special guest dello show), trovandosi in faccia alla pura realtà fatta di due ultra-cinquantenni impacciati e “bravi ragazzi”, che troppo tardivamente stanno sperimentando la propria sessualità. Da qui parte la presa di coscienza della protagonista, Hanna smette di essere egoista e pensa alla situazione di suo padre, la portata della sua richiesta d’aiuto, ai suoi genitori e all’imminente fine del loro matrimonio, si fa matura e capisce che non le è più permesso recitare la parte della figlia unica e viziata, ma piuttosto addossarsi quella di tramite tra i due, incapaci ormai di comunicare in questo momento difficile.
La paura di non essere un “good man” o, meglio, una “good friend” è quella che limita l’attrazione fatale tra Jessa e lo storico ex della sua migliore amica: Adam, il nostro Kylo Ren che nel frattempo ha fatto carriera, ma che non abbandona a quanto pare lo show che l’ha lanciato, così come sembra non voglia farlo Lena Dunham, ben conscia del potenziale del personaggio e della sua importanza all’interno delle dinamiche della serie. La loro “storia”, d’altronde, è probabilmente la sottotrama più “orizzontale” presente finora nella serie, data la sua continuità e lungimiranza nel porre le basi fin dalla première della passata stagione (“Iowa“). Un’attrazione, la loro, impossibile ma sul punto di esplodere; in teoria delle più classiche viste in tv, eppure il suo sviluppo non tradisce lo stile appartenente a Girls, fatto del realismo più grottesco e “molesto” che si possa pensare. Da un lato abbiamo quindi la naturale atmosfera “romantica” che pervade le scene al luna park, dall’altro vediamo Kylo Ren masturbarsi davanti/insieme l’amica, entrambi illudendosi che sottostando a certe “regole” (poi prontamente e significativamente trasgredite) non incapperanno nel “tradimento” nei confronti di Hanna. La scena “perversa”, parafrasando lo stesso Adam, riesce così a rappresentare fisicamente l’estrema vicinanza che esiste tra le due anime tormentate che caratterizzano i due personaggi, storicamente avvezzi a gesti di questo tipo: “… that I would destroy you. And you would destroy me.” “We would destroy each other.“, difficile ritrovare tanta onestà espressa negli usuali rapporti messi in scena dalla canonica “finzione” televisiva.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • New rules” 
  • Hanna vs il preside 
  • Hanna e suo padre 
  • La sorella di Adam 
  • Tutto Jessa e Adam e la metafora del pesce 
  • Dopo la coralità di “Wedding Day” si torna alla suddivisione delle storyline singole, giovando soprattutto il lato “comedy” di quelle di Ray ed Elijah 
  • Ray vs gli hipster 
  • Oh, no way, Cosette” 
  • Le special guest Ethan Phillips, Corey Stoll (direttamente da House of Card e Ant-Man) e la sorella della Dunham 
  • L’assenza di Shosh e Marnie, che comunque si avverte poco 
Lena Dunham osa, come tante volte ci ha abituato a fare, ma raggiungendo vette di profondità che può condividere con pochi altri show in circolazione. La maturità artistica dell’ex ragazza prodigio è pressoché raggiunta e questa quinta stagione di Girls promette solo scintille. 

Wedding Day 5×01 0.48 milioni – 0.2 rating
Good Man 5×02 0.53 milioni – 0.2 rating

Tags:

Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

Baby 1×04 – Emma

Dare un giudizio obiettivo sulla nuova serie di casa Netflix è molto
error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: