The Night Manager 1×02 – Episode TwoTEMPO DI LETTURA 4 min

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Il primo episodio di The Night Manager ha avuto l’onere di introdurre nel modo più accattivante possibile l’universo della serie e per farlo, si è concentrato soprattutto sulla figura di Jonathan Pine; nella precedente recensione si lodava, giustamente, la scelta di  attualizzare il contesto narrativo del romanzo di Le Carré e lo spettatore ha goduto di una puntata ben articolata, con attori in parte, cominciando ad intuire il potenziale del prodotto.
Se qualcuno non si è lasciato ammaliare da un episodio forse eccessivamente introduttivo, sarà lieto di sapere che in “Episode Two” il registro è cambiato, sviluppando il lato più vicino alle spy-story di Bondiana memoria, a cui il racconto si ispira per alcune caratteristiche (così come l’intrigante sigla).
Se abbiamo avuto modo di capire chi è Jonathan, in questa puntata approfondiamo la conoscenza della sua nemesi, Richard Roper. Tutte le storie di questo tipo ci insegnano che è vitale osservare e capire chi è e come si destreggia nella quotidianità l’obiettivo che vogliamo catturare: per questo ogni movimento è importante, ogni relazione, come quella tra Richard e la sua fidanzata Jade (Elizabeth Debicki) o con il figlio. Bisogna studiare ogni mossa, carpire i malumori di coppia, la difficoltà a rapportarsi con un bambino, poiché sono i dettagli a fare la vera differenza. Infine, bisogna essere sempre pronti ad agire, prendendo anche decisioni all’ultimo minuto, come dimostra Jonathan nel momento in cui stabilisce il primo contatto tra lui e Roper. La precisa pianificazione dell’agente Burr (Olivia Colman) subisce un cambiamento ma, in questi casi, la razionalità e il sangue freddo sono i migliori alleati per portare comunque a buon fine il piano.
Incastrare un uomo senza scrupoli e intelligente richiede prontezza e grande sacrificio: di questo Jonathan ne è consapevole e vediamo un intenso Tom Hiddleston uccidere, metaforicamente, il vecchio Pine, costruendosi una nuova identità che lo renda credibile agli occhi del suo nemico. Ma quali sono le motivazioni che spingono l’uomo a gettarsi in una situazione così pericolosa? Risultano così solide tanto da giustificare il suo comportamento? Angela sottolinea non solo il ricordo della morte di Sophie, di cui Jonathan si accusa ingiustamente, ma fa leva sul senso dell’onore dell’ex militare e sulla memoria del padre. Pine quindi, vuole porre fine alle malefatte del criminale certo, ma si incammina in un percorso di vendetta e redenzione che per lui è ancor più importante.
Tanta è la determinazione di Jonathan nel diventare spregevole e calcolatore che ci si chiede se, una volta finito di interpretare questo personaggio, riuscirà a tornare fedele a se stesso, lasciandosi alle spalle questa esperienza. Un eroe buono può passare al lato oscuro e tornare profondamente cambiato, tanto da non ricordare ciò che lo ha spinto a mettere in bilico tutta la sua vita, per questo capire i motivi alla base delle decisioni di Pine è essenziale, perché sono effettivamente loro a determinare, almeno inizialmente, il suo destino. Pine e Roper sono predatore e preda ma tutto è in gioco e i ruoli potrebbero non essere così definitivi. E questo è il bello di The Night Manager, ovvero la sensazione che tutto è sempre in divenire.
Il modo in cui si scoprono le carte, ogni cosa ricoperta di sottili allusioni, la psicologia dei personaggi tridimensionale e le parole che narrano una storia che ne nasconde un’altra e un’altra ancora, nulla è scontato. Come nelle migliori storie di spionaggio, ciò che è certo cela sempre un’incertezza.
“Episode Two” mette in mostra la regia della Bier, abilissima nel riprendere ogni dettaglio, anche il più piccolo; la scelta di Hiddleston e Laurie risulta più che azzeccata, così come quella di Olivia Colman, capace di raccontare un mondo anche solo con uno sguardo in più. Il percorso della serie è definitivamente iniziato ed è chiara l’intenzione da parte degli sceneggiatori di restare fedeli al detto “Nulla è come sembra”. Non resta che attendere nuovi sviluppi.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Puntata dal ritmo più veloce e accattivante
  • Roper e Pine, sia soli che a confronto
  • Il percorso di Jonathan 
  • Ottima regia e recitazione
  • Spy-story per nulla scontata
  • Riuscirà Pine a restare fedele a sè stesso?
Una seconda puntata dal ritmo più incalzante, senza tralasciare i punti chiave della storia, così come l’approfondimento dei vari personaggi. “The Night Manager” merita più di una possibilità e rispolvera al meglio un genere appassionante, strizzando l’occhio a 007 ma tenendo salda la propria identità.
Episode One 1×01 ND milioni – ND rating
Episode Two 1×02 ND milioni – ND rating

Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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