Person Of Interest 5×02 – SNAFUTEMPO DI LETTURA 5 min

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What day is it? R. 
R, the mathematical set of all real numbers. Today is every day to you. I killed you 42 times. And you are constantly reliving those 42 deaths. You need an anchor in time. 
The numbers.

Rodaggio. Due mesi di pieno rodaggio, o almeno è questo quello che ci viene generosamente fatto intendere.
Dopo una doverosa puntata riepilogativa, si è optato per un episodio di “riorganizzazione”, estremamente sprecone se si guarda al computo totale degli episodi di quest’ultima stagione ma dannatamente corretto se si osserva da distante le dinamiche necessarie per il corretto ripristino della Machine nel mondo di Person Of Interest. Perché è questo alla fine che si doveva fare visto il finale di “YHWH” ed è esattamente questo che si sta facendo. Passare da una situazione di totale assenza della Macchina ad una in cui tutto è ritornato “normale” sarebbe stato troppo repentino ed inconciliabile con l’effettiva realtà nella nuova “Era Samaritan”.
“SNAFU” è l’occasione per fare il punto della situazione ed ottimizzare tempi, character e spazi per tutto ciò che verrà in seguito. Il focus dell’episodio è ovviamente il ripristino della Machine alla normale attività quotidiana, un’operazione (sulla carta) assai ardua, sia considerando la mancanza di tecnologia, sia considerando la presenza occulta ma sempre vigile di Samaritan. Ecco quindi che Jonathan Nolan ed i suoi autori organizzano un nuovo “Giorno 1”, chiamato anche “Day R”, in cui tutto viene resettato e si deve ripartire praticamente da zero, sia nella mera organizzazione con i numeri del giorno, sia e soprattutto con la fiducia ed il rapporto tra Macchina e Finch & Co. In fin dei conti chiunque sia stato ucciso 42 volte è legittimato a non averne molta.

Everything was so clear then. We were waging the grand campaign, good versus evil. These days, black and white just dissolve into grayscale. I was wrong. I suppose everyone feels that he’s the hero in his own story, but there are no heroes, no villains, just people doing the best they can. I’m sorry. For everything.

L’impostazione data a “SNAFU” è volutamente introduttiva, quasi alla portata di tutti (esclusi i riferimenti a Grace e Shaw), quasi come se effettivamente questo fosse un nuovo giorno per tutti. L’atmosfera in tal senso è molto gratificante, leggera ma importante per le tematiche che vengono trattate. La difficoltà dimostrata durante lo scan visivo che scambia i volti di Finch, Fusco, Root e John è un momento divertente (purtroppo già svelato dagli spot usati dalla CBS), i toni sono distesi ed il gioco delle parti funziona anche fin troppo bene, tuttavia nasconde elegantemente uno dei tanti problemi/bug della Machine: il riconoscimento del suo Admin.
Tutti gli eventi accaduti e registrati dalla Macchina sgorgano come un fiume in piena all’interno del cervellone centrale che deve elaborarli, tuttavia sono decontestualizzati e privi di una cronologia che possa metterli in ordine. Escamotage encomiabile poiché, nella sua semplicità, permette di riportare a galla delle tematiche fortissime sotto un’altra luce, una luce che noi (“noi” = pubblico onnisciente), abbiamo spento molto tempo fa quando abbiamo cominciato ad empatizzare con i personaggi. È quindi ben più che apprezzabile la rievocazione di tutte le morti, rapimenti e sparatorie perpetrate da Reese e Root, visti in maniera oggettiva come “threat” in quanto tali. Purtroppo fa storcere un po’ il naso il fatto che, solo alla fine, vengano tirati fuori tutti i vari ringraziamenti delle persone salvate quando, a logica, erano di libero accesso sin dall’inizio per la Machine.
In “SNAFU” si abbandona la parte meramente tecnica della narrazione (quindi tutto il comparto sulla coesistenza con Samaritan, le doppie identità create fin troppo facilmente, il bisogno di sistemi hardware che non possano venire rintracciati da Samaritan) per focalizzarsi sul lato emotivo e razionale. Nel farlo, si ha la sensazione di assistere ad uno spettacolo di magia dove il mago attira l’attenzione su di sé mentre con l’altra mano effettua il trucco. Si, esatto, come The Prestige (di un altro Nolan, tra l’altro). Allo stesso modo qui si opta per un focus massivo sull’impronta psicologica della Machine mentre, con delle frasi estremamente banali, si danno per risolti dei problemi che nelle scorse stagioni avevano richiesto svariato tempo per essere aggirati. Un esempio su tutti: le doppie identità agli occhi di Samaritan.

It appears to be working. […] It’s designated us as threats. […] I programmed it never to hurt anyone.

Il confronto tra Admin e Figlia è estremamente potente, seppur scontato nel suo esito, perché permette di prendere coscienza della Machine come effettivo personaggio senziente, con delle emozioni e dei ricordi personali. A questo si potrebbe controbattere che non è una novità, ed effettivamente non lo è, tuttavia è un “dialogo” utile a razionalizzare gli eventi che hanno portato qui, all’ennesimo “Day R” e che, presumibilmente, rappresentano l’ultimo restart a cui assisteremo.
Nella scorsa “B.S.O.D.” c’è stato un momento particolare in cui Finch ha chiamato “She” la sua creatura. Ora, in diretta antitesi con quanto accaduto solo una puntata fa (2 mesi nel telefilm invece), torna prepotentemente a farsi sentire quel “It“: accezione meramente fredda e distaccata e volutamente usata dagli autori per segnare il distacco che esiste tra i character e la Macchina, oltre che tra il creatore e la sua creatura. Il distacco è netto e tutta “SNAFU” è un enorme memo di una situazione che, rispetto alla sola “B.S.O.D.“, è cambiata drasticamente raffreddando le relazioni interpersonali tra Finch e Machine. Ci vorrà del tempo per poter tornare a chiamarla “She“. Nel frattempo “It” va più che bene.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • It” e non più “She
  • Efficace e divertente face-swapping iniziale
  • Dialogo e rapporto Machine-Finch
  • Impostazione “sentimentale” data alla puntata
  • Assenza di oggettività in alcune situazioni
  • Totale mancanza nella resa delle problematiche tecniche del Team e della Machine durante “L’era Samaritan”
  • Esito finale prevedibile e semplicistico
Nonostante l’episodio molto apprezzabile, siamo qui a “punire” Person Of Interest con un SAVE THEM ALL per l’inconsistenza data alle problematiche oggettive. Le doppie identità facilmente ricreate, le troppe frasi dette per saltare a piè pari una situazione difficilmente risolvibile e alcune scelte stilistiche evitabili (lo schiaffo sul culo di Root a Finch su tutte) sono i capi d’imputazione. “SNAFU” sceglie di non trattare questi argomenti per focalizzarsi sull’aspetto emotivo, ne prendiamo atto, però non possiamo accettare di buon grado la scelta di soprassedere su argomenti chiave che vengono fatti scivolare via come se nulla fosse.
B.S.O.D. 5×01 7.35 milioni – 1.2 rating
SNAFU 5×02 ND milioni – ND rating


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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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