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Outcast 1×05 – The Road Before UsTEMPO DI LETTURA 5 min

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You can’t blame a girl for trying. I won’t survive to The Merge.

E poi all’improvviso qualcosa cambia. Come un fulmine a cielo sereno Outcast si anima, prende coraggio delle proprie potenzialità e, per la prima volta dalla series premiere, stupisce in positivo grazie ad una serie di colpi ben assestati che gli garantiscono finalmente un po’ di credito e fiducia da parte degli spettatori. Infatti, non solo la trama orizzontale subisce un’improvvisa e gradevolissima accelerata, ma vengono pure “toccati” gli elementi ed i toni più importanti della serie.
Partendo dal tanto agognato incontro tra Kyle e Allison che viene preceduto da un intelligente flashback utile a capire la situazione psicologica della signora Barnes, proseguendo tramite la sconcertante scoperta che tutti gli esorcismi effettuati dal Reverendo Anderson sono in realtà dei fake, terminando con una sempre più nitida visione del mondo demoniaco grazie a tante mezze frasi gettate qui e lì durante l’episodio: è grazie a tutti questi fatti che “The Road Before Us” assurge all’onore delle cronache come il miglior episodio di questa prima stagione di Outcast, oltre che, finora, della serie stessa. Non che ci volesse poi molto…
L’evoluzione che tanto si aspettava e quella spinta in più che Outcast tanto necessitava arrivano in maniera organica ed estremamente normale, l’accelerazione degli eventi è infatti dovuta alla scoperta avvenuta in “A Wrath Outseen“, ovvero del non-esorcismo di Mildred (una Grace Zabriskie inquietante ed azzeccatissima nel ruolo), e tutto si muove di conseguenza, senza avvertire la presenza di una penna che scrive gli avvenimenti, quasi come se effettivamente fosse la normale evoluzione della situazione. E questo è probabilmente il più grande complimento che si potrebbe mai fare ad uno sceneggiatore.

Mildred: Oh. I’m sorry. I didn’t realize. What do I call you?
Sidney: Is a name important?
Mildred: It’s customary. I’m Mildred.
Sidney: Don’t meet many Mildreds these days. […] You can call me Sidney. […] I have a job.
Mildred: Oh. Of course.
I suppose you’re here about the Barnes boy.

Sidney: He came to see you.
Mildred: Not on his own. The reverend brought him, but he knows.
Sidney: What he knows wouldn’t fill one of these.
Mildred: What if he comes back? What if he keeps trying?
Sidney: I’ll take care of him, and the Barnes boy. They’re my responsibility, not yours.

Tra tutti i momenti degni di nota di “The Road Before Us” c’è sicuramente quello tra Mildred e Sidney, una scena che, mai come prima, permette di capire qualcosa di più sia circa il grande piano (il rinomato “Merge”) orchestrato da molti anni a questa parte, sia circa le diverse tipologie di classi sociali presenti all’interno di quelli che a tutti gli effetti possono essere chiamati “demoni”. Pur non essendo spiegoni, né tanto meno dei chiari e limpidi racconti, funzionano e sono estremamente utili per cominciare ad inserire correttamente i tasselli del puzzle che andranno a formare il grande schema di Outcast. D’altronde nessuno si aspetta che al 5° episodio tutta sia reso noto e non ci siano segreti, in fin dei conti la visione dello spettatore (secondo ogni crisma sceneggiativo che si rispetti, se è questa la volontà dello showrunner che vuole evitare l’onniscienza del pubblico) coincide con quella del Reverendo e di Kyle Barnes e, in tal senso, tutto è ponderato affinché le varie scoperte coincidano per entrambi, pubblico e character.

Allison: I know you. If you really did the things they said, you’d at least try to explain.
Kyle: There’s no excuse for what happened, Allison.
Allison: You know, the hardest part… is if I could erase ten minutes from our lives… ten minutes… it’d all be perfect. I have to know if you’re the same person you always were. The man I wanted to spend the rest of my life with.
Kyle: So… You’re safe. Oh, you’re safe.
Allison: From what? What happened that night?
Kyle: You know what happened.
Allison: No, I need you to tell me. I’m scared, Kyle. I feel like I’m outside of myself. Like I’m watching myself but I can’t control anything. How can the man who makes me feel so safe be the one who hurt me?
Kyle: Allison…
Allison: I need to hear from you what happened. I want you to tell me. Tell me right now.
Kyle: Please, don’t…
Allison: Please. Kyle, look at me. Kyle, please don’t do this. I need you… to tell me. Goddamn you.

Ovviamente non può mancare anche un lato negativo che, nello specifico, va direttamente a compromettere quanto di buono asserito ad inizio recensione: non tutto avviene organicamente e fluidamente. Non abbiamo mentito, semplicemente si avverte questa sensazione negli ultimi minuti dell’episodio, quando l’ultimo scambio di battute tra Kyle e Allison si rivela artificioso e senza spina dorsale. C’è infatti una totale mancanza di spina dorsale derivante dalla necessità di non modificare troppo i vari status quo dei personaggi già alla 5° puntata, magari annessa anche alla storyline raccontata nel fumetto. Da un lato Kyle, oppresso dai sensi di colpa per aver pestato sua moglie per un buon fine, non vuole renderla edotta dei fatti, quasi come se tenendola all’oscuro potesse veramente proteggerla da tutto ciò che c’è là fuori; dall’altro Allison, completamente allo sbando sul fronte psicologico, prima allontana Kyle e poi lo va a cercare (per poi baciarlo nel classico dei clichè) come fosse un salvagente in un mare in piena burrasca: comprensibile ma fino ad un certo punto.
In questo finale Outcast perde tutto ciò che aveva costruito in precedenza, andando a bloccare l’evoluzione iniziata e perpetrata durante tutto l’episodio: probabilmente la scelta peggiore che si potesse fare.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Atmosfera dark e ambigua che permea l’intero episodio
  • Dialogo/scontro Mildred/Sidney
  • Evoluzione della trama e scoperta degli esorcismi fake
  • Interpretazioni importanti da parte di tutto il cast
  • Non-sense della scena finale con una Allison totalmente fuori ogni logica ed un Kyle vittima dello script

 

In un impeto di orgoglio e passione, Outcast dà una scossa alla trama facendo percepire finalmente qualcosa di più profondo. La situazione a Rome ha molto più potenziale di quanto si poteva immaginare e “The Road Before Us” dà la prova di aver appena cominciato a lavorare sul diamante grezzo che è stato presentato finora. Certo, il finale è senza dubbio un deterrente per dare il THANK THEM ALL però, apprezzando quanto di buono è stato presentato qui, “ringraziamo” comunque e rimandiamo lo SLAP THEM ALL a quando ce ne sarà veramente bisogno.

 

A Wrath Unseen 1×04 0.24 milioni – 0.1 rating
The Road Before Us 1×05 0.14 milioni – 0.1 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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