Mr. Robot 2×06 – Eps2.4_m4ster-s1ave.aesTEMPO DI LETTURA 4 min

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Avere a che fare con un protagonista come Elliot è fonte di moltissimi spunti narrativi, divagazioni stilistiche e trip metatelevisivi. Come dimenticare le scene oniriche della scorsa stagione che avevano contraddistinto e consacrato – forse più di altri aspetti – Mr. Robot come rivelazione seriale.
Per questo motivo siamo meno sorpresi per lo sviluppo iniziale di questa 2×06, comprendendone quasi immediatamente la “traiettoria”, ma non per questo non riuscendo a stupirci positivamente per le trovate sempre più sofisticate di Esmail. Guardare episodi battezzati come dei file dai diversi formati è già di per sé un’apertura alla possibilità di veder aprire un episodio in stile sit-com degli anni ’90. Se Elliot si è sempre rivolto a ognuno/a di noi come suo amico/a immaginario/a (ulteriore), si capisce che l’impostazione meta aveva già preso il via in origine. Allo stesso modo ci si stupirà, insieme a lui, per le risate, per i fondali finti, persino per il biiip a coprire il termine fuck.
Il cliffhanger della scorsa puntata non andava ad incidere tanto sulla curiosità dello spettatore (così come non andrà ad incidere il finale troncato di questo episodio). La scrittura sempre omogenea e mai scontata di Mr. Robot permette all’autore il lusso di non dover per forza ricorrere a colpi ad effetto gratuiti, bensì a chiudere gli episodi come meglio crede. Per questo un’apertura così è allo stesso tempo inusuale ma perfettamente in character con la cultura pop dell’autore.
I messaggi nascosti, le possibili speculazioni interne alla sit-com in 4:3 sono innumerevoli, probabilmente anche trascurabili, in quanto forse identificabili solo grazie ad un futuro rewatch. Palese il riferimento ad Angela e al suo avanzamento di carriera, così come alla possibilità che a Tyrell possa essere accaduto qualcosa per mano di Elliot/Mr. Robot.
Piccolissima digressione che va a individuare illustri precedenti di questo ricercato manierismo televisivo presentato all’inizio di “Eps2.4_m4ster-s1ave.aes”. Esmail e Dan Harmon hanno probabilmente in comune questa passione nostalgica per la televisione anni 80 e 90. Individuabili, infatti, all’interno della comedy Community moltissime imitazioni di stili televisivi di consumo, come cartoni animati e – appunto – sit-com. Meno immediato, ma altrettanto logico, è l’accostamento con una altro “nerdone”, come Joss Whedon. In un atipico season finale (quarta stagione, l’episodio era “Restless”) di Buffy The Vampire Slayer, i protagonisti si “scambiavano” progressioni oniriche profetiche per quelli che sarebbero stati gli eventi delle stagioni future. Elemento particolare: intere sequenze girate con un palese fondale, a raffigurare una strada.
Il caso ha voluto che chi scrive abbia parlato, nella sua precedente recensione, della situazione particolare in cui in un episodio il protagonista si trovi fuori gioco per qualche motivo, lasciando il centro dell’azione ai comprimari. Nel caso particolare di Mr. Robot il discorso è però un po’ diverso. Elliot, come si è detto, è un protagonista particolare da trattare e si potrebbe obiettare che è da inizio stagione che si trova fuori gioco, a livello di azione. Vero. Però occorre considerare la porzione di minutaggio a lui spesso riservata, i suoi monologhi più o meno interiori, la sua presenza scenica. Non è questo il caso in cui avviene tutto ciò.
L’intera sequenza che vede Angela compiere un hackeraggio (dopo il relativo corso accelerato) regala altissimi momenti di suspense, a dimostrazione di come sia scenicamente vincente la tematica informatica, anche per i non addetti ai lavori. Sicuramente l’apporto efficacemente inespressivo dell’attrice Portia Doubleday, a raffigurare perfettamente la progressiva apatia, ma allo stesso tempo l’inevitabile tensione dettata dal momento, gioca una parte determinante nella riuscita del particolare “assolo” di Angela. E a proposito di personaggi riusciti, l’incontro con l’agente DiPierro segna un primo effettivo punto di contatto tra le diverse storyline di questa seconda stagione.
Elliot è quindi sì presente in questo episodio, ma la sua presenza scenica gioca per lo più sull’onirico, sull’altrove spaziale e temporale (non che questa sia una novità). L’apertura di episodio è stata troppo lunga per fungere da introduzione e troppo breve tanto da perdere l’occasione di portare avanti un rivoluzionario e visionario episodio? Forse. Ciò non toglie che se si è aperto con il botto, si chiude con una cascata incessante di buoni sentimenti. Il flashback finale, oltre a mostrarci altri aspetti del passato del/dei protagonista/i, risulta particolarmente significativo per due motivi. Intanto potremmo vedere come importante avanzamento di trama quello della “riappacificazione” tra Elliot e Mr. Robot, personificato dal defunto padre. Il secondo motivo lo troviamo proprio nell’esemplificativo flashback che ci mostra un altro lato del burrascoso rapporto tra Elliot e suo padre. La figura del signor Alderson, e di conseguenza dell’altra personalità del protagonista, diventa sempre più poliedrica e multidimensionale. Bravura di Slater a parte, se una serie riesce a dare solidità a un personaggio immaginario/già defunto/proiettato/quello che volete, non possiamo far altro che toglierci il cappello.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Intera sequenza di apertura, titoli compresi
  • Scena di Angela ricolma di suspance
  • Le tempistiche della scena iniziale potevano essere diverse

 

Quando in un episodio intermedio, senza particolari scossoni alla trama, con il protagonista quasi totalmente fuori gioco, ci si permette di variare dal punto di vista stilistico e di sperimentare ulteriormente, non si può non benedire questa particolare scelta, in quello che in altri casi sarebbe stato trattato quasi come un filler.

 

Eps2.3_logic-b0mb.hc 2×05 0.71 milioni – 0.2 rating
Eps2.4_m4ster-s1ave.aes 2×06 0.57 milioni – 0.2 rating

 

 

 

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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