Grey’s Anatomy 13×05 – Both Sides NowTEMPO DI LETTURA 4 min

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Un dottore che si reca da un proprio paziente e dice la fatidica frase “ho buone notizie e cattive notizie” è uno schema narrativo che si è riproposto più e più volte durante gli episodi passati di Grey’s Anatomy. Anche in “Both Sides Now” si presenta come schema narrativo attorno al quale costruire l’episodio e la morale narrativa che viene, ormai da tredici anni, somministrata come pappa già pronta al termine dell’episodio.
E’ inutile nascondersi dietro ad un dito, perché ormai è evidente: se nella scorsa recensione la serie veniva contrapposta all’ascesso pronto a scoppiare che si parava di fronte a Karev nell’ambulatorio, un motivo ben preciso c’è. Grey’s Anatomy è figlia e frutto delle sue stesse meccaniche e tempistiche ormai in atto da tredici stagioni e 274 episodi. Episodi schematici, costruiti tutti allo stesso modo e che hanno ormai perso da anni smalto e carisma: un sistema così ben oliato che continua ad essere riproposto settimana dopo settimana, senza cambiamenti e riprendendo sempre i soliti schemi che si sono già visti a più riprese. Certo, ogni tanto può anche capitare che una puntata si discosti positivamente dalle altre che rappresentano, invece, una vuotezza caratteriale e di sceneggiatura estreme.
“La storia è fatta di cicli e ricicli”, è vero. Ma Grey’s Anatomy sta abusando ormai da troppo tempo di questi schemi e da ormai troppo tempo si ripresenta nei palinsesti televisivi privo del mordente che inizialmente calamitava l’attenzione dello spettatore durante la visione.
Sono ricicli gli schemi che prevedono la ricerca di una spalla comica/recitativa per Meredith. La mancanza di Sandra/Cristina ha portato un calo non indifferente, occorre quindi tornare alla normalità e cercare un co-conduttore dello ‘show medico/casalingo’: è stato trovato Alex, che oltretutto pare essere al centro, come personaggio, di questa nuova stagione. A conti fatti, però, non è che siano rimasti tanti personaggi sui quali fare affidamento e ai quali rubare linfa vitale per proseguire lo show: del cast iniziale sono sopravvissuti (viste le numerosi defezioni) solamente Meredith, Richard, Miranda e Alex. E’ quindi intuibile che l’unico personaggio non abbastanza sfruttato tra tutti sia proprio il caro e frastornato Karev.
E’ un altro riciclo quello che vede Owen affiancarsi ad una donna che apparentemente non vuole figli. Amelia in tal senso non è la prima e potrebbe non essere nemmeno l’ultima. A meno che Shonda non decida di farle cambiare idea, così forse finalmente anche il povero Hunt riuscirà a costruirsi una famiglia di cui è alla ricerca dal momento esatto in cui si era sposato con Cristina.
Cicli e ricicli.
Meredith e Riggs che, dal canto suo, cerca disperatamente di infatuare la giovane vedova? Stesso identico modus operandi già visto per il caro defunto Derek e la stessa, quando ancora Grey’s Anatomy non era per teenager. Nulla di nuovo sotto il sole nemmeno in questo caso.
I pochi sprazzi concessi a De Luca e Jo permettono allo spettatore il delinearsi di un triangolo amoroso (Jo-Alex-De Luca) che, considerati i precedenti, potrebbe aggiungere solamente altra carne al fuoco rispetto ad un qualcosa che ancora si cerca di protrarre ed allungare.
Karev, unica ancora di salvezza (insieme al povero Richard, quelle poche volte che viene preso in considerazione) di questo show, almeno per il momento. Occorre però valutare quanto tempo potrà reggere questo suo centrismo di trama, prima che il personaggio stesso giunga ad essere ridicolizzato e snaturato.
Un’ulteriore notizia positiva è il ritorno di Arizona ai fasti di un tempo: sorrisi per tutti e un buon umore disarmante. Pare una persone completamente nuova e ristabilita, con il tremendo passato (fisico/mentale e sentimentale) ormai alle spalle. Almeno di questo ritorno Grey’s Anatomy ed i suoi spettatori si giovano, mentre rimane il dubbio per ciò che ci attende limitatamente a diverse altre storyline: Amelia ed Owen ripercorreranno ciò che si è già visto con Cristina e lo stesso Owen oppure qualcosa cambierà? April e Jackson riusciranno a trovare un equilibrio nel loro rapporto o questo tira e molla si protrarrà eternamente?
Purtroppo, in tutti i sensi, siamo solo all’inizio della stagione e molti di questi quesiti è probabile che rimangano in sospeso per diverse puntate. Ridottosi ad essere l’ombra di sé stesso, questo serial pare ormai avere ben poco da offrire al proprio pubblico. E pare essere fuori tempo massimo anche per una inversione: molte scelte andavano costruite diversamente in passato, per evitare che, qualsiasi strada venga presa ora, non appaia come già battuta o già rivista.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il caso medico preso in esame da Pierce ed Edwards
  • Alex e Richard
  • Il ritorno di Arizona
  • Recitazione Ellen Pompeo 
  • Cicli e ricicli
  • Procedurale più del dovuto

L’episodio è stato diretto da Chandra Wilson, ma questo ben poco aggiunge al tutto: ben poco aggiunge, a dire il vero, anche rispetto al semplice scorso episodio. Due episodi fotocopia sotto tanti punti di vista che nulla aggiungono alla trama e alle vicende personali dei protagonisti.
Si salvi chi può.

Falling Slowly 13×04 7.80 milioni – 2.1 rating
Both Sides Now 13×05 8.17 milioni – 2.1 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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