Marvel’s Luke Cage 1×03 – Who’s Gonna Take The Weight?TEMPO DI LETTURA 7 min

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Marvel’s Luke Cage ha pensato anche a coloro che sono rimasti delusi da “Moment Of Truth” e “Code Of The Streets“, non trovando magari in questi primi due episodi la stessa efficacia fornita dai precedenti serial Marvel Studios/Netflix. Il peso di ribaltare l’opinione e cominciare ad ingranare spetta alla terza puntata dal titolo profetico “Who’s Gonna Take The Weight?”. Arrivati al terzo episodio non si può certo dire che la serie sia ufficialmente esplosa, anzi, indubbiamente continua a trattenersi come se finora non ci sia stato ancora il momento adatto per farlo.
Purtroppo, e per fortuna, i serial Netflix funzionano come i libri: il vero momento in cui parlarne è quando finiscono, poiché sono prodotti dove è possibile esprimere un commento solo una volta che si è finito di leggere/guardare l’interna storia. Parlarne capitolo per capitolo può certo facilitare una comprensione più dettagliata dell’episodio, un po’ come fare una espressione matematica e fermarsi ad ogni passaggio commentandola per avere più chiari i meccanismi dello stesso. Un’arma a doppio taglio poiché si finisce per evidenziare difetti che, in una vera operazione di binge-watching, non ci sarebbero oppure non si sentirebbero con la stessa efficacia di una maratona. Alla luce di ciò è chiaro che certi episodi risultino meno efficaci dei distinti colleghi Marvel Studios/Netflix, poiché Luke Cage (più degli altri) finora gioca moltissimo sul fattore binge-watching. Consapevole anche di non poter tirare troppo la corda con la pazienza dello spettatore, Cheo Hodari Coker decide di calare qualche asso bello pesante.
Come detto righe più sotto nel nostro Angolo del Nerd, il titolo non è solo una citazione all’omonimo brano del duo hip-hop Gang Starr ma anche una domanda che si rifà ad un discorso più filosofico. “Who’s Gonna Take The Weight?”, in italiano, “Chi porterà il peso?”: viene logico chiedere a quale peso si faccia riferimento ma il “Forward. Always forward” è la risposta. Anche se non ha potuto dirlo, è come se Pop avesse detto: “Tu, Luke Cage, hai poteri che nessun altro ha. E questo significa che devi fare delle cose che nessun altro può fare“. Ed ecco che quel peso diventa la forza motrice di “Power Man” e spinge il protagonista, un po’ per vendetta e un po’ per questa nuova responsabilità acquisita, a fare qualcosa per Harlem e non lasciarla alle fauci di Cottonmouth (wow…fauci, mouth, alto cabaret…). Si sapeva che la trama avrebbe trattato la faida tra Luke e Cottonmouth ma ora è noto anche il perché ed il come. La presa di coscienza e la relativa (re)azione di Luke verrà giocata con con l’astuzia di una partita a scacchi, piuttosto che attraverso uno scontro diretto, anche dovuta per una mera questione di gestione degli episodi.
Mentre l’eroe percorre la propria strada, è bello vedere come il serial si prenda anche il tempo per interrogarsi sull’utilità della sua figura attraverso le parole di Misty e Scarfe, tenendo ulteriormente a galla tematiche del MCU ormai attualissime e che si ergono al di sopra delle altre. Legge e giustizia sono la stessa cosa? E se davvero questi vigilanti sono utili, non sarebbe il caso di addestrarli? Dopo “New York’s Finest” e Captain America: Civil War, l’addestramento dei super e la sottile linea tra legge e giustizia sembra ormai l’hot-topic del momento, argomento che anche il collega Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. non ha tardato a trattare. È bello e soddisfacente vedere come ogni showrunner riesca nell’intento di creare qualcosa che sia contemporaneamente un’opera circoscritta ad un certo personaggio ma che si rifaccia anche alla linea di condotta generale dell’universo narrativo in questione. In questo caso una visione più disincantata dei super.
A proposito di colleghi, prendiamo come palese strizzata d’occhio la personalissima halliway fight di Luke Cage nella sequenza in cui irrompe a Crispus Attucks. Qualcuno potrebbe non ritenerla una scena all’altezza del “cornuto collega”, il punto è che molti non considerano le due diverse caratteristiche dei personaggi. Daredevil è un personaggio molto più votato e adatto a scene acrobatiche, Cage invece ad azioni di pura forza bruta: se Cage si fosse messo a fare piroette alla Matt Murdock ci saremmo tutti messi a ridere. Ergo, ogni scena di combattimento deve essere realizzata a seconda delle potenzialità dell’interprete e, per questo, è logico assistere a scene di combattimento senza alcuna eleganza ma di grande efficacia.
Ovviamente una puntata che cala “assi pesanti” non può certo finire come ogni normale episodio e doveva necessariamente concludersi con un colpo di scena inaspettato e un cliffhanger che avrebbe elettrizzato lo spettatore. A Scarfe e Stokes viene lasciato questo compito, dove il primo si pone inaspettatamente come poliziotto corrotto e il secondo cerca (al contrario del protagonista) di attirare l’avversario su un terreno più personale, attaccando chi gli sta vicino e spingendolo sul ring. La scena della doppia natura di Scarfe è semplicemente impeccabile perchè il colpo di scena arriva in maniera totalmente inaspettata. Forse si può additare negativamente la scelta perchè inserita con largo anticipo quando rivelazioni del genere arrivano solitamente verso fine stagione, ma è chiaro che Marvel’s Luke Cage voglia giocare subito a carte scoperte ed analizzare il rapporto tra Misty e Scarfe dal punto di vista di uno spettatore onnisciente che conosce anche la doppia natura del partner della Knight.
Volendo trovare il pelo dell’uovo anche nel cliffhanger con Cottonmouth Stokes che si improvvisa Rambo, va detto che attaccarlo con un lanciarazzi è un tantino esagerato. Il punto è che siamo nell’Universo Marvel, esagerazioni di questo tipo sono accettabili. E poi come lo si stende uno che ha la pelle impenetrabile?

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action del primo eroe in vendita Marvel? Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.Marvel’s Agent Carter e Marvel’s Daredevil eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.

  1. Il vero nome di Pop è Henry Hunter. Anche se sappiamo questo, il personaggio continua ad essere stato inventato appositamente per il serial.
  2. Il titolo dell’episodio è un riferimento all’omonima canzone dei Gang Starr.
  3. Il musicista che canta al locale di Cottonmouth è Charles Bradley, un vero cantante funk/soul/R&B parecchio attivo durante gli anni ’60 e ’70 che è riuscito a sfondare sono nei primi anni ’90 dopo diverse, e sempre sporadiche, collaborazioni con artisti più famosi. Il suo stile è una modernizzazione del genere quando era in voga negli anni ’60 e ’70; lo stile di Bradley si rifà sopratutto a quello di Otis Redding, considerato uno dei massimi miti della black music. Il brano che suona al locale si chiama Ain’t It A Sin e fa parte del suo recentissimo e terzo album Changes. 
  4. La canzone riprodotta durante la massiccia e poderosa entrata di Luke Cage in uno dei loschi depositi di Cottonmouth è Bring Da Ruckus dei Wu Tang Clan, brano con cui debuttarono col loro primo disco Enter The Wu-Tang (36 Chambers).
  5. La scena in cui Luke Cage si ferma in mezzo alla stanza e alza le mani come invito agli scagnozzi di Cottonmouth di attaccarlo non è stata orchestrata solo come scena carismatica per il personaggio, ma anche per inquadrare bene la felpa crivellata di colpi. Tale felpa è una citazione nonché omaggio a Trayvon Martin, ragazzo ucciso il 26 Febbraio 2012 da George Zimmerman, vigilante volontario delle ronde di quartiere di Sanford (Miami, California).
  6. Luke qui esclama per la prima volta il suo grido di battaglia “Sweet Christmas”, tradotto in Italiano spesso e volentieri come “Cristoforo Colombo”.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Luke Cage sulla strada dell’eroismo
  • Misty (la legge) VS Scarfe (la giustizia)
  • Argomenti di Marvel’s Daredevil (Stagione 2) e Captain America: Civil War più attuali che mai
  • Luke’s Halliway Fight
  • Scarfe infame
  • Irruzione a Crispus Attucks
  • Cornell “CottonRambo” Stokes
  • La serie procede ancora con accomodante lentezza
  • Non è un po’ presto sapere già di Scarfe come infame?
Dopo due episodi che si sono presi il loro tempo, Marvel’s Luke Cage decide di scrocchiarsi le nocche e cominciare a menare duro. Magari i colpi di questa puntata saranno perfettamente incassati dallo spettatore, ma da quanto visto nell’episodio, è palese che la serie voglia cominciare a fare sul serio puntando su un crescente climax. Non possiamo ancora dire che con “Who’s Gonna Take The Weight?” la serie esploda ufficialmente, ma se prima poteva esserci ancora il dubbio che non avesse gli artigli, con il terzo episodio le perplessità sono del tutto sparite. 
Code Of The Streets 1×02 ND milioni – ND rating
Who’s Gonna Take The Weight? 1×03 ND milioni – ND rating

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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