Marvel’s Luke Cage 1×05 – Just To Get A RepTEMPO DI LETTURA 7 min

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Dopo un episodio che gli spettatori meno attenti potrebbero considerare filler, la narrazione principale riprende spedita con “Just To Get A Rep” che si colloca come diretta conseguenza di “Who’s Gonna Take The Weight?” a livello di storyline. In mezzo s’infila come terzo incomodo “Step In The Arena” che sembra essere appunto una puntata a sé stante che si pone lontana dall’economia della trama della stagione anche se in realtà non è così. Stiamo comunque parlando di una serie Netflix e non esistono episodi filleristici e, anche se sembrano esserlo, prima o poi un riferimento più o meno importante a tale puntata ritorna, collocandosi comunque come tassello di un puzzle; la conferma di questo pensiero arriva nel momento in cui Shades riconosce Luke Cage come il suo vecchio compagno di cella Carl Lucas. Detto ciò, parliamo più nel profondo di “Just To Get A Rep” che, come si diceva, rincara la dose anche se in maniera piuttosto fuorviante. Seguono spiegazioni.
La guerra tra “Power Man” e Cottonmouth si fa sempre più disperata e giocata al rialzo. Quando Luke attacca Stokes al portafoglio, lui lo attacca al cuore, colpendo le persone che più ama; quando Cage reagisce, attacca mettendo a repentaglio la sua reputazione, Cornell fa lo stesso. Insomma, la partita a scacchi tra i due sta continuando e in questo episodio verte sulla politica: termine, ovviamente, da prendere in senso lato. Con “politica” s’intende una fase della battaglia Luke Cage VS Cottonmouth che ora verte sulle pubbliche relazioni. Ora tutta Harlem conosce la reputazione dei due ed entrambi i contendenti, usando il funerale di Pop come terreno per il loro dibattito, chiedono implicitamente da che parte stare, usando la figura del padre adottivo Henry Hunter per mostrare ad Harlem non solo come i due uomini sono stati formati, ma anche le profonde differenze e similitudini che gli accomunano e diversificano. Dopo essersi attaccati più o meno fisicamente, ora i due vengono descritti dalle persone che gli circondano e dopo i due bellissimi dialoghi di Cage e Stokes, è Harlem stessa e il rapporto con la figura paterna di Pop che tratteggia i due, esattamente come i personaggi del genere noir vengono descritti attraverso il loro attaccamento alla città in cui vivono. Luke Cage è Harlem. Cottonmouth è Harlem. Ma Harlem chi è? Alla sua gente l’ardua risposta.
Per quanto tutto questo sia interessante e reso ammaliante dagli splendidi e brillanti dialoghi, giunti a questo punto si comincia a sentire non solo un certo torpore nella narrazione, ma anche una profonda mancanza di azione. Va bene giocarsela sul chi vive ed impostare la faida Cage/Stokes in maniera molto diversa da quella tra Devil/Kingpin e Jessica/Killgrave (la prima una vera e propria lotta di quartiere, l’altra votata più a giochi mentali), però comincia a sentirsi la mancanza di un po’ di fisicità. Forse consapevole di questo, la puntata cala un altro asso pesante: Claire Temple. Il ritorno di Rosario Dawson nei panni della Temple fa piacere sia perchè ci si è ormai affezionati a questo personaggio, sia per essere il trait d’union fra tutte le personalità che andranno a formare i Difensori, una sorta di Filo d’Arianna tra le singole serie. Inoltre va riconosciuta una importante evoluzione del personaggio che decide finalmente il suo destino, scegliendo la strada che la porterà a diventare la celeberrima Infermiera di Notte, sia per il suo desiderio di salvare vite, sia per la sua impossibilità a lavorare in altri ospedali dopo il licenziamento.
Parlando ancora un poco di evoluzioni, vale la pena sottolineare la confidenza che Mike Colter sta avendo con il suo Luke Cage. Finora ha avuto poche occasioni per poter brillare veramente o rilasciare una recitazione convincente ma, ora che il suo “Power Man” comincia ad operare pubblicamente per Harlem come nei fumetti, l’attore ha finalmente modo di mostrare tutta la sua preparazione atletica riguardo l’Eroe in Vendita della Marvel.
E a proposito di citazioni più o meno celebri, fa un certo effetto vedere citate così apertamente le industrie di Justin Hammer, villain abbastanza “pezzente” comparso in Iron Man 2 e nel corto Oh Hail The King. Rispettivamente risalenti al 2010 e al 2013, erano proprio anni che che il suo nome non saltava fuori e si cominciava a pensare che i Marvel Studios si fossero dimenticati di lui. Non che sia questa grande dimenticanza eh, però fa comunque piacere vedere che qualcuno si ricorda di “vecchi personaggi”, riportandoli in auge e facendo risuonare ancora più forte la frase it’s all connected.
Fa poco piacere vedere, invece, certe svolte di trama abbastanza sempliciotte o comunque inserite nella trama con forza: un esempio, la scoperta di Shades riguardo la vera identità di Luke Cage. Il collegamento dell’ex-Juice di Sons Of Anarchy arriva in maniera fin troppo provvidenziale, tale epifania poteva essere scusata se fosse arrivata qualche episodio più avanti ma subito dopo la puntata che rivela le origini del protagonista è fin troppo accomodante. Non si mette in dubbio che la rivelazione di Shades possa aumentare la posta in gioco nella lotta Cage/Stokes, però il tutto è abbastanza forzato.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action del primo eroe in vendita Marvel? Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D., Marvel’s Agent Carter e Marvel’s Daredevil eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.

  1. La versione televisiva di Claire Temple è stata praticamente riformattata per ricoprire il ruolo de L’Infermiera Di Notte, ma andiamo con ordine. Claire compare per la prima volta su Luke Cage, Hero for Hire #2 del 1972 e, visto le sue doti di infermiera, aiuterà l’ex-Power Man a riprendersi dopo un brutto infortunio; i due cominceranno poi ad uscire e diventeranno una coppia ma, nonostante i molti anni di fidanzamento e l’amore che Claire provava per Luke, la donna si stancò di essere continuamente bersagliata dai nemici del fidanzato perché suo interesse amoroso. Così, su Power Man And Iron Fist #100 del 1983, la Temple rompe con Cage trasferendosi in una zona poco abitata di New York dopo essere diventata una dottoressa. Il numero che abbiamo citato è anche l’ultimo numero in cui il personaggio compare dato che (da quel momento in poi) terrà un profilo basso e scomparirà dai radar fumettistici. Ultimamente è ritornata in auge ma questo grazie alla ovvia popolarità raggiunta dalla sua controparte televisiva. 
  2. Come si diceva sopra, al personaggio viene dato un ruolo di maggior importanza riconfigurandola nell’Infermiera Di Notte. Alias di Linda Carter (si, proprio come l’attrice che interpretava Wonder Woman), l’Infermiera di Notte è una dottoressa che ha deciso di mettere a disposizione le sue conoscenze in campo medico per aiutare i supereroi che vengono feriti durante le battaglie contro i supervillain e, per ovvi motivi di segretezza, non possono rivolgersi agli ospedali. Il servizio che offre è completamente gratuito e assolutamente discreto poiché a Linda interessa solo aiutare chi fa così tanto per i civili senza ricevere riconoscimenti. D’altro canto, molti eroi si sono sentiti in debito con lei e (per sdebitarsi) le hanno offerto soldi per i suoi servizi o delle migliorie alla sua struttura. Fa la sua prima apparizione su Night Nurse #1 del 1972.
  3. Il titolo dell’episodio è una citazione alla omonima canzone dei Gang Starr.
  4. Ad un certo punto dell’episodio viene riprodotta la canzone It Serves You Right To Suffers di John Lee Hooker.

THUMBS UP
THUMBS DOWN
  • Luke Cage “VS” Cottonmouth
  • Mike Colter sempre più “Power Man”
  • Il funerale di Pop
  • Harlem: a te la scelta
  • Claire Temple sulle orme dell’Infermiera di Notte
  • Inaspettate citazioni perdute
  • Ancora molto, troppo lento
  • Più azione, please
  • Alcune svolte narrative abbastanza sempliciotte

Marvel’s Luke Cage continua la sua corsa con un andamento della serie che risulta ancora molto interessante nonostante una lentezza quasi terminale. La qualità della serie è parecchio avvelenata dal ritmo e minata dal torpore derivante dall’assenza di azione. “Just To Get A Rep” si salva enormemente in zona Cesarini soprattutto per i dialoghi e per una inaspettata evoluzione di Claire Temple.

ND milioni – ND rating
Just To Get A Rep 1×05
ND milioni – ND rating

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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