Son Of Zorn 1×03 – The War Of The WorkplaceTEMPO DI LETTURA 3 min

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Fellow workers… woman who sits on ball, guy who met David Spade once, the office from across the hall has committed an act of war. They have taken our hot sauce without asking, and they have not promptly returned it. 
But there is no reason to fret, for I am Zorn, Defender of Sanitation Solutions, Future Conqueror of VitaShock across the hall and eventual decapitator of that guy who works at VitaShock, who took our hot sauce!

Son Of Zorn è una comedy con del potenziale infinito e totalmente inesplorato. Se sit-com e comedy “classiche” hanno ormai affrontato tematiche e situazioni della vita quotidiana in lungo ed in largo e si stanno adoperando sempre più per non risultare ripetitive, la base di partenza di questo prodotto FOX ha già nel DNA le caratteristiche per non essere paragonata a nessun collega. Ovviamente l’inserimento di un character animato all’interno di una serie live-action è già di per sè innovativo, se non addirittura all’avanguardia nonostante le decadi passate sin dall’invenzione di questa tecnica, tuttavia la freschezza dello show non è dovuto all’uso di questa tecnica ma alle potenzialità che ne derivano grazie alla (paradossale) tridimensionalità del character principale.
Indubbiamente Zorn è il perno intorno a cui gira l’intera comicità della serie. Il suo essere brutale e selvaggio in un contesto civilizzato e pacato come quello di un ufficio è un contrasto comico naturale, non deve nemmeno essere supportato da character secondari ma ovviamente è un’agevolazione avere una spalla comica o un boss con cui relazionarsi. In tal senso va vista sia la manager di Sanitation Solutions che alimenta il lato selvaggio di Zorn, sia Craig che è un surrogato naturale del californiano medio che si nutre di filosofia zen e pacatezza. Il frutto di tutti questi elementi sono scene estremamente divertenti come l’attacco al dipendente di VitaShock o i vari danni collaterali derivanti dall’utilizzo della spada in ufficio. I più miscredenti staranno già lamentando un possibile abuso di queste gag ma, fintanto che si è alla 1×03, non c’è nulla di cui preoccuparsi.
“The War Of The Workplace” però mette sul piatto quello che si era rivelato come plot-twist nel “Return To Orange County“: le gambe di Alangulon. Il “son of Zorn” del titolo è infatti un adolescente mezzo essere umano e mezzo cartone animato, fatto che se si venisse a sapere potrebbe rendergli la vita difficile tra gli altri ragazzi della scuola che lo prendono di mira. Se fino ad ora (per noi spettatori è un tempo relativamente breve visto che son passate solo 2 puntate) erano sempre state motivo di vergogna o comunque un segreto da non condividere con nessuno, nella “mossa a testuggine” si rivelano a sorpresa dotate di forza sovrumana. Ora però bisogna chiudere non un occhio ma addirittura due su questo fatto perchè è impensabile che, anche per sbaglio giocando con una palla o tirando un calcio, Alan non si sia mai accorto della forza naturale che possiedono le sue gambe. Ad ogni modo questa news, ora, rappresenta esattamente quel motore in più che Son Of Zorn può sfruttare.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Alangulon superdotato
  • Zorn e la sua spada in ufficio
  • Canzone di “Son Of Zorn”
  • Ingenuità su Angulon superdotato
Alcune perle ed una rivelazione importante ci portano ad un continuo apprezzamento di questa comedy totalmente dimenticata dal pubblico nostrano ma estremamente godibile.
Defender Of Teen Love 1×02 2.8 milioni – 1.2 rating
The War Of The Workplace 1×03 3.64 milioni – 1.6 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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