The Young Pope 1×01 – 1×02 – Episodio 1 – Episodio 2TEMPO DI LETTURA 5 min

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“Ciao Roma! Ciao mondo!” (Lenny Belardo)


“Sul palco, faccio l’amore con 25000 persone diverse, poi vado a casa sola.” (Janis Joplin)

Questa miniserie non inizia certo nel modo più fruibile per lo spettatore medio. Si parte infatti con una sequenza onirica, un sogno del protagonista piuttosto destabilizzante e non viene pronunciata una parola per circa 7 minuti. Chi conosce il cinema di Paolo Sorrentino, però, sa cosa si deve aspettare (vedere la sequenza con l’anziana suora e i fenicotteri nel film La Grande Bellezza). Come il regista premio Oscar ha dichiarato in un’intervista a Tv, Sorrisi e Canzoni, anche in questa nuova fatica tema centrale è la solitudine dell’uomo. Non per niente, il silenzio del sogno viene rotto solo da un discorso del giovane Pontefice alla folla, quindi impersonale e, subito dopo, il protagonista spiega la sua predilezione per i rapporti formali rispetto a quelli di calda amicizia. Nella sua vita, comunque, una forma di affetto e di rapporto umano c’è: è quello con suor Mary, che lo accolse da bambino, quando era semplicemente l’orfano italo americano Lenny Belardo. Un orfano che, ancora a 47 anni, non ha abbandonato il sogno di andare a Venezia, ultimo posto dove furono avvistati i suoi genitori hippie, nella speranza di ritrovarli. Diane Keaton sostiene magistralmente il ruolo drammatico di coscienza del neoeletto Papa, il quale si autodefinisce una contraddizione vivente e certo non pratica la sobrietà, perché fuma e si rifiuta di fare qualsiasi cosa se prima non gli viene portata una Coca Coca rigorosamente Cherry Zero. Da sottolineare come la Keaton sia sempre stata attrice brillante, quella al cui confronto Woody Allen sembra un uomo normale. Diversa solitudine è quella che avvolge il cardinal Voiello, interpretato in modo incisivo da Silvio Orlando. Vera “eminenza grigia” del Vaticano, sembra più affine al Giulio Andreotti rappresentato nel film “Il Divo” e sublima le sue pulsioni carnali davanti alla statuetta della Venere di Willendorf. Tra lui e il nuovo Papa si è già aperto il conflitto, per ora a livello strisciante: egli ha incaricato il suo segretario, interpretato da Gianluca Guidi, di indagare su Lenny Belardo “i peccati, soprattutto”, mentre Pio XIII ha subito provveduto a contattare il confessore della curia per farsi rivelare cosa dicono i prelati e non solo durante le confessioni.

“Non vi indicherò nessuna via. Non spetta a me dimostrare a voi che Dio esiste. Spetta a voi dimostrare a me che Dio non esiste.” (dal primo discorso di Pio XIII)

Prima dell’incontro con il Prefetto della Congregazione per il Clero, prima di scrivere la sua prima omelia, nella scala delle priorità e degli impegni del Santo Padre viene l’incontro con una simpatica esperta di marketing laureata ad Harvard. Bisogna parlare di merchandising vaticano. Già questo è significativo. Qui Pio XIII inizia a stupire tutti, dicendo di non volere essere fotografato (nessuna sua foto è mai stata pubblicata sui giornali) e predisponendo, per la sua prima apparizione in pubblico, luci molto basse, affinché nessuno lo possa vedere in viso. La giustificazione è che “solo Gesù Cristo è immagine” e, in un certo qual modo, ci potrebbe anche stare, se non venisse abbinata, in modo un po’ strampalato, con un discorso su Salinger, Kubrick, i Daft Punk e Mina, cioè tutti i grandissimi nel loro campo che hanno scelto una vita il più lontana possibile dai riflettori. Ci potrebbe stare se la cosa alla fine non prendesse una gran brutta piega, come vedremo.
Entra poi in scena più compiutamente, dopo una fugace citazione nell’episodio precedente, il cardinal Michael Spencer, “mentore” di Lenny Belardo e furibondo per non essere stato eletto lui al soglio pontificio. Nel vedere i rapporti del nuovo Papa con lui e con suor Mary, viene quasi da dire: “gran disgrazia della vita passare il tempo a correre dietro a chi non ne vuol sapere di noi, mentre schiviamo chi ci cerca”. Pio XIII, infatti, ha invitato la religiosa a trattarlo con la massima formalità, a chiamarlo “Santità” (dimostrando una quasi perversa attrazione verso tutti gli aspetti più pomposi della sua carica). Con il cardinale Spencer, invece, si dimostra tutto umile e disponibile, solo per venire ricacciato in malo modo. Il finale della puntata è un vero colpo di scena e non in senso positivo. Tra il discorso che avrebbe voluto fare, vedere il sogno dell’episodio precedente, i diplomatici suggerimenti del cardinal Voiello e il disegno del bimbo texano che faceva ben sperare, il Pontefice sceglie un discorso dal livello di integral fondamentalismo oltre i 9000, per giunta condito di boria, dai toni violentissimi. Per ora la folla presente in piazza San Pietro è rimasta sgomenta. Vedremo gli sviluppi nei prossimi episodi, soprattutto alla luce del “Dio mi perdoni quel che dovrò fare per salvare la Chiesa” del cardinal Voiello.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jude Law 
  • Diane Keaton
  • Silvio Orlando
  • Il discorso sul merchandising
  • Il rapporto col ragazzo disabile e altri tocchi di umanità nel cardinal Voiello
  • Lo stile onirico di Sorrentino deve piacere
  • I rapporti Suor Mary – Lenny – cardinal Michael Spencer
  • Il discorso finale di Pio XIII
La nuova opera di Sorrentino ha debuttato su Sky Atlantic con un vero e proprio boom di ascolti: 953000 spettatori di media, ovvero il 45% in più rispetto al debutto di Gomorra – La serie e il 42% in più rispetto al debutto di 1992. La serie, girata in lingua inglese, è già stata venduta in 80 Paesi. I numeri premiano un prodotto di indubbia qualità, interpretato da ottimi attori. Lo stile molto personale del regista, ricco di momenti surreali, con squarci inaspettati di dolcezza, dove forse c’è il vero Dio cercato da molti, deve piacere. Chi lo apprezza, però, si può godere pagine di grande tv. 
Episodio 1 1×01 0.95 milioni – ND rating
Episodio 2 1×02 0.95 milioni – ND rating

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