I Medici – Masters Of Florence 1×05 -1×06 – La Tentazione – PredominioTEMPO DI LETTURA 5 min

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Una serie storica è un prodotto che si regge su un fragile equilibrio fatto di ricostruzioni e fatti storicamente accurati ma anche di intrattenimento che, come insegnano le grandi serie americane, si basa su intrighi e passioni che servono a catturare l’attenzione dello spettatore.
Fatta questa premessa non ha importanza (come già ampiamente spiegato nella recensione del precedente episodio) se la serie si prende numerose licenze sui fatti storici, purché questi siano motivati da altri fattori che sono la maggior attenzione a quegli elementi con cui il pubblico dovrebbe empatizzare per poter sentire veramente “sua” una serie.
Ecco, su questo punto cadono, purtroppo, queste due puntate de I Medici-Masters Of Florence.
Se, infatti, da una parte abbiamo un grande lavoro per quanto riguarda la costruzione storica della Firenze del 400 (in questo episodio anche Venezia risplende nella sua ricostruzione storica) con l’ausilio della computer grafica (come mai ne era stata usata finora per una fiction Rai) e suggestive riprese con il drone delle campagne toscane, non c’è un’accuratezza così precisa per quanto riguarda la delineazione dei personaggi e delle vicende.
Tutti i personaggi appaiono freddi, scostanti (complice anche il pessimo doppiaggio italiano) ed eccessivamente manichei nel loro buonismo. Manca poi la presenza di attori veramente di rilievo per reggere trame complicate e conflitti interiori profondi (e qui si nota la mancanza di Dustin Hoffmann).
A questo si aggiunge una mala gestione delle vicende narrate: l’episodio è un classico esempio di caduta e rinascita da parte della famiglia Medici, come già se ne trovano in altre serie tv (esattamente come in Game Of Thrones da cui la serie copia abbondantemente prende spunto). Mentre però in queste il momento della caduta e della conseguente rinascita prende almeno due-tre stagioni qui abbiamo una puntata in cui, con una facilità impressionante e con mosse politiche degne di Risiko, i Medici risolvono abilmente  tutti i loro problemi tornando trionfalmente a Firenze, lasciando molti buchi di sceneggiatura dietro di sé. In mezzo il vuoto viene colmato da corna love-story effimere e assolutamente non necessarie per la trama principale che, per l’appunto, si esauriscono nel giro di una puntata quasi a voler allungare il brodo in un episodio dove i momenti di pura aria fritta non mancano.
E dire che i personaggi interessanti non mancano: tra tutti Marco Bello (Guido Caprino), vero motore dell’azione (non solo in questa puntata) e portatore dell’unica vera storyline interessante, quella delle indagini sulla morte di Giovanni De Medici (Dustin Hoffmann), nonché unico uomo che riesce a fare la tratta Firenze-Venezia in meno di due ore (meglio di Italo). Oppure la figura di Contessina De Bardi (Annabel Scholey) diventata, in poche puntate, la vera eroina della serie, una specie di Claire Underwood medievale (sebbene l’accoppiata con Cosimo non abbia lo stesso appeal di quella di House Of Cards). Il problema è che tutti questi risultano spesso sacrificati a scapito di numerosi discorsi a vuoto sull’arte e i suoi benefici (che è poi il leitmotiv di tutta la serie) e sedute consiliari con pochissima azione e zero pathos narrativo.

“Ma un’opera d’arte è completa per davvero? O viene solo abbandonata?”


Dunque i Medici in poco tempo (circa un’ora e mezza) riescono a tornare trionfanti a Firenze ma il momentaneo successo finisce subito per problemi ancora più gravi: come mandare avanti la storia se il villain (o presunto tale) della storia è stato sconfitto nel precedente episodio e, apparentemente, non ci sono problemi (a parte la famosa costruzione della Cupola di Brunelleschi, unico reale tormento del protagonista) all’orizzonte?
Ecco il colpo di scena: l’arrivo del papa Eugenio IV (David Bamber), in incognito a Firenze dopo essere stato cacciato da Roma, che chiede protezione proprio ai Medici cercando però di mediare per la liberazione dell’amico Rinaldo degli Albizzi, proprio il nemico numero uno della famiglia fiorentina.
Questo piccolo spunto, anche se presentato in maniera frettolosa e abbastanza forzata, è la molla necessaria per proseguire la narrazione. E qui si poteva tranquillamente concentrarsi sulle conseguenze che un simile gesto poteva avere sull’onore della famiglia, con una critica feroce alla corruzione orale e religiosa imperante all’epoca (e non solo).
Ma (come a ricordarci che si tratta pur sempre di una fiction RAI e non HBO)  ancora una volta, la serie preferisce mettere da parte un buono spunto per concentrarsi su discorsi legati all’arte (ma a qualcuno, a parte Cosimo, interessa poi che questa Cupola venga costruita?), crisi coniugali discorsive e noiose, storylines secondarie fatte apposta per allungare il brodo e inquadrature del paesaggio dall’alto.
Insomma la serie sta virando sempre più verso il suo lato “soap” e meno su quello “tv series” banalizzando, di fatto, e rigettandosi indietro anche quei pochi elementi veramente innovativi che la ponevano al di sopra delle altre fiction italiane. Il che è un vero peccato per la grande occasione persa, trattandosi, di fatto, di una delle poche produzioni storiche che, almeno sulla carta, potevano fare concorrenza ai prodotti americani. Invece si preferisce fare un passo indietro (forse per non andare contro il giudizio del pubblico storico di Don Matteo) dilungandosi in love-story e spiegoni pedanti e inutili, piuttosto che vorrebbero far sembrare questa una fiction “pedagogica” (ma citare a caso personaggi famosi come la famiglia Cavalcanti non è proprio il massimo in questo senso).
Il cliffhanger finale riporta tutto alla normalità con l’ennesima risoluzione fortuita delle vicende e ci lascia in attesa di altre soporifere puntate (le ultime due) dove sapremo se la Cupola verrà finita o no.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Annabel Scholey
  • Guido Caprino
  • Storyline di Rinaldo Degli Albizzi
  • Ricostruzione storica di Firenze e Venezia
  • Paesaggi ripresi col drone
  • La mancanza di Dustin Hoffmann comincia a farsi sentire
  • Fissità dello sguardo di Richard Madden
  • I dialoghi
  • Il doppiaggio
  • Personaggi storici che compaiono a caso
  • Momenti di pura aria fritta

 

La serie ha virato inesorabilmente verso il genere soap di fatto banalizzando se stessa e i concetti che esprimeva. La tensione verso gli accadimenti della famiglia di banchieri fiorentina non prende e il contesto storico (per quanto mirabilmente ricostruito) non basta a suscitare il benché minimo entusiasmo. Una serie che poteva essere veramente di rottura e che invece ha deciso di adagiarsi sugli allori ricalcando pallidamente House Of Cards e Game Of Thrones. Purtroppo non basta a farne una serie “di qualità”.

 

Il Giorno Del Giudizio 1×04 6.32 milioni – 27.0% share
La Tentazione 1×05 6.24 milioni – 26.1% share
Predominio 1×06  6.01milioni – 28.2% share 

 

 

 

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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