Supernatural 12×07 – Rock Never DiesTEMPO DI LETTURA 3 min

in Recensioni/Supernatural by

Quando i filler vengono fuori meglio di una (tanto agognata) puntata totalmente focalizzata sulla trama orizzontale, allora si è in grossa difficoltà. “Rock Never Dies” a livello teorico non sarebbe nemmeno malvagio come episodio, risente però di una mancanza di carisma che è insita nell’essenza stessa della trama orizzontale e che, qui come mai prima d’ora, esplode in tutta la sua pochezza.
Questa stagione di Supernatural si è presentata essenzialmente con due “big bad”: uno terreno, Men Of Letters UK Version, ed uno soprannaturale, Lucifer. Nessuna “novità” quindi dal punto di vista creativo, semplicemente una rivisitazione di quanto già visto nelle stagioni precedenti, semplicemente aggiornata al Supernatural post-God e, infatti, ad eccezione del ritorno di mamma Winchester, non c’è nulla di nuovo. La sfida che Andrew Dabb deve affrontare è la stessa che Sera Gamble perse dopo due stagioni ingloriose, ovvero ricominciare da una situazione impossibile, come può essere la fine di un ciclo, e trovare nuova linfa vitale ad un prodotto datato. In tal senso se proprio la si vuole vedere dal lato positivo qualche novità c’è, perché in fin dei conti i Men Of Letters britannici e il ritorno di Mary sono un qualcosa di nuovo, però hanno anche le caratteristiche di un prodotto vintage. Lo stesso Lucifer, privato del corpo di Mark Pellegrino e depauperato di ogni piano diabolico, semplicemente cerca di trovare un suo posto nel mondo dopo che Dio lo ha abbandonato per la seconda volta.

Dear old dad, he finally apologized for abandoning me. And what’s the very next thing he does? He ditches me. And you, too, by the way. And rides off into the sunset with Auntie Amara. He needed my help, and he’d say anything to get it. His words, your words, they mean nothing. Don’t you get it? This is all meaningless. Heaven, Hell, this world. If it ever meant anything, that moment is past. Nothing down here but a bunch of hopeless distraction addicts, so filled with emptiness, so desperate to fill up the void… they don’t mind being served another stale rerun of a rerun of a rerun. 
You know what my plan is? I don’t have one. I’m just gonna keep on smashing Daddy’s already broken toys and make you watch.

Le difficoltà della stagione, nonché della puntata, sorgono esattamente da qui perché il contesto e le premesse non sono delle migliori. C’è poca ambizione, per non dire nulla, e soprattutto non c’è uno schema da seguire, uno scopo finale o qualsiasi altro obiettivo a lungo termine: semplicemente caos o, se preferite, il nulla. E tutto questo si evince clamorosamente dalla puntata che, nonostante delle buone premesse per un Lucifer in stile Marilyn Manson, sfrutta male il tutto e fa tabula rasa per qualsiasi futuro con Rick Springfield che qui si esprime al meglio delle sue possibilità recitative, sorprendendo in positivo. Certo, il paragone con lo sguardo di Pellegrino non sussiste nemmeno, tuttavia Springfield qui ha dato tutto e si vede. Peccato che anche il suo tempo sia scaduto.
Cosa rimane quindi a questa stagione di Supernatural? Con un Lucifer nuovamente e temporaneamente fuori dal giro, a Dabb rimane all’attivo la storyline dei british Men Of Letters e la questione Mary Winchester. Qualcosa per salvare la trama orizzontale si può ancora fare.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Intrepretazione di Springfield
  • Idea di Lucifer come rockstar interessante…
  • Troppo costoso spostare la produzione a L.A. ma, a questo punto, ci si poteva anche risparmiare le scene anni ’90 con le riprese delle strade
  • Ennesima storyline rimessa in hiatus
  • … ma sprecata male
Ad un episodio dal midseason Supernatural si spoglia delle poche certezze create finora e, facendo mezzo harakiri, saluta Lucifer. Purtroppo è perfino sbagliato fare i paragoni con la scorsa stagione…
Celebrating The Life Of Asa Fox 12×06 1.80 milioni – 0.7 rating
Rock Never Dies 12×07 1.80 milioni – 0.7 rating

Tags:

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: