Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 4×16 – What If…TEMPO DI LETTURA 6 min

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Nella recensione di “Self Control” si voleva sollevare una piccola analisi sul ragionamento che ha spinto il Framework a ricollocare i protagonisti di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. nelle vite che sono state mostrare sugli emozionanti minuti finali. Durante la lavorazione della recensione, si è deciso di lasciar perdere eventuali tediosi scritti filosofici riguardo il funzionamento del Framework per evitare di tediare ulteriormente i lettori; anche perché, poco ma sicuro, la terza season premiere di questa stagione avrebbe risolto ogni dubbio ancor prima che qualcuno si disturbasse a sollevarlo. E infatti è quello che succede.
Analizzando il macchinario con un paragone apparentemente bizzarro, ma calzante, il Framework usa la stessa logica di ricollocamento usata dai career counselor di Futurama. Attraverso uno strano aggeggio, i career counselor analizzano il potenziale lavoratore e lo inseriscono nella posizione che possa soddisfare le esigenze dell’azienda presso cui andrà a lavorare e, contemporaneamente, utilizzare al meglio le capacità del lavoratore; ovviamente qualcuno ne sarà scontento per forza di cose. Il Framework ha dimostrato di avere lo stesso funzionamento basando i suoi algoritmi di ricollocazione sui maggiori rimpianti dei personaggi e quegli episodi che rappresentano per loro un trauma che ancora gli logora nel profondo, ma che li ha spinti anche a migliorare e raggiungere la caratterizzazione che sfoggiano oggi con fierezza. Ma si sa, le critiche (anche costruttive) incidono di più che i complimenti e, per quanto bene possano fare per riempire il buco che sentono dentro, l’infondata convinzione che le cose avrebbero potuto risolversi in maniera diversa fa più presa rispetto a tutto il resto. Ed ecco che entra in gioco il Framework, un’Isola Che Non C’è targata Marvel dove il Team Coulson vive nell’infantile felicità di non essersi sporcato delle scelte difficili prese, “pagando” salatissime conseguenze.
Non bisogna dimenticare che questa realtà virtuale è un macchinario dalla logica fredda e calcolatrice, quindi tutto deve rientrare in uno schema dominato dalla razionalità, dove si cerca un risultato che sia il connubio tra i desidero degli ospiti del Framework e le esigenze di una realtà corale senza contraddizioni. E, per far vivere tutto il Team Coulson nello stesso mondo e soddisfare tutti i loro desideri, il Framework si rifà alla Seconda Guerra Mondiale. Impossibile non guardare questo “Hydra World” e non paragonarlo alla Germania Nazista del fine anni ’30/inizio anni ’40, dove la paura per una condizione economica pietosa e preoccupate fece sì che un popolo disperato mettesse la propria vita nelle mani di un pazzo frustrato con un potere più grande di lui. Lo stesso Coulson ricorda ai suoi studenti che l’Hydra fornì “una sicurezza in un periodo di smarrimento“, proprio come il partito Nazista della Germania post-Prima Guerra Mondiale.
Non era di certo intenzione di “What If…” sensibilizzare gli spettatori a rifiutare una filosofia Nazista, quanto più ricreare una situazione narrativa che ricordasse qualcosa che il mondo ha già storicamente vissuto (e sofferto) così da utilizzare un esempio potente per far capire come, anche se è dura accettare i propri sbagli o le decisioni difficili che si è stati costretti a prendere nella vita, quest’ultimi vanno comunque accettati perché il non farlo avrebbe scatenato un concatenamento di eventi peggiore: l’Hydra World, appunto. L’impatto e la resa emozionale è infatti enorme, sopratutto perché il trauma dei personaggi è quello dello spettatore che si è trovato una realtà davvero pazza e sconcertante. Ovviamente non si può sapere quanto durerà il soggiorno di Daisy e Jemma in questa distopica realtà dove le Leggi di Norimberga sono applicate agli Inumani, ma indubbiamente il serial sembra voler giocare ancora per un paio di episodi con questa realtà alternativa, visto che gli showrunner sembrano altamente divertiti dalla cosa.
Analizzando ulteriormente la puntata, “What If…” è praticamente un Salvate Il Soldato Ryan in versione spy story: una semplice missione di salvataggio dove i personaggi sono in una terra straniera e devono cavarsela con quello che trovano. Ciò che impreziosisce l’episodio, e che lo rende non solo una puntata all’avanguardia per il genere supereroistico, ma anche rivoluzionario, è quella di avere una location con una backstory totalmente inedita e tutta da scoprire. Quello che stupisce di più di questi quaranta minuti (che passano decisamente troppo in fretta) è stata la capacità di rivisitare tutti gli elementi delle precedenti stagioni del serial Marvel/ABC sotto una nuova luce grazie al pretesto del mondo dispotico, prendendo l’occasione anche per introdurre concetti e ruoli cari ai fan di vecchia data come la celeberrima Madame Hydra.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la nuova stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter egg e trivia disseminati nella puntata.

  1. L’episodio è dedicato alla memoria di Bill Paxton, deceduto il 25 Febbraio 2017 a causa di un infarto sopravvenuto dopo un’operazione per un aneurisma dell’aorta. L’attore aveva partecipato alla prima stagione della serie interpretando il ruolo di John Garrett
  2. La puntata segna il breve ritorno di Brett Dalton nel ruolo di Grant Ward. Questa è la prima volta che un membro del cast principale ritorna come guest star.
  3. La scena con cui si conclude l’episodio, dove Daisy cerca di far ricordare la sua vera realtà a Coulson, è una citazione ad una stessa scena presente in “The Magical Place“. 
  4. L’idea di un mondo dominato dall’Hydra è presa dalla miniserie Hail Hydra, serie limitata rilasciata durante il crossover Secret Wars del 2015.
  5. Aida, nell’Hydra World, ricopre il ruolo di Madame Hydra: il führer dell’Hydra e del mondo creato dal Framework. Nell’Universo Marvel il titolo – valente tanto quanto un titolo nobiliare – è stato affidato a diversi personaggi femminili.
  6. Il titolo di questo episodio si riferisce alla serie di fumetti “What If?”, serie (a volte continuativa, a volte formata da vari one-shot) che ipotizza cosa sarebbe successo se certi eventi significativi dell’universo Marvel avessero avuto un esito diverso.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tutto
  • Niente

Nel migliore dei modi “What If…” reintroduce Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. nel palinsesto televisivo ed è un episodio che può essere descritto come: “La Marvel incontra The Man In The High Castle“. Giocando sulla rivisitazione estremista e totalitaria, il telefilm si lascia apprezzare per slancio, decisione e incisività narrativa, oltre che per la location dispotica (e distopica) tutta da esplorare e che il serial stesso dimostra di voler analizzare ulteriormente. Se ci si fa caso, la 4×16 ha un che di introduttivo, quasi un open day che mostra l’Hydra World; in più, altra prova, altri personaggi come Mack e Yo-Yo, ancora non sono comparsi nelle loro controparti “Hydrate”.

Self Control 4×15 2.01 milioni – 0.6 rating
What If… 4×16 2.15 milioni – 0.7 rating

Nato da un’idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: “Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell’insegnamento”. Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E’ destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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