12 Monkeys 3×03 – EnemyTEMPO DI LETTURA 5 min

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“Don’t you forget about me. I’ll be alone, dancing you know it baby…”


“Mother” e “Guardians”, rispettivamente season premiere e seconda puntata di questa terza stagione di 12 Monkeys, hanno avuto sostanzialmente, come è prevedibile e anzi giusto che sia, il compito di riprendere in mano le fila della storia e i personaggi, rinunciando a un vero e palpabile avanzamento della trama in favore di una funzione introduttiva e preparatoria; “Enemy” prosegue su questa linea, e tuttavia si rivela un episodio meglio confezionato dei due precedenti.
La narrazione si svolge lungo due linee temporali, che prevedibilmente sono il 2046 in cui Ramse e Olivia si riuniscono al gruppo di Cole, Jennifer e Katarina di ritorno dalla Francia del primo dopoguerra e il 2163 di Cassie e soprattutto Deacon. “Enemy” non solo riporta in scena l’unico tra i personaggi maggiori del cast il cui fato dopo il season finale dell’anno scorso risultava ancora sconosciuto, ma gli concede anche un ampio spazio in termini di minutaggio e un certo approfondimento sul suo passato, attraverso un espediente narrativo quale l’allucinazione di una persona con cui ha avuto un rapporto problematico (in questo caso il padre): si scopre così che Deacon aveva un fratello, che ha fatto di tutto per proteggerlo e per evitargli di “sporcarsi le mani” e che paradossalmente proprio questo ne ha causato la morte, perché gli ha impedito di adattarsi al nuovo mondo post-apocalittico; l’ex-capo dei West VII, invece, è riuscito a sopravvivere proprio perché il (mal)trattamento che subiva da parte del padre l’ha reso sufficientemente forte e spietato per destreggiarsi all’interno di un’umanità ripiombata nella barbarie. Il ritorno di Deacon, però, è funzionale anche alla trama: Mallick, il misterioso individuo di Titan che sta rischiando grosso per Cassie, ha infatti salvato l’ex-razziatore da morte certa solo per guidarlo nella liberazione della bionda e, verosimilmente, permetterne la fuga dalla città-macchina del tempo.
Nel 2046, invece, dopo aver forgiato un’inedita alleanza fondata sul comune desiderio di distruggere il Testimone, Ramse consegna Olivia agli uomini della Jones, la quale non trova niente di meglio da fare che rinchiuderla in una gabbia con tanto di rete elettrificata, per poi convertire la propria macchina del tempo in un inedito strumento di tortura, bloccando la donna in un loop continuo di disgregazione e ricomposizione, allo scopo di farle confessare tutto quello che sa a proposito del Testimone. 12 Monkeys non ha mai nascosto il lato oscuro dei propri “eroi”, costretti a volte a compiere delle scelte eticamente condannabili per il bene della missione; e certamente poco condivisibile è la pratica della tortura, inflitta sia dalla Jones sia, in modalità differenti e molto più redditizie, da Cole, eppure è necessaria per strappare ad Olivia quelle informazioni necessarie per sconfiggere il Testimone. Nonostante il personaggio dell’ex-nemica si trovi in questo episodio ad affrontare una serie di situazioni e di stati d’animo differenti (passando dalla rabbia per essere stata usata dal Testimone e poi buttata via alla spavalderia e al sarcasmo con cui affronta i suoi aguzzini, dalla commozione nel ricordare la propria infanzia al cedimento finale in seguito alle torture subite) duole constatare come Alisen Down continui a offrire un’interpretazione monocorde, ripetitiva, inespressiva, limitandosi a qualche smorfia o a digrignare i denti quando deve trasmettere rabbia o dolore.

Jennifer: “I’m sorry about Sam. I think, probably, nobody’s said that to you and meant it.”
Ramse: “What’s it say about this place that in order to be human, you gotta be a little crazy?”

I'm sorry about Sam.
I think, probably, nobody's said that to you and meant it.
What's it say about this place that in order to be human, you gotta be a little crazy? 

Read more: http://www.springfieldspringfield.co.uk/view_episode_scripts.php?tv-show=12-monkeys-2015&episode=s03e03

In mezzo alla spietatezza di un mondo in cui persino gli “eroi” arrivano a sporcarsi le mani, per fortuna c’è spazio anche per qualche barlume di umanità ed è proprio il personaggio più ‘folle’ della serie, Jennifer, a darne una dimostrazione pratica, recandosi da Ramse e facendogli le condoglianze per la morte del figlio Sam, e questo nonostante in teoria dovrebbe esserci maggior empatia tra Ramse e la Jones, anche lei colpita dalla perdita di una figlia ritrovata solo da poco.
E a proposito di Katarina, le dinamiche tra lei e la figlia Hannah sono sempre molto interessanti, segno che la scelta di far comparire il personaggio della figlia creduta morta nella seconda stagione è stato un azzardo ben ripagato, almeno finora. Anche Hannah appartiene allo stuolo dei personaggi ‘grigi’, con la propria dose di colpe e di azioni tutt’altro che lodevoli sulle spalle, come ammette anche (“I’ve killed more men than rabbits and deer”), ma possiede quella capacità di provare compassione che le impedisce di infierire su un nemico sconfitto e di mostrare pietà verso le sue stesse vittime, che la spinge ad opporsi alle torture che la Jones infligge ad Olivia. Di fronte alle parole della figlia, che sono un’accusa ma anche un’esortazione a non aderire completamente e fino in fondo a quell’immagine mostruosa di Dr. Grimm che le attribuiscono all’esterno, Katarina finisce per cedere, per mostrare anche lei compassione verso un avversario ormai spezzato… o così sembra, perché l’impressione è che Olivia stia sfruttando a proprio vantaggio i suoi ex-nemici per raggiungere il proprio obiettivo. La cosa appare evidentissima nel finale dell’episodio, quando Cole e Ramse partono per il 2007, anno in cui, proprio secondo Olivia, il Testimone dovrebbe essere abbastanza vulnerabile da poter essere ucciso; in realtà, come rivela il montaggio di scene cronologicamente anteriori tra Olivia e Ramse che si alternano con la partenza di quest’ultimo e dell’amico per il passato, si tratta di una trappola e il vero obiettivo del personaggio interpretato da Kirk Acevedo è uccidere Cassie. Cole e Ramse sono già stati nemici in passato e, purtroppo, l’idea che possano tornare ad esserlo è tutt’altro che entusiasmante; non resta che sperare in dinamiche narrative che non replichino quanto già visto nelle passate stagioni.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il ritorno di Deacon
  • Dimostrazioni pratiche di come trasformare una macchina del tempo in uno strumento di tortura
  • Il momento Jennifer-Ramse
  • Il rapporto Katarina-Hannah
  • La “recitazione” di Alisen Down
  • Si preannuncia un nuovo scontro tra Cole e Ramse
Ormai tutti i personaggi hanno fatto il loro ritorno in scena e la situazione è matura per abbandonare la fase più propriamente introduttiva: urge una bella sferzata alla trama.
Guardians 3×02 0.40 milioni – 0.1 rating
Enemy 3×03 0.37 milioni – 0.1 rating

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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