The White Princess 1×06 – English Blood On English SoilTEMPO DI LETTURA 6 min

in Recensioni/The White Princess by

Dopo un episodio tutto sommato lento, di necessaria preparazione a quello che sarebbe dovuto venire inevitabilmente dopo e scosso soltanto dall’inaspettata morte di Jasper per mano di un’ancor più inaspettata assassina, The White Princess non perde tempo nel mettere già in scena la resa dei conti tra re Henry VII e il pretendente Richard.
Che il ragazzo appoggiato dalla Borgogna (e dalla Scozia, dopo le nozze con Catherine Gordon cugina di re Giacomo IV) sia il vero principe York appare ormai lampante allo spettatore nel momento in cui re Henry rivela a Lizzie che il pretendente sarebbe soltanto un ragazzo di nome Perkin Warbeck, figlio di un uomo di Tournai: ebbene, nel pilot Elizabeth aveva ordinato al figlioletto, che chiamava guarda caso col nomignolo ‘Perkin’, di fuggire a Tournai cercando la protezione di un barcaiolo di nome Jan Warbeck. Vero York o meno, Richard-Perkin Warbeck possiede ormai tutte le risorse per tentare l’invasione dell’Inghilterra (sostegno internazionale, truppe, denaro per pagarle) e la nascita di un figlio non fa che consolidare la sua posizione; per questo, Lizzie ed Henry devono correre ai ripari e cercare l’alleanza con la più potente nazione europea dell’epoca, la Spagna di Ferdinando il Cattolico ed Isabella di Castiglia impegnata nella scoperta e conquista del Nuovo Mondo (si potrebbe far notare che all’epoca si parlava ancora di Castiglia e di Aragona, che la Spagna intesa come stato unitario nasce solo nel XVIII secolo coi Borboni e che la terra scoperta da Cristoforo Colombo non era ancora considerata un nuovo continente ma una parte dell’Asia, però non è la prima volta che lo show ignora il dato storico, forse per non complicare troppo la vita allo spettatore digiuno di storia).
Le scene spagnole, girate nella splendida Alhambra di Siviglia (lo stesso set usato in Game Of Thrones per la terra degli obbrobri narrativi Dorne), servono non solo a dare un assaggio di un’altra corte europea, per molti versi diversa da quella inglese, più esotica, ma anche a mostrare qual è la percezione che gli altri monarchi occidentali hanno dell’Inghilterra: un paese debole, diplomaticamente isolato, dilaniato da anni di guerre civili, governato da un re incapace di togliere di mezzo gli altri pretendenti al trono (ironia della sorte, sarà proprio questo re a risollevare un paese uscito con le ossa rotte dalla Guerra dei Cent’Anni e dalla Guerra delle Due Rose, gettando le basi per quello che sarà il più grande impero della storia). Non stupisce dunque che la regina Isabella rifiuti, almeno finché saranno in vita gli altri due pretendenti al trono (ossia Richard e Teddy, ancora rinchiuso nella Torre di Londra), la proposta di matrimonio tra il principe Arthur e la propria figlia Caterina, protagonista quest’ultima della cosa più pacchiana che si sia vista finora in The White Princess: una sorta di flash mob balletto in stile Bollywood esibizione di flamenco dei membri della corte guidati dalla principessina castigliana priva del minimo senso. Evitabilissimo, senza ‘se’ e senza ‘ma’, perché, se l’intenzione era di rappresentare gli Spagnoli come un popolo ‘esotico’ rispetto agli Inglesi, c’erano tanti altri modi per riuscirci.
Contemporaneamente, la regina madre Margaret decide di partire per un pellegrinaggio in giro per l’Inghilterra, visitando un luogo santo dietro l’altro e coinvolgendo in questo viaggio il nipotino prediletto, Harry, il futuro Henry VIII (per il quale la donna prospetta un futuro da papa, e ironicamente diventerà davvero capo di una Chiesa, seppur scismatica). Finora l’algida madre del re ha sempre trovato in Dio la sorgente della propria forza e nel contempo la giustificazione per tutte le proprie azioni, anche le più atroci, ma la morte di Jasper, da lei stessa causata, mette a dura prova questa sua fede, la porta a disperare del fatto che Dio sia con lei e le riservi ancora uno scopo (scopo che troverà, o crederà di aver trovato, soltanto nel finale dell’episodio, quando giocherà un ruolo fondamentale nella cattura del pretendente rifugiatosi nello stesso monastero a cui lei aveva fatto una generosa donazione).

Elizabeth: “Help Richard. Keep him from danger. Promise me you will.”
Lizzie: “Richard is gone.”
Elizabeth“He is coming, Lizzie. I feel it.”

Se Margaret riesce a ritagliarsi ancora un ruolo all’interno di una narrazione sempre più Henry-e-Lizzie-centrica, altrettanto non riesce a fare Elizabeth, personaggio che non ha ormai più nulla da dire e che giustamente viene tolto di mezzo, definitivamente (ancora una volta l’opera di finzione piega alle proprie esigenze la storia vera, perché Elizabeth sarebbe dovuta già morire ben tre anni prima di Jasper), riuscendo a riconciliarsi con la figlia Lizzie prima di lasciare questo mondo. L’ex-regina è così ostinatamente aggrappata ai propositi di vendetta e di distruzione della casa Tudor che persino in punto di morte non trova di meglio da fare che esortare la primogenita ad appoggiare Richard, incapace di comprendere che la ragazza, ormai, è innamorata dell’uomo che è stata costretta a sposare e non gli andrà mai contro. Anzi, quando alla vigilia della battaglia decisiva Lizzie scopre che i soldati stanno disertando, non esita a prendere in mano la situazione, spronandoli con un discorso in cui paradossalmente la figura della neo-defunta è sfruttata per convincerli definitivamente a combattere per re Henry (Elizabeth avrebbe voluto sicuramente tutt’altro).
Si arriva dunque allo scontro fra il sovrano Tudor e il pretendente al trono York, l’ennesimo (e si spera ultimo) capitolo di uno scontro fratricida. The White Princess non è certo Game of Thrones per sontuosità delle scene di battaglia, lo si è già detto, ma per fortuna c’è stata una ‘lievitazione’ del budget rispetto a quello di The White Queen, che presentava scontri poverissimi (basti pensare alla battaglia di Barnet ridotta a uno scontro in mezzo alle paludi tra una decina scarsa di figuranti in armatura), mentre “English Blood On English Soil” mette in scena un’altra dignitosa, per quanto breve, scena di battaglia: un’orgia di uomini in armatura che si scannano a vicenda all’ombra dei vessilli raffiguranti l’uno la rosa bianca degli York, l’altro la medesima rosa unita alla rossa dei Lancaster, come simbolo della riunione tra i diversi rami della casa Plantageneta che i Tudor avrebbero realizzato.
La fuga di Richard dal campo di battaglia e la sua successiva cattura, resa possibile dall’intervento della regina madre, sembrano rendere completo il trionfo politico e militare dei Tudor, ma l’arrivo del prigioniero a corte potrebbe destabilizzare gli equilibri che si sono creati negli ultimi anni: chi sceglierà Lizzie tra il fratello e il marito? E quali altre conseguenze ci saranno su ciò che rimane della casa York?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Finalmente Elizabeth Woodvile esce di scena
  • Henry e Lizzie sono ormai una vera coppia
  • La battaglia
  • L’evitabile esibizione della principessa Caterina
Esibizione di danza spagnola a parte, The White Princess regala un episodio denso e intenso, che se da un lato rappresenta il culmine della lotta di Henry per difendere il trono dai nemici, dall’altro aprirà sicuramente degli scenari interessanti per i due episodi finali, senza contare la questione dei delitti di Margaret che difficilmente rimarrà a lungo sotto silenzio.
Traitors 1×05 0.95 milioni – 0.2 rating
English Blood On English Soil 1×06 0.80 milioni – 0.2 rating

 

Sponsored By The White Queen Italia

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: