Orange Is The New Black 5×08 – Tied To The TraintracksTEMPO DI LETTURA 4 min

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L’efficacia di Orange Is The New Black risiede da sempre nella straordinaria capacità della serie di analizzare le innumerevoli falle del sistema, carcerario e non, proseguendo di pari passo con un processo di umanizzazione che investe detenute, guardie e membri del MCC. Quest’anno, sulla scia di quanto visto nella scorsa stagione, arriviamo dunque ad una sorta di punto d’arrivo, diretta conseguenza delle decisioni portate avanti dalle ragazze di Litchfield nel corso del precedente arco stagionale.
A partire dalla scelta del flashback di puntata, incentrato su una giovane Dayanara – interpretata da Dasany Kristal Gonzalez, vera figlia di Dasha Polanco – possiamo subito immaginare dove gli autori vogliano andare a parare questa volta. Era inevitabile che prima o poi si arrivasse alla cosiddetta resa dei conti per la ragazza. Altrettanto inevitabile è il dilemma morale che investe il character nel corso dell’episodio, al centro di un tiro alla fune che vede da una parte Aleida, madre irresponsabile e senza la benché minima morale, e dall’altra Gloria, intenzionata a convincere Daya a fare la cosa giusta, peggiorando la sua situazione dal punto di vista legale ma insegnandole, in questo modo, a prendersi carico delle proprie responsabilità, concetto completamente estraneo alla vera madre della ragazza.
Inizialmente poco convincente, il flashback di puntata rivela progressivamente la sua forte corrispondenza con il percorso di Daya all’interno di Litchfield, un percorso culminato con un gesto avventato frutto di anni e anni di abbandono genitoriale, non tanto fisico quanto morale, riassunto perfettamente nelle parole dette da Aleida a sua figlia: “Be your own friend. Daya, you got to look out for yourself. Otherwise, you ain’t gonna get shit in life”, insegnamento ben poco costruttivo che sottolinea ulteriormente la sua inadeguatezza come genitrice ma che, paradossalmente, rappresenta il punto di partenza per la coraggiosa presa di posizione di Daya, che finalmente decide di essere veramente amica di se stessa, accettando le conseguenze delle sue azioni nonostante le proteste della madre e liberandosi, almeno questa volta, della velenosa influenza di quella mentecatta di sua madre.
Nella consueta coralità che contraddistingue la serie, attorno ai dilemmi morali di Daya – tra cui inseriamo anche l’inaspettata telefonata fatta alla Pornstache’s family –  si intersecano diverse storyline, partendo da quelle “minori”, quali la presunta gravidanza di Lorna, il rinnovato astio collettivo nei confronti di Pennsatucky, la storia d’amore – destinata ad esplodere da un momento all’altro – tra Boo e Linda, i giochini di Crazy Eyes con le guardie e così via, proseguendo poi con quelle più importanti, in particolare la trattativa di Taystee con la Figueroa, lo pseudo-accordo preso da Gloria con Caputo e l’ingresso di Piscatella all’interno del carcere, che costituiscono il nucleo centrale della narrazione episodica. “Tied To The Traintracks”, nonostante appaia come uno dei migliori episodi stagionali in quanto a impatto emotivo e progressione diegetica, si configura comunque come episodio eminentemente preparatorio, strutturato in modo da aprire, idealmente, il secondo atto di questa quinta stagione, che si preannuncia molto più cupo e drammatico rispetto a questa prima parte molto più leggera e concepita per sfruttare al massimo la componente comedy della serie.
Giunti a questo punto non si può più tornare indietro e questo quinto finale di stagione, oramai dietro l’angolo, difficilmente condurrà a un lieto fine. In queste ultime due stagioni gli autori hanno voluto mostrare allo spettatore una realtà su cui era necessario soffermarsi e che va ben oltre i confini fisici del penitenziario. La situazione denunciata dalle detenute di Litchfield ed espressa molto bene dalle parole di Taystee, mette sì in evidenza le falle interne al sistema carcerario, ma rivela anche tutta una serie di aspetti inerenti non tanto ai comportamenti sbagliati tenuti da guardie e dirigenti, quanto alle dinamiche che li giustificano dandogli così forma. Il mondo della prigione non è dannoso soltanto per le persone che stanno scontando una pena, ma anche per quelle che in carcere ci vanno ogni giorno per lavorare. La triste storia di Bayley rappresenta alla perfezione questo particolare aspetto, mettendo in evidenza l’aspetto più fragile dell’essere umano, nella vita di tutti i giorni giudicato e catalogato in base alle proprie scelte e spesso concepito solo ed unicamente come somma degli sbagli compiuti nel corso della sua vita. E’ proprio questo uno degli aspetti maggiormente denunciati dalla serie e attraverso questa rivolta gli autori dimostrano ancora una volta di essere maestri indiscussi nell’utilizzo dei meccanismi di immedesimazione ed empatia spettatoriale, costringendo il pubblico a schierarsi, prendere una posizione dal punto di vista morale, facendo così vacillare le proprie certezze nel tentativo di porre l’accento su questioni etiche di grande urgenza e importanza.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dayanara e i suoi dubbi morali
  • Blanca in Mamma Ho Perso L’Aereo
  • I giochini di Crazy Eyes con le guardie
  • Immedesimazione ed empatia con le detenute
  • L’ingresso di Piscatella
  • Nessun difetto di particolare rilevanza
Da adesso in poi si preannuncia un finale dai toni molto più cupi e drammatici. D’ora in avanti non si scherza più.

Full Bush Half Snickers 5×07 ND milioni – ND rating
Tied To The Traintracks 5×08 ND milioni – ND rating


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