Halt And Catch Fire 4×07 – Who Needs A GuyTEMPO DI LETTURA 8 min

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Halt and Catch Fire è sempre stata, al di là dell’ineccepibile ricostruzione di un periodo storico e dell’evoluzione dell’informatica dagli anni ’80 agli anni ’90, la storia di cinque personaggi, di cinque esistenze umane piene di difetti, di contraddizioni e di sogni: Joe MacMillan, Catherine Cameron Howe, Gordon Clark, Donna Clark Emerson e, più defilato, John Bosworth, per gli amici Bos. Per quattro anni il pubblico ha potuto seguire le loro vicende personali e lavorative, ha visto sorgere all’interno di questo quintetto relazioni complicate, solide amicizie e rivalità, ha assistito al rovinoso fallimento di matrimoni e di progetti, dagli ormai lontani giorni in cui si lavorava al Giant fino all’attuale guerra dei motori di ricerca. Joe, Cameron, Gordon, Donna e Bos hanno saputo rendersi spesso e volentieri odiosi e detestabili con i loro atteggiamenti e le loro scelte, ma alla fine ci si affeziona a questi cinque disfunzionali figuri e si soffre al pensiero che tra meno di un mese la loro epopea televisiva si concluderà (anche se è un miracolo che una serie con così pochi ascolti sia arrivata fin qui e non si poteva chiedere di meglio). E’ facile, dunque, intuire quanto possa essere devastante la dipartita definitiva di uno di loro, resa ancora più eclatante e dolorosa dal fatto che si tratta di una soluzione narrativa sostanzialmente inedita in una serie che fa volentieri a meno del sensazionalismo e della continua ricerca di plot twists. L’unico precedente in tal senso, il suicidio di Ryan Ray in “You Are Not Safe”, non può essere minimamente paragonato alla morte di una delle colonne portanti della serie.
Recensendo “Tonya and Nancy” si notava che gli autori sembravano aver messo da parte l’encefalopatia tossica di Gordon e tutti quei brutti sintomi di cui il nostro aveva sofferto tra seconda e terza stagione, salvo farla ricomparire indirettamente in “Nowhere Man”, non più sotto forma di crisi ma attraverso quei quaderni il cui rogo stava a simboleggiare l’approdo di Gordon al carpe diem di oraziana memoria e al godimento del tempo presente. A una morale non molto diversa giungono Bos e Diane: la confessione dell’uomo circa i propri problemi finanziari sembrava aver posto una battuta d’arresto ai loro progetti matrimoniali e invece i due convolano comunque a nozze, senza il minimo preavviso e in maniera talmente repentina e inaspettata che Cameron, chiamata a fare la testimone per il vecchio uomo d’affari texano, si presenta al municipio di Palo Alto con i vestiti di tutti i giorni. Come spiega Diane a Donna in una scena successiva, la vita non è eterna, anzi arriva un momento in cui ci si rende conto che è troppo breve e che la sua fine sembra troppo vicina: finché si è in tempo bisogna godersi il tempo che ci resta e trascorrerlo con le persone amate, cogliere l’attimo e non procrastinare ciò che si potrebbe fare nell’immediato.
Ma finché si è in tempo bisognerebbe anche cercare di ricucire rapporti che si sono deteriorati, soprattutto quando si tratta di familiari stretti. Gordon questo lo sa bene e con spirito profetico, quasi presagisse la fine imminente e volesse chiudere tutte le faccende lasciate in sospeso, tenta di riappacificarsi con la figlia Haley, che in preda allo spirito ribelle adolescenziale sfoggia un nuovo taglio di capelli “shorter than Dorothy Hamill’s, but not as short as Mark Hamill’s”. Ed è qui che entra in gioco Joe MacMillan, colui che, un po’ a sorpresa, ha stretto un inaspettato e interessante rapporto con la ragazzina, favorito dal fatto che è l’unico, tra gli adulti che conosce, a poter comprendere la sua condizione (tutti gli indizi lasciano supporre che Haley sia lesbica o abbia comunque tendenze in tal senso): non sorprende, dunque, che sia Joe la persona a cui Gordon si rivolge per fare da tramite fra sé e la figlia.
Joe è probabilmente il personaggio che più di tutti è cambiato e si è evoluto in queste quattro stagioni, corrispondenti, non bisogna mai dimenticarlo, a oltre dieci anni di storia dal 1983 al 1994 circa (in questo episodio è citato il suicidio di Kurt Cobain). Guardando l’uomo che è adesso si stenta a credere che un decennio prima fosse uno stronzo una spregiudicata canaglia disposta a usare le persone per dar vita alle proprie visioni: è un uomo rinato, che è passato attraverso numerose prove, fallimenti, lutti e sofferenze, fino a trovare un appagamento (definitivo?) nel progetto Comet sul piano lavorativo e nella relazione con Cameron su quello privato.
La bionda programmatrice, dal canto suo, ha trovato un nuovo progetto a cui dedicarsi anima e corpo, dopo la batosta ricevuta dalla Atari e il cocente fallimento di Pilgrim, ma curiosamente si dimostra ancora troppo legata al passato, incapace di realizzare le potenzialità di ciò a cui sta lavorando: è talmente presa dalla realizzazione dell’ennesimo (seppur avveniristico per quei tempi) videogioco da non rendersi conto delle reali potenzialità del suo lavoro, almeno finché la sua finanziatrice Alexa non le fa notare che quel software potrebbe essere usato per le esplorazioni spaziali o per la difesa del sistema immunitario. Il futuro avanza, anzi galoppa a metà degli anni ’90 e paradossalmente coloro che un tempo sembravano visionari, avanti coi tempi adesso non pensano più altrettanto in grande.

“Jesus Christ, you won! Okay, you won! You got Haley and Gordon and Cam. You got everybody!”

Bos è felicemente sposato (e in pensione), Cameron è di nuovo in pista, Joe e Gordon sono sul punto di rilanciare Comet facendone molto più di un semplice motore di ricerca… e Donna, la donna (perdonate il bisticcio linguistico) in carriera, che fa? All’apice del successo, con Rover che viaggia a gonfie vele nel mercato dei search engines e la possibilità di diventare presto socio dirigente della AGGEK al posto di Diane, l’ex-signora Clark può concedersi persino una breve vacanza dal lavoro, ma dietro quella facciata soddisfatta e apparentemente felice si nasconde un animo ben più fragile. Nell’incontro con Joe, Donna si lascia finalmente andare, esplode e confessa di essere stata tagliata fuori da Rover, ma soprattutto fa capire che la sua più grande paura è quella di rimanere da sola, di perdere le persone che ama: l’ex-marito Gordon, col quale ha comunque un rapporto che molti divorziati si sognano; la figlia Haley; persino Cameron, nonostante tutto quello che le due si sono fatte negli ultimi tempi, perché le due hanno condiviso il difficile percorso di donna che vuole emergere in un ambiente lavorativo e sociale ancora sessista e dominato dagli uomini.
Il momento culminante dell’episodio, però, e sicuramente uno dei migliori di questa stagione se non di tutto Halt and Catch Fire, è la dipartita di Gordon. E qui che si vede tutta la classe e l’eleganza della serie di Cantwell e Rogers: si sarebbe potuta mostrare l’effettiva morte del personaggio, stroncato dalla malattia che lo affliggeva da un decennio, e realizzare così una scena straziante e strappalacrime; invece si opta per qualcosa di diverso, una visione del passato in cui l’uomo rivede la moglie Donna intenta a cantare una ninna nanna a una delle loro figlie neonata. Dopo aver simbolicamente abbracciato il presente bruciando i suoi quaderni medici e aver guardato al futuro intuendo un modo per rilanciare Comet, Gordon chiude il cerchio volgendo lo sguardo nei suoi ultimi istanti di vita al passato in una classica esperienza pre-morte che rende il suo congedo dal mondo e dalla scena ancora più poetico e raffinato. Per buona parte di “Who Needs a Guy” Gordon è alle prese con il condizionatore dell’ufficio e cerca di ripararlo, riuscendovi alla fine: non è un dettaglio da poco, visto che l’uomo ha fatto la sua comparsa sulla scena proprio come genio dell’hardware ed è significativo che la sua ultima opera pratica sia proprio quella di armeggiare con quadri elettrici e meccanismi vari, anche se non si tratta di un computer.
Altrettanto elegante è il giro di telefonate e annunci che diffonde la notizia della sorte di Gordon: Katie si reca a casa dell’uomo, con cui avrebbe dovuto trascorrere la serata, e riferisce cosa è successo a Donna che stava chiamando proprio in quel momento; Donna va a dirlo a Joe; Joe telefona a Cameron; Cameron (o Donna, non è chiaro chi delle due) chiama Bos e Diane; chiudono il cerchio Joanie e Haley, che scoprono la triste verità dopo essere rincasate. Mentre le tre donne Clark si stringono nel dolore piangendo il padre e il marito che non c’è più e ritrovando un’unità che sembrava ormai minata, l’ultimissima scena negli uffici di Comet stempera il cordoglio con la promessa, o quanto meno la speranza, di un futuro migliore: sulla lavagna bianca vuota campeggia una sola scritta in stampatello, RE-LAUNCH, rilancio, l’ultimo lascito di Gordon Clark.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • E Giacomino Bos si sposa!

  • Il rapporto tra Joe e Haley

  • L’atteso confronto tra Joe e Donna

  • L’eleganza con cui sono gestite la morte di Gordon e le reazioni degli altri personaggi

  • Nulla di rilevante

 

“I think I’m dying” aveva affermato Gordon in un episodio della seconda stagione, “Extract and Defend”, quando la malattia era ancora agli inizi. E’ riuscito a vivere altri dieci anni prima di spegnersi, dando vita a uno di quei colpi di scena che lo spettatore si aspetta da sempre e a cui crede di essere ormai pronto, ma che quando arriva spiazza e strazia. Chapeau a Cantwell e Rogers per il modo in cui hanno gestito questo difficile momento della serie, ma anche a Scoot McNairy che in questi anni ha dato vita a uno splendido personaggio, la cui mancanza si sentirà sicuramente in questi ultimi tre episodi di una delle serie più ingiustamente sottovalutate della storia della televisione.

A Connection Is Made 4×06 0.35 milioni – 0.11 rating
Who Needs A Guy 0.32 milioni – 0.11 rating

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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