Mindhunter 1×06 – Episode 6TEMPO DI LETTURA 4 min

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Bateman:Do you know what Ed Gein said about women?
Van Patten:Ed Gein? Maitre d’ at Canal Bar?
Bateman:No, serial killer, Wisconsin in the fifties.
McDermott:So what did Ed say?
Bateman:When I see a pretty girl walking down the street I think two things. One part of me wants to take her out and talk to her and be real nice and sweet and treat her right.
McDermott:And what did the other part think?
Bateman:What her head would look like on a stick.”

Ed Gein, passato alla storia con il soprannome Il Macellaio di Plainfield, fu un pluriomicida americano attivo negli anni sessanta circa e che contraddistinse all’epoca la scoperta di due determinati fattori nel popolo americano. Il primo fu il termine serial killer che vedrà la propria coniazione solo più tardi ma che in Ed ha trovato un validissimo esempio ante litteram. Il secondo fattore scoperto fu l’impossibilità della fiducia nel prossimo: nei giorni successivi l’arresto, il vicino di casa di Gein descrisse il Macellaio come una persona normalissima, calma e pacifica. Difficile trovare un punto di incontro tra questa descrizione ed il corpo sventrato, privato della testa ed eviscerato che Ed Gein teneva appeso al soffitto del proprio garage.
E’ attorno a tali soggetti che Fincher e Penhall desiderano scavare ed approfondire, rendendo la loro serie tv non solo una semplice storia ma qualcosa di più profondo: un percorso verso l’insanità mentale e la devianza. Non è un caso, infatti, che ai dialoghi venga concessa maggiore attenzione e minutaggio; così come non è un caso che vengano citati Durkheim e Becker.
Tuttavia questo sesto episodio accantona, almeno momentaneamente, questa ricerca spasmodica in una teoria sociale tramite la quale poter categorizzare determinati soggetti deviati. Il focus è posto invece attorno ai protagonisti (o co-protagonisti a seconda di chi si sta prendendo in esame) di tale ricerca: Holden Ford, Bill Tench e la dottoressa Wendy Carr.
Nonostante il caso di Altoona veda la sua conclusione proprio in questa puntata e nonostante il minutaggio sia alquanto comico (poco più di trenta minuti per una serie di questo genere sono pura follia), è ai tre personaggi che viene concesso una più profonda caratterizzazione.
Per il giovane Holden non si tratta di un vero e proprio ampliamento per quanto concerne la caratterizzazione considerato il focus continuo sotto il quale il personaggio viene posto trattandosi del protagonista della serie. Per Bill, invece, dopo lo scorcio nella scorsa puntata, “Episode 6” fa breccia tra le sue mura di casa e pone sotto i riflettori quella figura paterna così difficile da immaginare se accostata al carattere burbero e scontroso con il quale è solitamente rappresentato in scena il personaggio di Holt McCallany. Le scene tra sua moglie e Debbie portano luce verso un rapporto complicato (anche a causa dell’adozione del figlio) e che forse rappresenta l’unico vero elemento a scalfire la figura di Bill, una persona dal cuore apparentemente di pietra.
Relativamente la dottoressa Wendy, invece, viene svelata la sua omosessualità unitamente al difficile rapporto con la propria fidanzata, per niente felice che il personaggio interpretato da Anna Torv si intrattenga in collaborazioni lavorative (o che giunga addirittura ad additarli come colleghi) con l’FBI.
Sempre più interesse suscita, però, il personaggio che da diversi episodi a questa parte compare ad inizio puntata rappresentando una sorta di introduzione. Ma il modo in cui si andrà (o meno) ad incastrare all’interno delle vicende narrate dalla serie è ancora tutto da scoprire.
Nell’insieme la puntata, tralasciando la parentesi d’intimismo e d’ampliamento del background dei personaggi, rappresenta una frettolosa chiusura del caso di Altoona e niente di più dal momento che l’unico argomento veramente nuovo della ricerca viene presentato solo in conclusione di puntata, sortendo l’effetto di cliffhanger (effetto nullo, contando che Mindhunter si tratta di una serie Netflix).
Jerry Brudos rappresenta, dopo Edmund Kemper, il secondo serial killer per cui Fincher decide di fondere realtà-serialità con un risultato dal sapore di documentario. Ma si tratta di un documentario di Fincher, quindi mai dare nulla per assodato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Holden Ford e Bill Tench come David Mills e William Somerset
  • Chiusura del caso di Altoona
  • Ampliamento background dei personaggi
  • Nuovo serial killer in arrivo
  • 34 minuti di puntata: ma che stiamo scherzando?
  • Puntata che appare come una frettolosa chiusura del caso in corso
  • Holden e Wendy: le scene di interesse amoroso in alcuni casi risultano fuori contesto

 

Speriamo si tratti di una parentesi estemporanea e che la narrazione riprenda subito il proprio percorso, perché Fincher ha preso per mano il proprio spettatore con il pilot e non può decidere arbitrariamente quando abbandonarlo. Siamo pronti a metterci in contatto con il CODACONS, David, ti avvertiamo.

 

Episode 5 1×05 ND milioni – ND rating
Episode 6 1×06 ND milioni – ND rating

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L’Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell’umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L’unico uomo con la licenza polemica.

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