The Looming Tower 1×07 – The GeneralTEMPO DI LETTURA 3 min

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Nei non entusiasmanti episodi che hanno portato all’inizio del climax narrativo, che presumibilmente verrà completato negli ultimi tre episodi, The Looming Tower aveva mostrato segni di cedimento a tratti preoccupanti e cali narrativi degni di nota.
“The General” non è stato l’episodio più brillante visto fino ad oggi, questo è certo, anzi ha messo in mostra scene irritanti, anche se per lo meno ha contribuito a ripristinare quel clima a metà tra spy drama e religione che era andato scemando un po’ con l’andare del tempo, mantenendo più che altro una certa propensione alle love story.
Lo Yemen, scenario già visto nell’episodio precedente, questa volta viene messo in primo piano quando O’Neal e Soufan sbarcano nella penisola araba ad inizio episodio. 
È da quel momento che inizia un gioco delle parti, paragonata dai protagonisti stessi ad una partita a scacchi.
La scacchiera è rappresentata dalle indagini, con l’unica eccezione che le due forze in gioco, che cercano di vincere la partita, dovrebbero stare dalla stessa parte. Si parla ovviamente di CIA ed FBI (che mettono in scena all’interno dell’episodio l’ennesimo fraintendimento a livello adolescenziale inutile) e  finiscono incredibilmente per ostacolarsi.
L’emblema di questo enorme clusterfuck è Diane Marsh, personaggio incredibilmente controverso che rappresenta meglio di chiunque altro quello che la serie vuole far intendere per quel che riguarda la CIA. L’agenzia infatti non vuole in nessun modo aiutare i colleghi, e anzi fa di tutto per danneggiarli. O’Neal e Soufan sono soli contro il mondo e cercano, attraverso intensi interrogatori e difficili collegamenti tra persone, di trovare la quadratura del cerchio, in un contesto dove nessuno negli States li supporta; la stessa Barbara Bodine, ambasciatrice americana in Yemen fa di tutto per non rendersi utile in nessun modo (escluso irritare lo spettatore e dare inizio all’ennesimo rapporto di complicità di O’Neal, che se non altro aumenterà il numero delle sue amanti).
Il generale Yemenita Qamish è l’unica personalità che rimane fedele a sé stesso e cerca in tutti i modi di aiutare i due americani. Le due figure contrapposte di Qamish e O’Neal rappresentano il punto forte dell’episodio dall’inizio alla fine, ogni loro incontro muove qualcosa all’interno di un contesto poco più che anonimo e garantisce grande interesse sia a livello recitativo che di contenuti. Le discussioni intense su strategia, fedeltà e religione ribaltano quasi i ruoli e consegnano una visione dell’Islam più vicina a quella che si era già vista in precedenza con Soufan.
In ultima battuta, occorre far menzione della capacità della serie di mischiare reale (l’attentato alla USS Cole) con la venatura drama della serie: non è semplice, e non da tutti, riuscire a mantenere un buon equilibrio tra questi due fattori. Specialmente quando la tematica storica che si sta andando a trattare rappresenta, come più volte esposto nelle passate recensioni, una ferita ancora aperta (e che forse non sarà mai chiusa) per l’intero popolo americano, nonché dimostrazione di terrore e paura per l’intero mondo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scene degli interrogatori
  • Qamish e O’Neal
  • Ancora una volta le responsabilità di FBI e CIA sono su due piani diversi
  • Narrativa sempre troppo conservativa
  • Barbara Bodine
  • Barbara Bodine e il rapporto con O’Neal
  • Snervante vedere tanto lavoro buttato al vento

 

The Looming Tower barcolla ma non molla, nonostante il terzo episodio consecutivo leggermente al di sotto delle aspettative, e si manifesta ormai sempre più con le sembianze di un pugile confinato in un angolo. Si attendono ormai da tempo dei miglioramenti dal punto di vista narrativo, con la serie che appare ormai cristallizzata su quelle tre o quattro tematiche che non fanno altro che tornare sistematicamente, girando a vuoto. La fine è vicina ma le premesse per arrivarci non sembrano delle migliori.

 

Boys at War 1×06 ND milioni – ND rating
The General 1×07 ND milioni – ND rating

 

 

Arrivato ormai alla veneranda età di 18 anni, da 6 anni, e in cerca di nuovi stimoli si è unito a RecenSerie per convertire il team al culto di Tina Fey e per trasmettere all'umanità la passione per le comedy. Tra una puntata e l'altra cerca di laurearsi in lettere e di guardare per un tempo indeterminato quanto più sport possibile. Il suo sogno nel cassetto è scrivere la sceneggiatura di una sit com modello talent-show con protagonisti Joe Bastianich, Lilly Meraviglia e Damiano Er Faina

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