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Evil 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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David: “There are people in this world who are… connectors. They influence people. They have day jobs… teachers, stockblockers, expert witnesses. They pretend to be normal, but their real pursuit is evil,  encouraging others to do evil.  You don’t have to believe in the supernatural to know that there are people out there who do bad things and encourage others to do bad things for the sheer pleasure of it.”

Il 26 Settembre 2019 è andato in onda il pilot di Evil, nuovo lavoro dei coniugi King. Il trailer rilasciato dalla CBS a Maggio 2019 ha generato il giusto hype intorno a questa serie che si prospettava essere il prodotto di spicco del network. Si usa l’imperfetto non perché il pilot faccia pensare che si tratti di un brutto show (i coniugi King si meritano assolutamente fiducia), ma perché quanto mostrato da questo primo episodio non è esente da difetti. Ma procediamo con ordine.
L’episodio, oltre ad essere scritto da Michelle e Robert, è diretto da Mr. King in persona. La regia è assolutamente da annoverare tra i pregi di questo capitolo, con delle inquadrature veramente accurate e d’effetto.
Vengono presentati al pubblico i vari personaggi, principali e ricorrenti, dello show. Oltre a Katja Herbers (conosciuta per i ruoli ricoperti in Manhattan e Westworld) e Mike Colter (Luke Cage, Jessica Jones, The Good Wife), che vestono rispettivamente i ruoli della dottoressa Kirsten Bouchard e l’aspirante prete David Acosta, nel cast c’è anche Michael Emerson. Se non sapete chi è, prima vergognatevi e poi andate a vedervi Lost. A parte gli scherzi, la presenza di Emerson nei panni del “bad guy” è sicuramente un punto a favore per lo show della CBS. Dal punto di vista del casting, è proprio Emerson a spiccare particolarmente per carisma nonostante il bassissimo minutaggio riservatogli con lo scopo di sfruttare appieno il suo lato misterioso; Colter sembra cavarsela bene nei panni dell’aspirante prete, mentre la performance della Herbers rimane piuttosto anonima per ora.

David: “Science is only good for repeatable phenomenon. And most of life… the most interesting parts, don’t repeat. So science doesn’t recognize it”.

Il focus della serie è proprio quello che lascia intendere: fede contro scienza. Anzi, sarebbe meglio dire fede e scienza perché, sebbene sia etichettato come “supernatural drama”, nell’episodio pilota non succede nulla che non sia perfettamente spiegabile scientificamente. Per il momento non è chiaro se lo show continuerà a giocare con lo spettatore, inserendo elementi apparentemente sovrannaturali per poi dar loro una spiegazione perfettamente scientifica, o se andando avanti la serie prenderà una piega nettamente e innegabilmente “supernatural”.
Il punto di vista dello spettatore è lo stesso di Kristen, che cerca di dare una spiegazione logica ad ogni cosa. È David Acosta, però, il personaggio che incuriosisce di più: non è il “priest to be” dell’immaginario comune, non è un invasato e ha la capacità di vedere le cose con occhio critico, avvalendosi delle competenze della scettica dottoressa Bouchard.
Ora veniamo agli aspetti negativi o, per meglio dire, quelli che convincono meno. Innanzitutto la struttura dello show non depone esattamente a suo favore. Il fatto che sia, o sembri essere, uno show procedurale fa sicuramente preoccupare. La relativa mancanza di trama orizzontale (che comunque c’è) potrebbe rappresentare motivo di scarso interesse per il pubblico. Il tema è senz’altro stuzzicante, ma non è sufficiente per mantenere alta l’attenzione, anche se la firma dei King è rassicurante in questo senso. I personaggi, invece, sono un po’ meno stuzzicanti. Tralasciando l’inevitabile cliché della partnership tra un “uomo di fede” e “donna uomo di scienza”, i due protagonisti della serie sembrano fin troppo bidimensionali e anonimi. Qualche vago riferimento al loro passato viene inserito, ma niente che faccia venire veramente voglia di conoscerli. David Acosta incuriosisce certamente di più per il suo essere un aspirante prete un po’ atipico, ma la Bouchard rimane un personaggio abbastanza piatto e scontato.
Il vero elefante nella stanza, però, è l’aspetto horror dell’episodio: l’apparizione demoniaca era veramente grottesca. È difficile credere che abbiano fatto apparire il demone George con lo scopo di far ridere lo spettatore, ma è questo quello che è successo. Più che essere terrificante, il demone arrapato era buffo.
Tirando le somme, Evil è uno show che ha le premesse per essere un ottimo prodotto ma di certo non per diventare la serie dell’anno, almeno non ora come ora. E gli ascolti non aiutano.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Michael Emerson, l’unico e solo
  • Ottima regia 
  • La linea sottile tra scienza e fede
  • George, il demone arrapato
  • Troppo poco approfondimento dei personaggi

 

I coniugi King sono una garanzia, quindi si meritano assolutamente il beneficio del dubbio. Evil non sarà un capolavoro ma non c’è motivo di credere che non possa ingranare la marcia in futuro.

 

Pilot 1×01 4.56 milioni – 0.6 rating

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Distratta, eterna sognatrice e accumulatrice compulsiva di tazze di ogni forma e colore. Vive la sua vita tra mille paranoie, attacchi di ridarella immotivati e costante voglia di prendere il primo aereo per Londra. Nel tempo libero attende da più di quindici anni di ricevere la lettera per Hogwarts e guarda serie tv come se non ci fosse un domani. Normalmente è una persona pacata, ma provate a toglierle il caffè e si trasformerà in una belva feroce. Lorelai Gilmore docet.

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